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Trento
10 febbraio | 06:00

Qui Olimpiadi, dai 40 euro per il parcheggio ai 10 per un trancio di pizza, dal check point con metal detector allo spettacolo della gara: vi portiamo dentro lo stadio del salto

Una doppia dimensione quella in val di Fiemme: c'è un fuori e c'è un dentro le Olimpiadi. Il racconto del debutto dei Giochi a cinque cerchi di Milano Cortina 2026 in Trentino

TRENTO. Lo stadio del salto dei trampolini illuminato a giorno è scenografico, i sorrisi e la gentilezza dei volontari un punto a favore. Dai 10 euro per un bicchiere di spritz o un trancio di pizza margherita ai 15 euro per la polenta con spezzatino, i prezzi sono inevitabilmente alti, seppur in linea con eventi di tale portata.

La cornice di pubblico tra giapponesi e sloveni, austriaci e statunitensi è delle grandi occasioni: c'è il colpo d'occhio e la percezione è che si sia prossimi al tutto esaurito, anche se è evidente che la capacità dell'impianto sarebbe ben superiore (limite massimo di 4.500 spettatori a fronte di una capacità da 15 mila posti). Promossa insomma la val di Fiemme delle Olimpiadi nel giorno del debutto delle competizioni olimpiche.

Una doppia dimensione quella che si respira in val di Fiemme per i Giochi a Cinque cerchi (Qui articolo).

Un tempo tra la sospensione e un quotidiano piuttosto normale (Qui articolo), e con qualche polemica (Qui articolo) anche per l'assenza di riferimenti alla val di Fiemme a livello generale (Qui articolo), e un altro che sfocia nell'entusiasmo e nell'atmosfera piena delle Olimpiadi tra tifo e bandiere. Una linea di demarcazione che sembra essere stata posizionata agli ingressi della venue di gara.

E' sabato 7 febbraio, data storica per il Trentino e per la val di Fiemme, con epicentro Tesero e Predazzo. Il debutto delle Olimpiadi sul territorio per l'edizione numero 25 dei Giochi invernali di Milano Cortina.

I biglietti sono per l'evento delle 18.30 per la finale di "Salto con gli sci individuale trampolino piccolo donne". Il parcheggio è prenotato per 40 euro, non proprio economico, anche se comprende la navetta di collegamento andata e ritorno dal campo di gara.

Un week end di febbraio con un meteo assolutamente positivo che potrebbe attirare sciatori nei comprensori sciistici regolarmente aperti così come escursionisti vari. Proprio per le Olimpiadi qualcuno potrebbe aver cambiato destinazione, così la viabilità sembra reggere e, escluso un paio di forti rallentamenti, si viaggia piuttosto spediti verso l'appuntamento. Discorso simile anche per le gare di ieri, lunedì 9, giornata feriale durante la quale non sono state registrate grandi criticità.

Si arriva al parcheggio selezionato e prenotato, "Vivaio", alle porte di Tesero, centro abitato che appare ben più blindato rispetto a Predazzo.

Le indicazioni per i parcheggi non mancano e quello scelto si raggiunge abbastanza direttamente, anche se forse non guasterebbero un paio di addetti a un ingresso preliminare prima di arrivare al check point.

Qui c'è forse l'unico contrattempo. Nonostante le rassicurazioni durante la prenotazione e la conferma via mail, il parcheggio serve solo (a piedi) il campo di gara di Tesero, troppo lontano rispetto a Predazzo e per questo non c'è il bus.

I volontari con grande gentilezza ci reindirizzano verso il parcheggio "Moena". C'è tempo comunque tempo per fermarsi in un bar, che lavora e la clientela non manca, anche con un passaggio di addetti della "famiglia olimpica".


Piccoli e tenui segnali che le Olimpiadi ci sono e sono iniziate perché il colpo d'occhio non è proprio caratterizzante, se non fosse per l'effettiva presenza (massiccia) delle forze dell'ordine e per qualche grafica - volutamente essenziale da protocollo Cio e regolamenti che sono particolarmente stringenti sull'uso del marchio a Cinque cerchi - nelle località.

Arrivati al parcheggio, c'è il controllo del ticket (e l'unico addetto - forse qualcuno in più idem come sopra sarebbe stato meglio - era effettivamente stato avvisato nel nostro arrivo: la comunicazione ha funzionato tra i "reparti").

Le navette sono già disposte e pronte per portare i tifosi allo stadio del salto. Molto visibile per un effetto decisamente attrattivo e scenico con i trampolini assolutamente protagonisti e con i Cinque cerchi che si stagliano sull'edificio e sull'opera, profondamente riqualificata per conferire la veste olimpica.

L'afflusso è veloce, velocissimo, si supera il primo check point per il controllo dei biglietti, poi si supera rapidamente il controllo numero due con il metal detector. E si va spediti a prendere posto in tribuna, direzionati dai volontari, praticamente onnipresenti e dispiegati in grandissimo numero.

La gara, tra first round e finale, è naturalmente spettacolare tra colori e boati, bandierefesta e tifo, in particolare i più accesi sono gli sloveni e il fan club dell'austriaca Lisa Eder (quarta nella classifica generale). Tra qualifiche e salti per la medaglia, la pista viene nuovamente messa a punto con l'ingresso dei battitori (Qui video). L'atmosfera olimpica è davvero piena

Alti i prezzi nei punti ristoro al campo gara, si può prendere un bicchiere di Prosecco Doc in Trentino (c'è anche il Teroldego) e si può pagare in cash oppure attraverso carte del circuito Visa, ma sono sponsor ufficiali delle Olimpiadi.


Elevatissimi i listini del merchandising ma questo non scoraggia la fila e le code per accaparrarsi qualche gadget o ricordo.

Terminata la gara (per la cronaca vinta da Anna Odine Stroem per la Norvegia, la favoritissima slovena Nika Prevc medaglia d'argento e Nozomi Maruyama per il Giappone. La migliore dell'Italia è Annika Sieff in 19esima piazza, unica azzurra che ha superato il first round), il deflusso è regolare e anche in questo caso le navette attendono in forza all'esterno dell'impianto.

Insomma, la val di Fiemme e il territorio sono arrivati pronti all'appuntamento a livello di opere e preparazione della manifestazione. Fronte le gare la prova è stata superata a conferma dell'esperienza e della competenza del Trentino nella gestione dei grandissimi eventi.

Per le ricadute (soprattutto sul fronte accoglienza tra strutture ricettive e ristorazione) e la legacy sono un altro capitolo, da analizzare dopo che si abbasserà il sipario sulle Olimpiadi.

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