“Elicotteri sulle Dolomiti? La Provincia conti i voli turistici, renda verificabile il divieto che già esiste e dia una data alla nuova legge”. L'appello di Ora!
A dire la sua sul tema è David Pedratscher – dell'Assemblea regionale e nazionale di Ora! – chiedendo un intervento della Provincia: “Una regola che non si può controllare non è una regola”

BOLZANO. Contare i voli turistici sulle Dolomiti, rendere verificabile il divieto – che già esiste – e fornire una data per la nuova legge. È questa la “ricetta” che propone Ora intervenendo sul tema dei voli turistici in elicottero sulle cime dell'Alto Adige. La Provincia infatti, spiegano i responsabili del partito fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, “non sa quanti voli turistici in elicottero passino sopra il Parco naturale Puez-Odle patrimonio Unesco, e negli ultimi dodici mesi l'Ufficio provinciale non ne ha sanzionato nessuno. Lo scrive la Giunta, rispondendo a un'interrogazione del Team K, come riportato da Salto”.
Secondo quanto emerso infatti, continuano da Ora: “'Le informazioni sui voli 'non vengono rilevate in modo sistematico' e dimostrare un volo sotto i 500 metri dal suolo, vietato nei parchi naturali dalla legge provinciale 15 del 1997, è 'in pratica estremamente difficile per ragioni tecniche'. Per Ora il problema non sono i divieti che mancano, ma quelli che non si possono controllare. In risposta a un'interrogazione dei Verdi, riporta il Dolomiti, la Giunta indica circa 40 aree di atterraggio in Alto Adige, sei nuove piazzole autorizzate dall'Enac nel 2026 e nessun dato ufficiale su decolli e atterraggi. Già a settembre il Comune di Funes aveva chiesto all'unanimità di fermare i voli turistici sul proprio territorio, e per la stessa valle un gruppo coordinato da Idm valuterà anche il contingentamento dei visitatori”.
È da questo quadro generale che David Pedratscher – dell'Assemblea regionale e nazionale di Ora! – parte nel delineare una serie di precise richieste alle autorità altoatesine.
“Prendiamo atto che la Giunta – dice – intende intensificare i controlli e preparare una disciplina più restrittiva. Perché l'impegno sia credibile, occorre innanzitutto sapere quanti voli ci sono e dove. Oggi si valuta di contingentare i visitatori della Val di Funes, mentre i voli sopra le Odle non vengono rilevati. Proponiamo regole verificabili, con l'onere della documentazione a carico di chi effettua i voli”.
Quattro in tutto i punti avanzati dai responsabili di Ora alla Giunta:
1) Contare i voli: un rapporto pubblico, prima della prossima estate e poi ogni anno, dei voli turistici per area: parchi naturali, Dolomiti patrimonio Unesco, zone sopra i 1.600 metri.
2) Rendere verificabile il divieto: nella revisione della legge 15/1997 e nei limiti delle competenze provinciali, l'obbligo per gli operatori di registrare e conservare il tracciato di ogni volo turistico e di esibirlo ai controlli, con una sanzione per chi non lo fa.
3) Applicare da subito le regole vigenti: controlli mirati nella prossima stagione nelle zone con più segnalazioni e, a fine stagione, un resoconto pubblico di controlli e sanzioni.
4) Una data per la nuova legge, che mantenga le eccezioni per soccorso, protezione civile e servizi pubblici, e i voli tra gli indicatori di pressione considerati per la Val di Funes.
“Con la riforma dello Statuto la Provincia – conclude Pedratscher – ha ora la competenza legislativa sulla tutela dell'ambiente. Ci aspettiamo un calendario per il disegno di legge e impegni misurabili, perché chi vive e lavora tutto l'anno in queste valli possa verificare che le regole vengano applicate”.













