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Trento
04 giugno | 12:27

"Il Brennero non può diventare un muro ideologico", la federazione autotrasportatori dopo il blocco del 30 maggio: "Senza i tir l'economia del Trentino si fermerebbe"

Dopo la protesta ambientalista e il conseguente blocco del Brennero, parla il presidente di Fai Conftrasporto Trentino Andrea Pellegrini: "I divieti imposti dal Tirolo causano un danno economico diretto alle nostre imprese pari a 370 milioni di euro all'anno. Queste misure riducono artificialmente la capacità di trasporto del 50 per cento e il paradosso è che, bloccando e spezzettando i flussi, non si protegge l'ambient, ma si aumentano le code, la congestione e di conseguenza l'inquinamento"

TRENTO. "Il Brennero non è un muro, l'autotrasporto è il settore che tiene vivo il Trentino". Queste le parole del presidente di Fai Confrasporto Trentino Andrea Pellegrini: dopo i recenti avvenimenti lungo l’asse del Brennero - tra cui la protesta ambientalista del 30 maggio che ha portato al blocco dell’autostrada - che a sua detta "impongono una riflessione seria, pragmatica e priva di ideologie", sceglie di prendere posizione  con una nota per "fare chiarezza, non per alimentare uno scontro che non serve a nessuno, ma per rimettere al centro della discussione la realtà dei fatti, i numeri e il valore insostituibile del nostro settore".

 

In primis Pellegrini fa una precisazione per lui fondamentale. "Il rispetto dev'essere reciproco. Riconosciamo e rispettiamo profondamente - dichiara - le preoccupazioni dei cittadini e dei manifestanti che hanno a cuore la tutela dell'ambiente e della salute nei territori in cui vivono: sono temi che stanno a cuore anche a noi che siamo imprenditori ma anche padri di famiglia. Al tempo stesso, però, chiediamo lo stesso identico rispetto per il lavoro di migliaia di imprese e di autisti che ogni giorno garantiscono la tenuta economica del Paese. Se manca questa reciprocità, crolla ogni possibilità di dialogo".

 

Ad essere sviluppato è poi un ragionamento "per assurdo".

 

"Se passasse il principio per cui ogni singolo territorio attraversato da strade e autostrade trafficate - riflette Andrea Pellegrini - avesse il diritto unilaterale di imporre divieti, blocchi o barriere per proteggere il proprio giardino di casa, cosa succederebbe? Quali sarebbero le conseguenze per la collettività? Vivremmo in un'Europa frammentata, paralizzata, feudale, dove ogni regione blocca le merci dirette a quella vicina. Sarebbe il caos logistico, l'isolamento dei territori e, in ultima analisi, il collasso economico della società moderna. La libertà di movimento e di transito è un pilastro comunitario che non può essere sacrificato sull'altare dei localismi".

 

Ad essere messi sul tavolo sono poi alcuni dati che  "ci dicono che quasi i tre quarti delle merci (il 73,8%) esportate dal Trentino-Alto Adige viaggiano su gomma, muovendo un volume imponente di 3,5 milioni di tonnellate all'anno". Tradotto in parole semplici, spiega il presidente di Fai Conftrasporto, senza i tir l'economia del nostro territorio, le nostre fabbriche, i nostri negozi e le tavole dei nostri cittadini si fermerebbero nel giro di pochi giorni. "L’autotrasporto - dice - non è un accessorio, è il sistema circolatorio del Trentino e dell'intero Paese".

 

Eppure, osserva, questo motore economico "continua a subire attacchi e limitazioni insostenibili" con i dati diffusi da Uniontrasporti che "parlano chiaro".

 

"I divieti unilaterali imposti dal Tirolo tra divieti notturni, festivi e i famigerati dosaggi - prosegue Andrea Pellegrini - causano un danno economico diretto alle nostre imprese pari a ben 370 milioni di euro all'anno. Queste misure riducono artificialmente la capacità di trasporto del 50%. E il paradosso è che, bloccando e spezzettando i flussi, non si protegge l'ambiente, ma si aumentano le code, la congestione e, di conseguenza, l'inquinamento. Ogni limite ideologico imposto ai camion non è una vittoria per l'ambiente, ma un costo aggiuntivo che si scarica inevitabilmente sui prezzi dei beni e, quindi, sulle tasche dei consumatori finali".

 

Ad essere rimarcato è come "dobbiamo smetterla di dipingere l'autotrasporto come il nemico della sostenibilità".

 

"Come ha giustamente ricordato l’Amministratore Delegato di Autobrennero Diego Cattoni - dice Pellegrini -  i moderni mezzi Euro 6 che compongono le flotte delle nostre aziende hanno livelli di emissioni bassissimi, arrivando a inquinare meno di un vecchio ciclomotore a due tempi. Il nostro settore non sta fuggendo dalla transizione ecologica, ma al contrario, ne è il protagonista principale  e siamo i primi partner nella costruzione del futuro Green Corridor europeo".

 

"Dietro ogni parabrezza e dietro ogni viaggio - continua - ci sono imprenditori e lavoratori che meritano rispetto. Oggi fare impresa nell'autotrasporto significa affrontare rischi finanziari enormi, costi del carburante altissimi, una burocrazia asfissiante e una cronica carenza di manodopera.  Nonostante tutto, le nostre aziende continuano a garantire gli approvvigionamenti quotidiani con un orgoglio e una resilienza straordinari e lo fanno per il bene dell'intera collettività".

 

Fai Conftrasporto Trentino, viene poi ribadito, non cerca lo scontro, cerca soluzioni, non difendendo lo status quo e guardando avanti.

 

"Siamo assolutamente favorevoli al potenziamento della ferrovia - spiega Andrea Pellegrini - e guardiamo con speranza all'apertura del Tunnel di base del Brennero, prevista per il 2032,  ma la politica non può chiederci di fermarci in attesa del 2032. Fino ad allora, servono soluzioni transitorie intelligenti e condivise a livello di Euregio: una gestione coordinata e pianificata in accordo con la gestione delle imprese e dei territori, affinché il peso della transizione non gravi esclusivamente sulla strada e sulle spalle delle nostre imprese"

 

E poi uno sguardo al Brennero, che deve tornare a essere un grande corridoio di connessione, "fondato sul rispetto reciproco, e non un muro ideologico".

 

"Noi siamo pronti a fare la nostra parte al tavolo istituzionale - conclude - forti dei nostri dati e dell'orgoglio del nostro lavoro: ci auguriamo che anche le altre parti in causa scelgano la via del pragmatismo e del dialogo".

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