Brennero bloccato, Confindustria rilancia il piano B: “Superare sterili ideologie o campanilismi: lo sbocco a nord non è più rimandabile”
La manifestazione che punta a bloccare la viabilità del Brennero e sul tema interviene Confindustria Belluno Dolomiti, che rilancia la necessità di un’alternativa a un’autostrada su cui “si stanno accumulando da tempo troppe tensioni”. L’appello è in particolare alle istituzioni europee per accelerare sulle vie transfrontaliere, tra cui lo sbocco a nord dell’A27

BELLUNO. Brennero bloccato e torna l’ipotesi dello sbocco a nord: a intervenire è la presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Lorraine Berton, che rivendica la necessità di un “piano B” per garantire flussi di traffico veloci con l’Europa centrale.
Sarà infatti da bollino nero sabato 30 maggio per la viabilità dell’area, a causa del blocco temporaneo dell'autostrada A13, che prosegue dall'A22 dopo il confine di Stato, dovuto a una manifestazione ambientalista. Il malcontento era già emerso come prevedibile tra gli autotrasportatori (qui l’articolo), ma è tutto il mondo dell’industria a farsi sentire.
“La Macroregione Alpina - specifica Berton - è il cuore pulsante della manifattura europea: il blocco del Brennero è un atto grave, che deve interrogare la politica ai suoi massimi livelli. Di fronte a quello che rischia di diventare un pericoloso precedente, serve studiare un nuovo piano di mobilità per l’Europa centrale fatto di nuovi corridoi tecnologici e assi viari. Bisogna approntare una redistribuzione dei flussi attraverso le Alpi e farlo in modo intelligente. Un “piano B” c’è ed è la realizzazione di uno sbocco a nord, veloce e sostenibile, tra Veneto Orientale, Austria e Germania. Lo diciamo da tempo: la questione non è più eludibile”.
Il progetto di prolungamento dell’autostrada A27 a nord tra Venezia e Austria è infatti da sempre sostenuto dall’associazione di categoria come prioritario per l’intera economia del nordest. “Non entro nel merito delle rivendicazioni e della natura della mobilitazione - aggiunge ora Berton - ma certo non si può fermare lo sviluppo di un’intera area che costituisce la spina dorsale d’Europa. Sul Brennero si stanno accumulando da tempo troppe tensioni e le istituzioni comunitarie devono farsi carico di trovare delle soluzioni alternative in grado di riequilibrare i territori”.
Berton fa riferimento al recente regolamento per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (la cosiddetta TEN-T) con l’obiettivo di costruire una rete integrata, sostenibile e resiliente come base del mercato unico. L’idea infatti è collegare tutta l’Europa completando una serie di collegamenti combinando ferrovie, strade e vie navigabili.
“Dalle parole bisogna passare ai fatti - esorta nuovamente Berton - e superare sterili ideologie o campanilismi: tecnologie e nuovi materiali giocano a favore di collegamenti sostenibili e all’avanguardia, con impatto ambientale e paesaggistico ridotti. L’asse nord-sud va potenziato come fatto negli anni con quello est-ovest, dai lavori sulla A4 al passante di Mestre, passando per la superstrada Pedemontana Veneta o l’Alta Velocità. Non è una questione locale, ma europea in un momento in cui le imprese del vecchio continente sono chiamate ad accelerare ed essere più competitive”.












