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Bolzano
18 luglio | 12:44

Il Ministero spegne 18 autovelox in Provincia di Bolzano. Salvini: "I controlli non devono servire a fare cassa"

Il MIT ha motivato il provvedimento spiegando che l'obiettivo è mettere fine a trentaquattro anni di caos interpretativo sulle multe da rilevamento automatico, introducendo criteri univoci per tutti i comuni

BOLZANO. Con l'entrata in vigore della riforma fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sul territorio della Provincia di Bolzano sono stati spenti ben 18 dispositivi automatici. Una sforbiciata netta, pari a quasi il 30% delle postazioni totali, che fa scendere i rilevatori attivi e regolarmente omologati a 41, a fronte dei 59 dislocati fino a ieri nelle varie vallate e arterie provinciali.

 

Il ministero ha motivato il provvedimento spiegando che l'obiettivo è mettere fine a trentaquattro anni di caos interpretativo sulle multe da rilevamento automatico, introducendo criteri univoci per tutti i comuni. Secondo la nota diffusa dal MIT, se da un lato resta fondamentale tutelare la sicurezza stradale con regole chiare, dall'altro "il controllo per la sicurezza non può trasformarsi in un modo poco trasparente per fare cassa alle spalle dei cittadini". Il giro di vite non è un caso isolato: a livello nazionale il decreto ha imposto lo spegnimento immediato del 21% degli apparecchi, mandando offline circa 850 dispositivi su quattromila a causa del mancato rispetto dei nuovi standard di omologazione.

 

In questo scenario di ritiri forzati, il Comune di Bolzano rappresenta una sorta di eccezione virtuosa ma con un'importante postilla burocratica. L'amministrazione del capoluogo ha infatti confermato che gli impianti in dotazione alla propria Polizia Locale sono perfettamente regolari e già in linea con le nuove norme sull'omologazione. Tuttavia, la vera sfida si sposta adesso sulle modalità di controllo. La riforma vieta infatti le multe a distanza senza fermo immediato del conducente, a meno che non ci sia un'esplicita autorizzazione prefettizia. Per non dover rinunciare ai controlli in differito, gli uffici comunali hanno dovuto formalizzare una richiesta al Commissariato del Governo per blindare l'impianto posizionato nella zona calda dell'Arginale, valutando di fare lo stesso anche per via Galilei.

 

Questa ritirata dei dispositivi automatici si innesta peraltro su un trend locale che vedeva già da tempo un forte ridimensionamento del fenomeno. Secondo un recente report del Codacons sul quinquennio 2021-2025, Bolzano si colloca stabilmente sul fondo della classifica nazionale per i proventi da sanzioni stradali, con una media pro-capite di appena 4 euro a cittadino, ben lontana dai primati da decine di milioni di euro registrati in altre città italiane. Il dato più clamoroso riguarda proprio il confronto tra il 2021 e il 2025, periodo nel quale le casse del capoluogo altoatesino hanno visto un crollo verticale degli incassi da autovelox pari al 90%

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