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Trento
04 giugno | 11:27

Truffe agli anziani, quali sono le strategie più utilizzate? Dal finto carabiniere al 'raggiro dell'abbraccio': tutte le tecniche riportate dai carabinieri

Nel corso del mese di maggio, i carabinieri del comando provinciale di Trento hanno tenuto una serie di incontri di informazione sul tema a Caldonazzo e nelle sedi dei circoli pensionati di Levico e Borgo Valsugana, durante i quali hanno illustrato alla platea le principali tipologie di truffe e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali

di Redazione

TRENTO. Dalla nota truffa del finto carabiniere a raggiri meno conosciuti – ma pur sempre insidiosi – che prendono di mira la popolazione anziana. Nel corso del mese di maggio, i “vericarabinieri del comando provinciale di Trento hanno portato avanti una serie di incontri sul tema a Caldonazzo e nelle sedi dei circoli pensionati di Levico Terme e Borgo Valsugana, ai quali hanno partecipato complessivamente circa 300 persone interessate a conoscere come potersi difendere da truffatori e malintenzionati.

 

Durante gli incontri, i comandanti delle stazioni carabinieri di Baselga di Pinè, Levico Terme e Borgo Valsugana hanno illustrato alla platea le principali tipologie di truffa e le tecniche maggiormente utilizzate dai criminali per irretire le proprie vittime.

 

Falso incidente/arresto: si riceve una telefonata da parte di un sedicente Carabiniere/poliziotto/avvocato, che racconta come un parente dell’interlocutore (figlio, nipote) sia stato arrestato dopo aver provocato un incidente e che l’unico modo per liberarlo sia pagare una certa somma (contanti o gioielli in oro) da consegnare ad un maresciallo incaricato di presentarsi a casa per il ritiro.

 

Falso carabiniere poliziotto con la tecnica dello 'spoofing' (tecnologia che permette di mascherare il numero del chiamante): si riceve una telefonata da un numero visibile che corrisponde in genere a quello della più vicina caserma dei Carabinieri o della Polizia (fase talvolta preceduta dalla ricezione di un finto messaggio di una società di servizi di pagamento elettronici che avvisa la vittima di una frode in atto sul suo conto corrente); in tal modo, carpendo immediatamente la fiducia dell’interlocutore, il falso carabiniere comunica che l’unico modo per salvare i risparmi è quello di trasferirli immediatamente su un altro conto il cui iban viene indicato dallo stesso truffatore.

 

Falso super investimento: il malcapitato può essere agganciato tramite canali social o nell’ambito di corsi online di trading e gli viene proposto di effettuare un investimento molto vantaggioso, con rendimenti molto alti e fuori mercato: dopo una prima fase in cui effettivamente vengono rimborsati gli interessi maturati, la vittima viene indotta a fare un investimento ancor maggiore, al quale però non segue né la corresponsione degli interessi promessi né la restituzione del capitale investito.

 

Falso familiare: si riceve un messaggio da un sedicente parente o amico, in difficoltà poiché ha la carta bloccata e ha necessità di dover pagare una fattura (per esempio del dentista), per la quale chiede un bonifico istantaneo su iban indicato dallo stesso truffatore.

 

“Votami”: arriva un messaggio istantaneo da un amico o conoscente, con il quale si invita a votare un evento tramite un link, che permette al malfattore di clonare il proprio account e perpetrare truffe.

 

Falso controllo dell’impianto idrico o del gas: si riceve una visita a casa da uno sconosciuto che dichiara di essere un dipendente della società di distribuzione del gas o dell’acqua, che chiede di entrare nell’abitazione per fare dei controlli di sicurezza: mentre la vittima è distratta, un complice entra in casa per rubare.

 

Promotore finanziario part time: si riceve l’offerta di aprire vari conti correnti a proprio nome e movimentare somme di denaro dietro corresponsione di una “commissione”, quale collaboratore di operatore finanziario.

 

False piattaforme di trading e cripto-valute: si riceve via social l’invito a investire in cripto-valute installando app di gestione che simulano piattaforme di scambio, dove gli utenti possono acquistare e scambiare cripto-valute; in realtà, i fondi depositati non vengono mai utilizzati per acquisti reali, ma mostrano guadagni fittizi per incentivare ulteriori investimenti e quando l’utente tenta di prelevare, i fondi sono bloccati o la piattaforma scompare.

 

Account multipli su siti di scommesse: si riceve la proposta di prestare la propria identità a soggetti che aprono account multipli su siti di scommesse per massimizzare i bonus, dietro corresponsione di una percentuale su eventuali vincite.

 

Furti al supermercato o in luoghi affollati: il malintenzionato approfitta spesso di una piccola distrazione della vittima per asportare il contenuto della borsa lasciata incustodita sul carrello, oppure aperta e indossata a tracolla.

 

Pacco pagato in contrassegno: su una piattaforma di compravendita online si acquista da un privato un apparecchio elettronico o altro oggetto usato e si concorda di effettuare il pagamento in contrassegno, alla effettiva ricezione del pacco; solo dopo averlo aperto, però, ci si accorge che all’interno non c’è quanto era stato concordato.

 

P.o.s. mobile: in luoghi pubblici o aperti al pubblico, si viene avvicinati da una persona munita di pos portatile che ci chiede di fare una piccola offerta per una giusta causa (per esempio, donare dieci euro per sostenere un’associazione di volontariato che aiuta i bambini in difficoltà); tempo dopo, ci si rende conto che sul conto è stato addebitato un importo molto più alto (per esempio duemila euro).

 

L’abbraccio: la vittima viene avvicinata in strada da una persona più giovane, spesso di bella presenza, che con un pretesto (per esempio fingendosi amico/a del figlio/a) la abbraccia o le stringe la mano, asportando con destrezza un anello, un orologio, una collanina o altri oggetti di valore.

 

“I carabinieri – scrivono i militari – consigliano sempre di contattare il numero unico di emergenza 112 senza remore, per segnalare qualsiasi richiesta sospetta ed invitano a diffidare di chi pretende di ricevere con urgenza denaro o bonifici istantanei o di entrare in casa con un pretesto. Inoltre, invitano a non fornire a nessuno i propri dati personali; ad utilizzare password sicure e mantenerle segrete (occorre evitare, per esempio di tenere il pin del bancomat attaccato alla carta con un post-it); a interrompere subito i contatti non appena viene richiesto denaro. Nessun operatore bancario o appartenente alle forze dell’ordine chiederà mai di consegnare soldi o gioielli, né di trasferire i risparmi da un conto all’altro per 'salvarli'. Occorre diffidare anche di richieste di denaro per messaggio provenienti da amici, parenti o familiari: dietro al messaggio potrebbe celarsi un truffatore ed in tal caso è bene verificare l’effettiva provenienza della richiesta facendo una telefonata diretta alla persona”.

 

“Ad ogni modo – concludono –, se la truffa viene consumata e ci si rende conto di esserne rimasti vittime, è essenziale reagire con tempestività per aumentare la probabilità di riuscire a recuperare in tutto o in parte quanto è stato illecitamente sottratto: senza nascondersi né provare vergogna, occorre recarsi immediatamente in un Ufficio di Polizia e/o chiamare il 112”.

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