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Trento
18 luglio | 06:00

Dagli incidenti al caos traffico, servono più aree di sosta attrezzate per i camion. Cna: “È un lavoro disumano, bisogna ridare dignità all’autotrasporto”

Dopo le criticità emerse dal fatto che molti camionisti parcheggiano nelle piazzole di emergenza lungo l'A22, la Giunta regionale accoglie la proposta della consigliera Stefania Segnana per realizzare nuovi parcheggi attrezzati. Il vicepresidente della Cna Felice Espro: “Servono spazi sicuri per il traffico di transito, ma anche aree dedicate alle imprese locali. Realizzare aree attrezzate anche fuori dall'Autostrada potrebbe essere anche un'occasione per i privati” 

di Margherita Tomadini

TRENTO. La carenza di aree di sosta lungo l’Autostrada del Brennero torna al centro del dibattito. Dopo i tragici episodi verificatisi negli ultimi mesi lungo l’A22 (Qui l’articolo), la Regione apre alla possibilità di realizzare nuovi parcheggi sicuri e attrezzati per i mezzi pesanti, accogliendo favorevolmente la proposta presentata dalla consigliera regionale Stefania Segnana. 

 

L’obiettivo è rispondere ad una criticità sempre più evidente: anche per la mancanza di spazi disponibili, infatti, molti autotrasportatori si fermano nelle piazzole di emergenza, sulle banchine o in altri luoghi poco idonei, con evidenti ripercussioni sulla sicurezza della circolazione (e un mezzo pesante che deve reimmettersi da una piazzola dentro una colonna di camion quasi senza soluzioni di continuità causa ulteriori rallentamenti e disagi alla circolazione già complicata del traffico sull'A22). 

 

Sul tema interviene anche il vicepresidente della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna), Felice Espro, il quale, intervistato telefonicamente da Il Dolomiti, invita innanzitutto a distinguere tra il traffico internazionale di transito e quello delle imprese del territorio. 

 

Il problema va scisso tra il traffico di transito e quello rappresentato dalle aziende che hanno sede in Alto Adige o in Trentino – spiega -. I nostri associati sono prevalentemente piccoli imprenditori con uno, fino a un massimo di dieci veicoli, che lavorano soprattutto all’interno della regione o nelle aree limitrofe venete. Per loro il problema principale non è tanto sostare lungo l’A22, quanto trovare parcheggi dove lasciare i camion vicino alle sedi aziendali, all’interno delle città o dei paesi”. 

 

Diversa è invece la situazione dei mezzi che attraversano il corridoio del Brennero: “Le aree di servizio attrezzate sono indispensabili - osserva Espro - Il problema dell’A22 riguarda soprattutto il traffico di transito e oggi non c’è più sicurezza. Le aree sono spesso sature e, quando i camion sostano per rispettare i divieti di circolazione imposti dal Tirolo, chi è in viaggio non riesce nemmeno ad entrare in un’area di servizio per utilizzare i bagni. Ovviamente, questo, va a colpire anche coloro che fanno parte della nostra associazione". 

 

L’ampliamento dell’offerta di parcheggi potrebbe, di fatto, essere la soluzione: “Dove possibile bisogna realizzare nuove aree di sosta o ampliare quelle esistenti. Potrebbero essere anche parcheggi separati dalle tradizionali aree di servizio, dotati di servizi a pagamento, dove gli autotrasportatori possano fermarsi in sicurezza, fare una doccia, riposare e riprendere il viaggio nelle condizioni migliori".

 

Il tema sottolineato dal vicepresidente riguarda prima di tutto quella che è la dignità del mestiere spesso forse poco considerato: “È un lavoro disumano. Bisogna ridare dignità all’autotrasporto. Chi percorre queste tratte collega il nord Italia con il centro e il nord Europa e deve poter contare su luoghi sicuri dove fermarsi. Se una persona vuole ricevere il pacco ordinato su Amazon il giorno dopo l'acquisto, deve ringraziare coloro che trascorrono ore e ore in viaggio".

 

Espro cita anche alcuni ‘esempi virtusi’ già presenti sul territorio, come il parcheggio dedicato agli autotrasportatori di Bolzano Sud, l’autoporto di Vipiteno e la piazzola attrezzata di Rovereto Sud, considerandole ambienti da sviluppare e ricopiare: “Bisognerebbe creare strutture a ridosso dell’autostrada, dove chi è in viaggio possa uscire dal casello senza allontanarsi realmente dalla Brennero e trovare servizi, docce e magari anche la possibilità di dormire in un letto vero. Sarebbe un investimento importante, capace di migliorare la sicurezza e allo stesso tempo di creare nuove opportunità economiche. Opportunità utili e necessarie, anche per garantire la tenuta della viabilità in questi grandi centri nevralgici logistici”. 

 

Anche Stefania Segnana ha infatti evidenziato il valore strategico dell’intervento improntato a realizzare nuove aree dedicate: “Migliorare le condizioni di sosta lungo l’A22 significa rafforzare la sicurezza stradale, sostenere il lavoro degli autotrasportatori e valorizzare un’infrastruttura strategica per la competitività e lo sviluppo del nostro territorio. Chi guida un mezzo pesante deve poter contare su luoghi sicuri dove fermarsi, riposare e rispettare le norme”. 

 

Infine, sempre Espro richiama l’attenzione anche sulle esigenze delle imprese locali (del Trentino e Alto Adige, tutelate dalla Cna): “I nostri associati spesso non trovano posto né lungo la Brennero quando devono fermarsi né, a fine giornata, nei pressi delle proprie sedi. Servono strutture dedicate anche fuori dall’autostrada. Le condizioni di guida diventano disumane, i parcheggi si esauriscono velocemente, è quindi inevitabile che qualcuno finisca per sostare nelle aree di emergenza, nonostante non siano destinate a questo utilizzo e i divieti. Di certo non si possono più sottovalutare queste criticità. Mi auguro si agisca in fretta per offrire a questi onesti lavoratori un'opzione dignitosa”. 

 

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