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Bolzano
01 giugno | 17:03

"Non servono blocchi al Brennero, ma pedaggi più cari". Dopo la manifestazione al confine Kompatscher difende la sua scelta di non "manifestare con un cartellino in mano"

Il governatore difende la scelta di non scendere in strada con i sindaci tirolesi e rilancia sul modello svizzero per scoraggiare i tir. Ma i Verdi lo attaccano: "Ha tradito il piano sul clima". E gli industriali fanno muro

BRENNERO. "Bastava un piccolo cartello, presidente Kompatscher!". Con questa esclamazione, le consigliere e il consigliere provinciali del Gruppo Verde, Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler, hanno aperto una durissima fiammata polemica all'indomani della maxi manifestazione ambientalista che sabato scorso ha paralizzato per ore l'autostrada del Brennero.

 

Nel mirino delle opposizioni è finita la netta linea di demarcazione tracciata dal presidente della Provincia, Arno Kompatscher, il quale ha deciso di non partecipare all'iniziativa organizzata al confine di Stato, ma ha mantenuto anche a posteriori un giudizio fortemente negativo sulla mobilitazione. Per gli esponenti ecologisti, la scelta del governatore rappresenta "un grave errore politico e una rivelazione", il segno evidente che Palazzo Widmann avrebbe rinunciato a battersi per una reale transizione ecologica del territorio. I consiglieri verdi ricordano infatti come lo stesso Piano climatico provinciale prevedesse una riduzione del traffico pesante del 7 per cento all'anno, mentre i transiti sui viadotti della valle continuano a far registrare incrementi costanti.

 

Per ricostruire la geografia di questo scontro politico è necessario riavvolgere il nastro alla giornata di sabato, quando il valico è stato teatro di una protesta imponente ma pacifica, nata dall'iniziativa del sindaco di Gries am Brenner, Karl Mühlsteiger, e sostenuta dai primi cittadini dei comuni tirolesi.

 

Al varco sono scese in strada alcune migliaia di persone con l'obiettivo dichiarato di "richiamare l'attenzione del mondo sulla situazione del traffico e sulla politica dei trasporti fuori controllo lungo l'asse del Brennero". Un serpentone umano che ha manifestato trasversalmente rispetto agli schieramenti politici per dare voce all'esasperazione dei residenti che vivono a ridosso dell'autostrada, schiacciati da una mole di traffico che ormai sfiora i 14 milioni di veicoli all'anno, tra cui si contano ben due milioni e trecentomila tir.

 

Nonostante la chiusura temporanea dell'arteria principale abbia interrotto i flussi per ore, i disagi viabilistici sono rimasti contenuti grazie all'efficacia di una massiccia campagna informativa preventiva. A scaldare il clima politico altoatesino, tuttavia, è stata la presenza al fianco dei manifestanti del governatore tirolese Anton Mattle, sceso al valico precisando di farlo "a titolo personale".

 

Una mossa che ha acceso il confronto a distanza con Bolzano: Foppa, Rohrer e Oberkofler hanno evidenziato come Mattle sia stato "applaudito anche dai sudtirolesi", portandolo ad esempio di come "la comprensione e la solidarietà sono categorie politiche che non sono ancora passate di moda – almeno nella provincia del Tirolo".

 

La replica e la strategia del presidente Arno Kompatscher si muovono però su coordinate istituzionali e programmatiche del tutto opposte.

 

Pur riconoscendo la legittimità dei timori legati alla tutela della salute e dell'ambiente, il governatore ha ribadito l'inefficacia della politica dei blocchi stradali e dei divieti assoluti, che a suo dire non risolvono la radice del problema e rischiano solo di esasperare i rapporti transfrontalieri. Kompatscher ha spiegato chiaramente di non aver voluto "stare al Brennero con un cartellino in mano".

 

La ricetta della giunta provinciale per alleggerire la pressione dei tir si affida invece alla leva economica dei pedaggi, guardando all'esperienza della Svizzera. Il consiglio regionale ha approvato un documento formale che chiede un aumento tariffario mirato proprio a eliminare la convenienza economica del valico regionale: "Lo hanno fatto in Svizzera ed è servito – spiega Kompatscher –. Tanto che oggi si calcola che per il Brennero transiti un 22/23% di traffico deviato, perché il pedaggio costa meno". Tra le altre misure evocate dal presidente figurano l'introduzione di pedaggi variabili basati sulle fasce orarie o un sistema di prenotazione digitale dei transiti, ammettendo che i rincari sulle merci "li pagheranno i clienti? È probabile. Forse servirà a ridurre gli acquisti su Amazon e a salvare i negozi di vicinato".

 

Sul versante del mondo economico, la posizione di Confindustria Alto Adige si salda in parte con lo scetticismo della Provincia verso i divieti del Tirolo, ma rigetta la proposta di rincarare i pedaggi. Il presidente degli industriali, Alexander Rieper, ha bollato l'ipotesi di tariffe più alte come un peso che si scaricherà sulle tasche dei consumatori, senza fluidificare la circolazione visto che le restrizioni notturne austriache obbligano già i tir a concentrarsi in massa nelle ore del giorno. Rieper ha lanciato una provocazione sull'ipocrisia dei consumi di chi critica i trasporti ma esige le merci a casa, invitando a non criminalizzare il settore logistico: "Al Brennero i mezzi pesanti sono 2 milioni e 300 mila all'anno contro 11 milioni di auto", ha ricordato il numero uno di Confindustria, evidenziando inoltre che i divieti unilaterali costano alle aziende italiane 370 milioni di euro l'anno. Poiché la ferrovia è satura e il tunnel di base necessita ancora del completamento delle tratte d'accesso per essere determinante, Confindustria chiede di sbloccare i transiti notturni e puntare su soluzioni concrete come le barriere antirumore. Di segno opposto la visione dei Verdi, che invece blindano le limitazioni notturne citando il calo del 6 per cento dei transiti registrato a Vipiteno e chiedono misure di rottura: l'apertura di una stazione di controllo specifica a Vipiteno e il rilancio immediato dell'intermodalità ferroviaria, andando a risolvere i colli di bottiglia logistici che attualmente frenano lo scalo di Trento.

 

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