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FVG
25 marzo | 11:40

Lavori mai fatti e fatture false, la truffa del Superbonus 110% e bonus facciate 90%. Maxi operazione della Finanza: sequestrati 1,8 milioni di euro

Maxi operazione dei militari di Udine, coordinata dalla Procura di Pordenone: sono sette le persone denunciate all'Autorità Giudiziaria: si tratta dei rappresentanti di diritto e di fatto di quattro società a responsabilità limitate, segnalate a loro volta per i reati di concorso in truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, autoriciclaggio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti

UDINE. Hanno incassato oltre 1 milione e 800mila euro di crediti d'imposta, documentando lavori edili mai realizzati, con l'emissione di fatture false, attestanti l'avanzamento dei lavori al 30% e 90%.

 

La Guardia di Finanza di Udine, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, ha sequestrato l'intera cifra per le ipotesi di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio ed emissione di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti.

 

In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Udine hanno accertato come i crediti d’imposta, derivanti da interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico eseguiti nei confronti di soggetti privati da una società con sede a Udine, ma con interessenze nella provincia pordenonese, finalizzate all’ottenimento del Superbonus 110% e bonus facciate 90%, fossero stati documentati con l’esecuzione di lavori edili mai realizzati e con l’emissione di fatture e asseverazioni false.

 

Con questo modus operandi, gli ideatori della frode sono riusciti a "creare" un credito d'imposta di 1 milione e 834mila euro, che successivamente è stato ceduto - tramite società interposte - a diversi operatori finanziari, ottenendo un profitto illecito pari a circa l'84% della cifra "venduta". Tra l'altro 520mila euro di questi sono rientrati in possesso dei truffatori mediante false fatturazioni, emessa da società a loro riconducibili.

 

Sono sette le persone deferite all'Autorità Giudiziaria: si tratta dei rappresentanti di diritto e di fatto di quattro società a responsabilità limitate, segnalate a loro volta per i reati di concorso in truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, autoriciclaggio ed emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

 

Il Gip del Tribunale di Pordenone ha disposto il sequestro preventivo della somma, che è stato eseguito dai militari della Guardia di Finanza tramite il blocco delle disponibilità finanziarie riconducibili alle aziende e agli indagati, cioè saldi attivi di conti correnti accesi sia in Italia che all'estero, beni mobili e immobili registrati e dei crediti ancora presenti nei cassetti fiscali. Le istanze di dissequestro presentate dagli indagati sono state rigettate in toto. 

 

"Il contrasto a qualsiasi tipo di illecito fiscale e la particolare attenzione ai fenomeni delle indebite compensazioni e frodi - scrive la Guardia di Finanza nella nota ufficiale - sulle cessioni di crediti d'imposta fittizi derivanti dai bonus in materia edilizia ed energetica rappresentano una linea fondamentale nel ruolo di "polizia economico - finanziaria" rivestito dalla Guardia di Finanza e permettono di tutelare il funzionamento del mercato e garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche".

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