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Belluno
23 luglio | 15:50

Belluno al quarto posto per truffe, non solo agli anziani: vittima di un finto bonifico anche una 40enne, che ha perso 1.700 euro. "Denunciate: solo così possiamo intervenire"

Crescono le segnalazioni di truffe subite, ai danni non solo di anziani. Per questo, il Comune di Belluno propone per il quarto anno la campagna di prevenzione con incontri nelle frazioni nei quali, con il supporto di uno spettacolo teatrale, si cerca di spiegare come avvengono le truffe nel quotidiano e di esortare a denunciare

BELLUNO. Dai messaggi che invitano a fare bonifici per non perdere altro denaro alle truffe online, dai raggiri telefonici alle finte assicurazioni: per il quarto anno il Comune di Belluno, in collaborazione con le forze dell’ordine, va sul territorio per informare sui rischi crescenti di truffa ai danni soprattutto (ma non solo) degli anziani.

 

“Di anno in anno - spiega Marco Dal Pont, assessore al sociale - cerchiamo di dare un’impronta diversa agli incontri per facilitare il contatto. Riproponiamo per la quarta volta un percorso che si è rivelato finora importante, grazie a un bando del Ministero dell’interno (quest’anno ottenuti 15mila euro) che ci permette di incontrare di nuovo i cittadini nelle frazioni, dove c’è anche maggiore solitudine. La comunità purtroppo non riesce a difendersi da sola e la migliore prevenzione nasce dalla cooperazione tra tutti: quanto più le persone stanno attente a quanto accade, tanto più cresce la sicurezza di tutti”.

 

Quattro gli incontri ancora in programma: in Nevegal il 20 agosto (ore 20.30, a Le Torri), a Levego il 25 settembre, a Castion il 22 ottobre e si termina, in un luogo da definire, il 19 novembre. Già toccate invece le frazioni di Cavarzano e Orzes: e proprio qui una giovane 40enne ha raccontato la sua disavventura, dimostrando la trasversalità delle truffe e la facilità dei raggiri.

 

La ragazza è stata infatti contattata da un finto istituto di credito che le ha chiesto di fare dei bonifici per evitare che uscissero dal suo conto somme più ingenti. “Non si trattava di una persona sprovveduta - spiega Antonio Codemo, comandante della Polizia locale - ma ha ammesso di essere entrata in un loop nel quale non ha più capito nulla. La donna ha quindi fatto un bonifico di 1.700 euro, cifra minore che serviva a evitare un danno più ampio. Quando poi, qualche minuto dopo, ha ricevuto una seconda chiamata, si è insospettita e si è fermata, per poi segnalare l’accaduto. caso ci riporta all’importanza di superare la paura o la vergogna e denunciare, perché noi riusciamo ad avviare indagini solo se le persone vengono da noi”.

 

Oltre alla truffa dei bonifici, tra i casi più frequenti ci sono le segnalazioni di presunti incidenti subiti dai figli o le esortazioni a sottoscrivere contratti di fornitura di energia elettrica: per spiegare come avvengono, il progetto porta in scena lo spettacolo "A scuola di truffe: bocciato!”, con la compagnia teatrale dei “Truff-attori”. L’obiettivo è rendere più efficace la comprensione delle tecniche utilizzate per avvicinare le vittime.

 

“A me è capitato - aggiunge Raffaele Addamiano, assessore alla sicurezza - di difendere una coppia nella cui abitazione si era presentato un signore elegante e acculturato, che ha subito cercato un contatto facendo leva sulla foto di un nipote esposta in soggiorno. Sosteneva di avere anche lui un nipote: una tattica per far sì che il truffatore non sia più percepito come un estraneo. Oltre a ciò, l’altra costante è il senso di urgenza: mettere fretta spinge a non essere più razionali, soprattutto i più anziani. Per questo il teatro funziona: perché mette in scena situazioni di vita quotidiana, laddove invece molti si aspettano truffe molto più strutturate”.

 

Sono inoltre a disposizione della cittadinanza professionisti interni ed esterni al Comune, tra cui psicologi e assistenti sociali ed educatori del centro Ser.S.A., affinché si possa affrontare con loro il proprio disagio. In futuro, l’auspicio è coinvolgere anche le associazioni di volontariato.

 

“Quello che facciamo - conclude Addamiano - è in linea con la volontà di instillare la cultura della legalità nella popolazione. La nostra fortuna, per quanto riguarda città e provincia di Belluno, è che gli autori sono in grandissima parte non autoctoni, a dimostrazione di un tessuto sociale sano. Tuttavia, nonostante nel 2024 la nostra provincia si posizionasse al 96esimo posto su 106 per sicurezza individuale e collettiva, eravamo quarti per truffe. Ne sono state infatti denunciate 1.416, alle quali vanno aggiunte quelle consumate e tentate, purtroppo molte di più. Ecco perché è importante la consapevolezza che denunciare è un diritto: il nostro slogan è ‘aiutateci ad aiutarvi’, perché noi diamo gli strumenti conoscitivi, ma i cittadini devono venire a questi incontri ed essere responsabili per se stessi e gli altri”.

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