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Trento
27 maggio | 16:02

Blocco del Brennero, c'è chi esluta. "La manifestazione che fermerà l'A22 porta con sé un messaggio forte e chiaro. Si deve trasformare il traffico transalpino”

La manifestazione ambientalista programmata per sabato 30 maggio presso lo svincolo di Matrei am Brenner bloccherà il corridoio del Brennero. Secondo la Cipra l’iniziativa dimostrerà quanto sia urgente adottare misure efficaci e alternative per mitigare il traffico di transito: “Bisogna delineare una tipologia di mobilità sostenibile sulle Alpi e ridurre al minimo possibile l’impatto dei trasporti sull’ambiente e sulle persone. Il limite di sopportazione è stato raggiunto”  

di Margherita Tomadini

TRENTO. Secondo Cipra, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi, la manifestazione annunciata per sabato 30 maggio in Tirolo, con annesso il blocco temporaneo dell’autostrada del Brennero, è un chiaro segnale della crescente preoccupazione della popolazione che vive lungo le vie di transito.  

 

Il tratto compreso tra Vipiteno e Brennero in direzione nord sarà infatti letteralmente chiuso al traffico – comprese auto e moto – dalle 10:30 alle 19 (Qui l’articolo con tutte le informazioni). La popolazione, sostenuta e appoggiata anche dal Comune di Gries am Brenner, col blocco dell’A22 manifesterà per richiedere la costruzione di nuove barriere antirumore lungo l’autostrada e per il mantenimento del divieto di circolazione per i camion durante la notte, nei giorni festivi e nei fine settimana.  

 

“La politica dei trasporti, basata da decenni sul presupposto di mantenere scorrevole il traffico stradale in aumento lungo il corridoio del Brennero attraverso ampliamenti e nuove costruzioni, si traduce non solo in un volume di traffico in continua crescita, ma anche, nonostante le dichiarazioni politiche vadano in senso opposto, in un crescente impatto sulle persone e sull’ambiente” spiega Stephan Tischer, esperto di trasporti all’Università di Innsbruck e presidente della Cipra Austria.  

 

Poi, Elisabeth Ladinser, presidentessa della Cipra Alto Adige, aggiunge: “Il limite di sopportazione è stato raggiunto, anche sul versante italiano del Brennero. La politica di entrambe le parti deve finalmente adottare misure adeguate a ridurre il flusso di traffico e dimostrare così di prendere sul serio le richieste e le preoccupazioni della popolazione”. 

 

La Commissione internazionale per la protezione delle Alpi recentemente ha preso diverse prese di posizione e insiste affinché vengano considerate e messe in atto: “Tra queste, c’è la richiesta di trasferire il trasporto merci su rotaia, al fine di ridurre le emissioni e impatto sulle regioni alpine - spiega Jakob Dietachmair, direttore della Cipra International -. Oltre alla riduzione generale del traffico, è fondamentale un miglior coordinamento e un’equa ripartizione tra gli Stati alpini. Solo così si eviterà che il traffico di camion e automobili, e i problemi che ne derivano, vengano semplicemente trasferiti da un paese all’altro”.  

 

Qualora però la Corte di giustizia europea dovesse dare ragione all’Italia nel ricorso attualmente in discussione contro le misure adottate dall’Austria per la gestione del traffico di transito, si rischierebbe un effetto domino. L'Austria, infatti, spinge da tempo per il trasporto su rotaia e difende le misure di tutela dell’ambiente e della salute, l’Italia, d’altra parte le contesta invece la violazione del diritto di libera circolazione delle merci nell’Ue: quindi, riportando l'opinione della Commissione, se il ricorso si dovesse concludere positivamente per l’Italia, le misura di tutela delle persone e dell’ambiente lungo altre rotte di transito alpine potrebbero essere revocate, o non essere effettivamente messe in atto.  

 

“Già nel 2022 tutti gli otto Paesi alpini avevano adottato, la cosiddetta Alleanza del Sempione, un piano d’azione comune per il trasferimento modale e la decarbonizzazione del traffico alpino. Oggi ancora ne attendiamo l’attuazione” aggiunge ancora Dietachmair.  

 

Le Alpi, secondo la Cipra, hanno bisogno di una svolta a lungo termine nel settore dei trasporti. L'attuale documento della Commissione, “Trasporti e mobilità nelle Alpi” spinge per una necessaria trasformazione del traffico transalpino che tenga conto sì degli aspetti economici, ma anche quelli ecologici e sociali: “Occorrono condizioni quadro politiche chiare, va data maggiore priorità ai mezzi di trasporto ecocompatibili e bisognerebbe instaurare una già stretta collaborazione a livello europeo. È necessario delineare una tipologia di mobilità sostenibile e ridurre al minimo l’impatto dei trasporti su ambiente e persone. ”.  

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