Contenuto sponsorizzato
Bolzano
16 giugno | 11:12

Finti rimborsi in busta paga per pagare meno tasse: maxi-operazione della Guardia Finanza, nel mirino una società privata con più di 200 dipendenti

Il caso più eclatante è quello di un custode costretto a effettuare turni di lavoro da 12 ore continuative: l'uomo, in soli quattro mesi di attività, era arrivato ad accumulare un monte ore di straordinari superiore al tetto massimo annuale stabilito dalla legge, senza che gli venissero concessi i riposi settimanali

BOLZANO. Lavoravano in modo stabile e continuativo all'interno dei principali cantieri stradali e ferroviari dell'Alto Adige, ma per il fisco e per l'Inps erano dei semplici trasfertisti di passaggio. È questo il fulcro della complessa operazione contro l'evasione contributiva e lo sfruttamento lavorativo condotta in sinergia dai finanzieri del Comando provinciale di Bolzano, dagli ispettori del lavoro della Provincia autonoma e dai funzionari dell'Inps.

 

L'attività di controllo ha permesso di scoperchiare un sistema fraudolento strutturato che andava avanti da oltre cinque anni e che ha visto il coinvolgimento complessivo di ben 206 posizioni lavorative irregolari, tutte collegate alla gestione dei servizi di sicurezza e viabilità nelle grandi opere pubbliche del territorio.

 

Al centro dell'indagine è finita una società privata con sede legale in Calabria, la quale era riuscita ad accaparrarsi in subappalto le attività di guardiania, la gestione dei flussi di traffico e il controllo degli accessi presso le aree di cantiere altoatesine. Secondo quanto accertato dagli investigatori, i vertici dell'azienda calabrese avevano architettato un preciso escamotage contabile: una quota consistente della retribuzione mensile dei dipendenti veniva formalmente registrata sotto la voce di "indennità di trasferta".

 

Questo meccanismo permetteva alla ditta di accedere a un regime fiscale e contributivo fortemente agevolato rispetto a quello ordinario, ottenendo un indebito risparmio economico grazie al mancato versamento delle ritenute d'acconto e dei contributi previdenziali obbligatori sulle reali ore di lavoro svolte.

 

A incastrare la società e a dimostrare la presenza fissa dei lavoratori sul suolo provinciale sono state le tracce tecnologiche lasciate dagli stessi dipendenti. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Bressanone e gli ispettori provinciali hanno infatti passato al setaccio una massiccia mole di dati informatici immagazzinati nei server aziendali, incrociandoli con i tracciati dei sistemi di geolocalizzazione collegati direttamente ai badge personali utilizzati per timbrare l'inizio e la fine dei turni. I tabulati hanno confermato che gli operai e i custodi non si trovavano in provincia per brevi trasferte temporanee, ma vi risiedevano e vi operavano stabilmente fin dal primo giorno della loro assunzione.

 

L'ispezione ha fatto emergere anche gravi violazioni delle norme sulla tutela della salute dei lavoratori. Il caso più eclatante ha riguardato un custode della struttura, costretto a effettuare sistematicamente turni di lavoro massacranti da 12 ore continuative: l'uomo, in soli quattro mesi di attività, era arrivato ad accumulare un monte ore di straordinari superiore al tetto massimo annuale stabilito dalla legge, senza che gli venisse peraltro concesso il diritto ai riposi settimanali.

 

Il bilancio finale dell'inchiesta ha fatto scattare pesanti sanzioni economiche e patrimoniali. Alla società calabrese sono stati contestati contributi previdenziali omessi all'Inps per un ammontare di circa 200 mila euro, a cui si aggiungono sanzioni amministrative immediate per un valore superiore ai 120 mila euro. La pratica è passata inoltre nelle mani dell'Inail, che ha già avviato le procedure necessarie per il recupero dei premi assicurativi non pagati nel corso degli anni. Per garantire il saldo dei debiti previdenziali accumulati nei periodi finiti sotto inchiesta, le autorità hanno attivato la clausola della responsabilità solidale, che chiamerà in causa direttamente le aziende appaltatrici principali dei cantieri, mentre nei confronti degli amministratori della ditta di vigilanza calabrese è già partita la formale diffida per la regolarizzazione immediata di tutti i contratti dei dipendenti danneggiati dal raggiro.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 16 giugno | 19:42
Nel Parco Naturale Regionale della Lessinia, sul Monte Cornetto, è stato recentemente inaugurato un nuovo rifugio. Si chiama El [...]
Cronaca
| 16 giugno | 20:02
Si concluderà domenica 28 giugno la raccolta fondi in favore del piccolo Marco Conedera, che a 7 anni sta combattendo contro un medulloblastoma [...]
altra montagna
| 16 giugno | 19:00
La prima sintesi globale delle conoscenze sugli animali degli ambienti glaciali è contenuta in uno studio internazionale guidato da [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato