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| 21 aprile | 10:55

Fatture false, crediti fantasma e firme contraffatte, scoperto un sistema da oltre 4 milioni di euro tra riqualificazioni mai eseguite e crediti d’imposta truffaldini

Secondo quanto ricostruito dai militari, il meccanismo si basava sull’emissione, da parte della ditta individuale dell’indagato, di fatture per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione in realtà mai eseguiti. Tali operazioni consentivano di generare fittiziamente crediti d’imposta, accreditati nei “cassetti fiscali” di clienti del tutto ignari

Fatture false, crediti fantasma e firme contraffatte, scoperto un sistema da oltre 4 milioni di euro tra riqualificazioni

BASSANO. Una complessa frode sui crediti d’imposta legati al “Superbonus 110%”. I finanzieri del comando provinciale di Vicenza, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di un ingegnere, titolare di una ditta individuale, e di altri soggetti giuridici coinvolti in una complessa frode sui crediti d’imposta legati al “Superbonus 110%”.

 

Le indagini, sviluppate dalle Fiamme Gialle del gruppo di Bassano del Grappa, hanno fatto emergere un sistema fraudolento particolarmente insidioso, ideato dal professionista – denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato – con la collaborazione di un architetto compiacente, indagato per false attestazioni nelle asseverazioni tecniche.

 

Secondo quanto ricostruito dai militari, il meccanismo si basava sull’emissione, da parte della ditta individuale dell’indagato, di fatture per interventi di riqualificazione energetica e ristrutturazione in realtà mai eseguiti. Tali operazioni consentivano di generare fittiziamente crediti d’imposta, accreditati nei “cassetti fiscali” di clienti del tutto ignari.

 

La frode proseguiva poi attraverso la falsificazione delle firme dei committenti sui moduli di cessione del credito: in questo modo, l’ingegnere riusciva a trasferire illecitamente i crediti a proprio favore. Una volta acquisiti, i crediti inesistenti venivano ceduti a società terze, consentendone la monetizzazione e producendo un ingente profitto illecito.

 

Complessivamente, il sistema avrebbe permesso la creazione di oltre 4 milioni di euro di crediti d’imposta fittizi. L’Autorità Giudiziaria ha pertanto disposto il sequestro dei crediti ancora giacenti e nella disponibilità degli indagati e delle società cessionarie, nonché del profitto illecito derivante dalla loro vendita, quantificato in oltre un milione di euro.

 

Nel corso delle operazioni, eseguite anche mediante perquisizioni in abitazioni e uffici degli indagati – con il supporto di cash dog – i finanzieri vicentini hanno sottoposto a sequestro beni per un valore complessivo di circa 2,2 milioni di euro, tra crediti d’imposta, disponibilità finanziarie su conti correnti e un appartamento nel vicentino.

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