Latte crudo, l'appello per etichette più chiare per bambini e famiglie: "Disegno di legge fermo da due anni, il tempo sta scadendo"
La richiesta che ritorna sul tavolo è di etichette chiare sui prodotti a latte crudo per informare le famiglie e per proteggere così i bambini

TRENTO. Sbloccare il Disegno di legge 1205 con l’obiettivo di garantire ai consumatori informazioni chiare sui possibili rischi derivanti dal consumo di prodotti a base di latte crudo. A intervenire al senato Lorenzo Basso (Partito Democratico) e Dolores Bevilacqua (Movimento 5 Stelle) con Sonia Gerelli e Marco Damonte, fondatori dell’associazione “Il trenino di Elia”.
La richiesta che ritorna sul tavolo è di etichette chiare sui prodotti a latte crudo per informare le famiglie e per proteggere così bambini.
Il ddl è stato proposto nel 2024 per rendere obbligatorie indicazioni più chiare e immediatamente visibili sui prodotti caseari a base di latte crudo mentre l’anno scorso il ministero ha definito alcune linee guida sulla gestione di questi alimenti.
A due anni dalla presentazione del provvedimento, “l'iter parlamentare risulta però fermo, senza che siano mai state fornite spiegazioni da parte del governo”, dice Basso. "Il nostro obiettivo è rendere obbligatoria la presenza di etichette chiare, visibili e comprensibili, affinché nessuna famiglia resti priva delle informazioni necessarie per proteggere i propri figli”.
Una norma semplice, per il Pd e il Movimento 5 Stelle, che non introduce alcun divieto alla produzione o alla commercializzazione dei prodotti caseari a latte crudo, “ma garantisce ai consumatori il diritto di scegliere in modo pienamente consapevole”, aggiunge Basso. “Eppure, a quasi due anni dalla presentazione del Disegno di legge, il Parlamento è ancora fermo. Il tempo a disposizione della legislatura non è infinito e il rischio concreto è che una proposta sostenuta da medici, pediatri e associazioni, nata esclusivamente per rafforzare la tutela dei minori e la trasparenza verso i consumatori, non riesca ad arrivare all’approvazione. Per questo chiediamo che il Governo chiarisca le ragioni di questo stallo e che il Parlamento calendarizzi finalmente la discussione della proposta”.
Il ddl viene sostenuto da “il trenino di Elia”. L’associazione nata per ricordare il bimbo di 3 anni morto a causa della Seu dopo 51 giorni in terapia intensiva. Una battaglia sostenuta in Trentino anche da Giovanni Battista Maestri, papà di Mattia, dal 2017 in coma vegetativo dopo avere mangiato un formaggio contaminato.
“Fin dai primi giorni di ospedale, quando l’equipe del Gaslini ci ha confermato che si sarebbe potuto evitare, abbiamo scelto di trasformare il dolore in un impegno concreto perché le famiglie possano essere più informate ed effettuare scelte consapevoli. Da quasi due anni lavoriamo insieme alle istituzioni affinché questa legge possa diventare un’occasione per prevenire altre tragedie. Oggi però vediamo che tutto sembra essersi fermato. Il nostro auspicio è che il testo possa finalmente completare il suo percorso parlamentare. Non chiediamo divieti, ma informazioni chiare, visibili, comprensibili a tutti ed esaustive. Quando si parla della salute dei bambini, ogni famiglia deve poter conoscere i rischi e scegliere in modo davvero consapevole", concludono Gerelli e Damonte.


















