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Bolzano
18 luglio | 11:28

Prezzi dei carburanti alle stelle: Bolzano è la città più cara d'Italia. Un salasso per i cittadini, un disastro economico per le aziende

Benzina a 1,961 euro e gasolio a 2,10 nel capoluogo. Rispetto a febbraio balzo del 14% per la verde e del 18% per il diesel

BOLZANO. Mettere le mani al portafoglio per fare il pieno sta diventando un esercizio sempre più doloroso, e per chi vive o si trova a passare dalle parti di Bolzano l'esperienza è ancora più traumatica. Il capoluogo altoatesino si conferma, ancora una volta, il territorio italiano dove fare rifornimento costa di più in assoluto.

 

Secondo l'ultima elaborazione della CNA sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Bolzano la benzina viaggia sulla media record di 1,961 euro al litro, mentre per il gasolio si tocca l'impressionante cifra di 2,10 euro. Subito dietro, sul fronte dei prezzi più alti, si posizionano la Sicilia con 1,944 euro al litro per la verde e il Friuli Venezia Giulia con 1,943 euro, tallonati da Valle d'Aosta e Molise. All'estremo opposto della graduatoria ci sono le Marche, che pur essendo il territorio meno esoso d'Italia fanno segnare 1,903 euro per la benzina e 2,037 euro per il diesel, dimostrando come il gasolio abbia ormai sfondato la soglia psicologica dei due euro persino nelle zone teoricamente più protette.

 

Tra Bolzano e la sponda marchigiana la forbice oscilla tra i 5,8 e i 6,3 centesimi al litro a svantaggio degli automobilisti e degli autotrasportatori regionali.

 

A livello complessivo, la rete stradale italiana in modalità self service registra medie di 1,911 euro al litro per la benzina e 2,040 euro per il gasolio. Questo significa che rispetto alla fine dello scorso febbraio la benzina è aumentata del 14,6% (pari a 24,3 centesimi in più), mentre il gasolio è schizzato in avanti del 18,5%, con un incremento netto di 31,9 centesimi. La mappa geografica dei rincari più duri da fine febbraio, però, non coincide del tutto con quella dei prezzi finali più elevati: l'impennata maggiore per la verde si è vista in Friuli Venezia Giulia con oltre 29 centesimi di aumento, mentre sul versante del diesel il primato negativo va alla Sicilia con quasi 40 centesimi di rincaro, tallonata a brevissima distanza dalla Campania con circa 39 centesimi.

 

Per il mondo produttivo si tratta di una vera e propria mazzata sui bilanci. La CNA calcola che per un'impresa che si trova a consumare mille litri di carburante, un aumento di 40 centesimi si traduce in un esborso extra immediato di 400 euro. Una cifra che finisce per moltiplicarsi senza sosta per tutte quelle attività che si basano sul trasporto, sulla consegna delle merci, sull'assistenza, l'impiantistica o l'edilizia, e che quasi mai può essere scaricata interamente sui prezzi praticati al consumatore finale.

 

Sul tema è intervenuto duramente Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige, evidenziando le difficoltà del momento: "Carburanti ed energia stanno tornando a muoversi nella stessa direzione, quella sbagliata per le imprese e per le famiglie". Per le realtà produttive più piccole non si parla di variazioni da poco, come rimarca Cantisani: "Per una piccola impresa non si tratta di costi marginali. Sono le risorse necessarie per raggiungere i clienti, consegnare le merci, riscaldare i locali e far funzionare laboratori e macchinari. Quando questi rincari si sommano, comprimono i margini, frenano gli investimenti e riducono la competitività".

 

A preoccupare ulteriormente l'associazione di categoria è lo squilibrio che si sta venendo a creare tra le varie aree del Paese, che penalizza in modo specifico il contesto locale. "Preoccupa inoltre un andamento non omogeneo a livello territoriale. In Alto Adige e in Trentino i prezzi sono più alti e gli incrementi più marcati, creando ulteriori svantaggi competitivi per le imprese. Occorre rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi, vigilare lungo tutte le filiere e costruire una politica energetica ultrastrutturale, capace di garantire alle piccole imprese costi sostenibili e maggiore stabilità", ha concluso il presidente di CNA territoriale.

 

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