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Bolzano
31 luglio | 13:29

Sventata truffa da quasi tremila euro: denunciati due giovani, raggirato un 58enne gardenese. L'appello: Una denuncia immediata è determinante per le indagini"

Identificati e denunciati i presunti autori della truffa che ha fruttato quasi tremila euro ai danni di un 58enne gardenese. I carabinieri rinnovano l'appello ai cittadini: "Nessuna banca o forza di polizia chiede mai di trasferire denaro su 'conti di sicurezza'. In caso di sms o telefonate sospette, interrompere subito la comunicazione e contattare esclusivamente i canali ufficiali del proprio istituto di credito o la stazione dei carabinieri più vicina"

Sventata truffa da quasi tremila euro: denunciati due giovani, raggirato un 58enne gardenese
di Margherita Tomadini

ORTISEI.  Un sms apparentemente inviato da Nexi, seguito dalla telefonata di un sedicente operatore antifrode, è stato sufficiente per convincere un 58enne della Val Gardena a trasferire quasi 3.000 euro su presunti "conti di sicurezza". Grazie a una complessa attività investigativa del Comando Stazione dei carabinieri di Ortisei, i responsabili del raggiro sono stati identificati e denunciati.

 

I fatti risalgono ai primi di giugno, quando la vittima ha ricevuto sul proprio smartphone un messaggio dalla società di servizi di pagamento che segnalava una sospetta operazione in uscita di 1.570 euro dal proprio conto. Poco dopo è arrivata la telefonata di un falso operatore del servizio antifrode che, con toni allarmistici, ha sostenuto che il conto corrente fosse sotto attacco da parte di hacker.

 

Quindi, per mettere al sicuro i risparmi ed evitare la presunta frode, l'uomo è stato convinto a eseguire con urgenza due bonifici istantanei da 1.490 euro ciascuno verso due diversi Iban indicati come "conti di sicurezza": solo dopo aver trasferito complessivamente 2.980 euro,  ha compreso di essere stato vittima di una truffa e si è rivolto ai carabinieri per sporgere denuncia.

 

Le indagini sono partite immediatamente seguendo il metodo investigativo del “follow the money”: sebbene le utenze telefoniche utilizzate per il raggiro fossero state attivate a Napoli e formalmente intestate a cittadini stranieri di origine bengalese, rivelatisi meri prestanome, i militari non si sono fermati alle apparenze. 

 

Attraverso l'incrocio dei tabulati telefonici e l'analisi dei movimenti bancari dei conti correnti utilizzati per ricevere il denaro, aperti presso istituti di credito tradizionali e online, gli investigatori, in stretta collaborazione con le forze dell'ordine campane, sono riusciti a ricostruire il percorso del denaro. 

 

L'acquisizione delle immagini dei prelievi agli sportelli bancomat e della documentazione utilizzata per l'apertura dei conti ha consentito così di superare il muro dell'anonimato digitale.

 

L'attività investigativa ha così portato alla completa identificazione dei reali orchestratori della truffa: una donna di 25 anni e un giovane di 19 anni, entrambi campani e già gravati da precedenti per reati analoghi.

 

 I due sono stati dunque denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bolzano con l'accusa di truffa aggravata in concorso, avendo approfittato della distanza e delle comunicazioni telematiche per ostacolare la pubblica e privata difesa. 

 

L'Arma dei carabinieri rinnova infine l'invito alla prudenza, ricordando che nessuna banca o forza di polizia chiede mai di trasferire denaro su presunti "conti di sicurezza". In caso di sms o telefonate che segnalano presunte frodi, è fondamentale interrompere la comunicazione e contattare esclusivamente i canali ufficiali del proprio istituto di credito, senza fidarsi del numero visualizzato sul display, che potrebbe essere stato falsificato attraverso la tecnica dello 'spoofing'. 

 

In presenza di dubbi o sospetti di truffa, è importante rivolgersi tempestivamente ai carabinieri: “una denuncia immediata può essere determinante per bloccare i flussi di denaro e agevolare le indagini” comunicano le forze dell'ordine. 

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