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Trento
27 aprile | 06:00

In "rosso" le funivie: "Un segno meno dettato dalle Olimpiadi. Poi un recupero ma non è bastato. Confidiamo nella visibilità dei Giochi"

Dopo Bormio anche gli impianti in val di Fiemme pagano dazio alle Olimpiadi: "Confidiamo nella comunicazione a cui il territorio è stato esposta. Lavoriamo naturalmente che non sia solo una speranza per consolarci dei dati e di illuderci che le cose possano andare meglio ma c'è grande fiducia"

TRENTO. Si conferma un calo per quelle stazioni sciistiche dei territori protagonisti delle Olimpiadi. Dopo Bormio, anche i conti in val di Fiemme si chiudono in flessione. C'è stata una ripresa post Giochi ma non sufficiente per bilanciare numeri più ridotti. 

 

"Abbiamo registrato a fine stagione un -7% di presenze". A dirlo a il Dolomiti è Francesca Misconelresponsabile dell'ufficio marketing dell'Alpe Cermis. "Nel periodo post olimpico nel mese di marzo abbiamo recuperato invece sui passaggi: ci si attesta a un -5%, ma questo trend è un po' lo specchio di quello che succede in tutti i fine stagione, la nostra destinazione si distingue per la tenuta ottimale delle piste anche quando le temperature si alzano, dovuto anche dall'esposizione a nord".

 

Sicuramente casi di turisti che hanno spostato le vacanze per evitare la concomitanza dei Giochi e un cambio di clientela - hotel pieni, seppur in alcuni casi non pienissimi, ma di addetti ai lavori e quindi sul territorio per lavorare e non per sciare - che ha pesato soprattutto sulle stazioni sciistiche dell'arco dolomitico, in particolare nelle destinazioni che hanno ospitato le venue olimpiche (Qui articolo).

 

Sono stati rilasciati i primi numeri. In rosso, per esempio, la stagione invernale di Bormio: "110mila presenze in meno e ricavi in picchiata” (Qui articolo). E pure l'Alpe Cermis paga dazio alle Olimpiadi.

 

Si è sofferto, soprattutto, la prima settimana e poi il trend è generalmente migliorato. Per esempio sul Cermis si sono toccate punte da -40%, un calo solo in parte riassorbito.

 

"Sicuramente il dato con il segno meno è dovuto alle Olimpiadi, la speranza è sempre quella e cioè confidiamo nella comunicazione a cui la Val di Fiemme è stata esposta", aggiunge Misconel. "Lavoriamo naturalmente che non sia solo una speranza per consolarci dei dati e di illuderci che le cose possano andare meglio. Anche se credo che chi conosce già la Val di Fiemme e quest'anno non è riuscito a venire da noi ha già un po' di nostalgia e speriamo torni a trovarci".

 

Si è tornati a parlare di Olimpiadi a fronte dei primi bilanci a inverno alle spalle e soprattutto dopo che è emersa la prospettiva di un profondo rosso nel bilancio di Fondazione Milano Cortina, oltre 300 milioni e la probabile necessità di bussare alle porte dei soci dell'ente, quindi anche Trentino e Alto Adige (rispettivamente per 20 e 5 milioni), che hanno portato alle reazioni politiche. "La legacy certa è il debito", il commento di Roberta de Zanna (Cortina Bene Comune) mentre in Trentino a chiedere chiarimenti sono intervenuti Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra (Qui articolo). Non sono mancati anche i commenti a Bolzano.

 

I risultati sportivi e organizzativi prestano il fianco poi ai conti (Qui il nostro viaggio sul campo). A quello che resta di un grandissimo appuntamento. Per ora le istituzioni commentano poco e non sembrano preoccupate dall'eventuale necessità di iniezione di risorse.

 

"E' tutto assolutamente prematuro. La questione verrà affrontata a tempo debito", le parole a il Dolomiti di Tito Giovannini di Fondazione Milano – Cortina e responsabile del Coordinamento provinciale per le Olimpiadi e Paralimpiadi mentre il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha allargato l'orizzonte: "Le Olimpiadi mi pare abbiano dato lustro ai territori, senza dimenticare i risultati sportivi, anche degli atleti trentiniC'è stata una grande risonanza. In questa operazione il Trentino ha ricevuto dal governo più di 300 milioni di opere in tema Olimpiadi: la stazione di Trento, l'elettrificazione della Valsugana, gli impianti e così via" (Qui articolo).

 

In Alto Adige anche gli albergatori non sembrano totalmente soddisfatti dall'affaire olimpico (Qui articolo). A differenza di Trento e Belluno. La redditività però è già un dato più semplice da monitorare attraverso la piattaforma HBenchmark. L'occupazione, dati Asat, è calata nel periodo 20 dicembre - 19 febbraio, del -2,3% rispetto all'anno scorso ma i prezzi medi sono saliti di 22,4 euro per attestarsi a 227,4 euro. A frenare un po' il dopo Olimpiadi sono state le crisi internazionali e la guerra in Medio Oriente (Qui articolo).

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