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Bolzano
02 settembre | 12:01

Da Braies al Seceda, nuovi ranger per gestire l'overtourism in montagna: “Sempre più persone ma poca sensibilità per l'ambiente, così spieghiamo come comportarsi”

Le autorità altoatesine tracciano un primo bilancio dei 'nuovi' ranger altoatesini – i Südtirol Alto Adige Ranger – che si sono affiancati ai Ranger dei Parchi naturali con l'obiettivo di monitorare in particolare le aree molto frequentate dai turisti

Da Braies al Seceda, nuovi ranger per gestire l'overtourism in montagna

BOLZANO. Il progetto è partito con l'inizio della stagione estiva 2026, portando nei luoghi più frequentati dai turisti 15 nuoviranger per sensibilizzare sul comportamento corretto da tenere in natura e sui passi dolomitici. E il bilancio, dice oggi la Provincia autonoma di Bolzano, è nettamente positivo.

 

Le autorità altoatesine infatti hanno fatto il punto sulle attività dei Südtirol Alto Adige Ranger, i 15 nuovi operatori che dalla metà di giugno hanno affiancato i Ranger dei Parchi naturali, con l'obiettivo appunto di monitorare in particolare le aree molto frequentate dai turisti, sensibilizzando i visitatori soprattutto al di fuori delle aree protette.

 

“Anche se i compiti dei Ranger dei Parchi naturali e dei Südtirol Alto Adige Ranger differiscono – dice l'assessore alla Protezione dell'ambiente, della natura e del clima Peter Brunner l'obiettivo è comune: rafforzare il senso di responsabilità della popolazione locale e dei visitatori nei confronti del territorio altoatesino e contribuire così attivamente alla tutela della natura e del paesaggio”. Divulgazione di informazioni nei parchi naturali e sensibilizzazione diretta a un comportamento adeguato nei punti nevralgici, dicono le autorità, si integrano così a vicenda.

 

Nell'annunciare l'attività dei “nuoviranger altoatesini, la Provincia aveva fatto riferimento a una serie di località nelle quali spesso, negli ultimi anni, si è parlato di overtourism: dal Lago di Braies al Seceda, dall'Alpe di Siusi al Lago di Carezza.

 

Proprio sull'Alpe di Siusi negli scorsi giorni Brunner ha avuto uno scambio di opinioni con il Ranger del Parco naturale Anton Schönberger, con la Südtirol Alto Adige Ranger Michaela Prister e con il direttore di Alpe di Siusi Marketing Martin Rabensteiner. Erano presenti anche Florian Zerzer, direttore della Ripartizione provinciale Natura, paesaggio e sviluppo del territorio, Leo Hilpold, direttore dell'Ufficio provinciale Natura, ed Elisabeth Berger, coordinatrice delle Dolomiti patrimonio mondiale Unesco in Alto Adige alla Ripartizione natura, paesaggio e sviluppo del territorio.

 

L'incontro è stata l'occasione, come anticipato, per tracciare un primo bilancio del progetto pilota: “Negli ultimi anni – dice Zerzer – in alcune zone l'afflusso di visitatori è aumentato notevolmente e sempre più spesso i visitatori hanno scarsa familiarità e poca sensibilità nei confronti dell'ambiente montano. Per questo motivo, i Südtirol Alto Adige Ranger forniscono informazioni direttamente sul posto e sensibilizzano i visitatori su come comportarsi in modo appropriato. Le prime esperienze del progetto pilota dimostrano che siamo sulla strada giusta”.

 

“A differenza della prassi precedente – aggiunge Berger – in cui le singole organizzazioni turistiche assumevano personale per la sensibilizzazione e l'informazione dei visitatori e agivano ciascuna per conto proprio, ora il coordinamento è affidato alla Ripartizione natura, paesaggio e sviluppo del territorio della Provincia: ciò significa che quest'anno è stato organizzato un corso di formazione uniforme unitario della durata di 2 giornate e mezza, tenuto da esperti del settore, per i Südtirol Alto Adige Ranger, che ora sono collegati in rete tra loro, collaborano con i centri visite dei Parchi naturali e con le stazioni forestali, e sono riconoscibili grazie a una divisa uniforme”.

Secondo il direttore di Alpe Siusi Marketing, le prime esperienze sono state decisamente positive: “La presenza dei Südtirol Alto Adige Ranger rappresenta un valore aggiunto: da un lato svolgono un importante lavoro di sensibilizzazione tra gli ospiti, dall'altro i loro riscontri ci aiutano ad avviare l'attuazione di misure mirate”.

 

Anche nel settore dei Ranger dei Parchi naturali però, concludono le autorità, c'è un'importante novità: al posto dei 22 posti stagionali esistenti finora infatti, verranno creati 7 posti annuali, uno per ogni parco naturale.

 

“In questo modo – dice il direttore dell'Ufficio provinciale Natura Leo Hilpold – intendiamo rispondere alle crescenti esigenze in materia di educazione ambientale e gestione delle aree protette. Il compito principale dei Ranger dei Parchi naturali è quello di fungere da mediatori tra la natura e l'uomo. In futuro, il fulcro dell'attività educativa sarà costituito da un'educazione ambientale intensiva e per tutto l'anno rivolta alla popolazione locale e alle scuole. In questo modo potremo inoltre garantire una comunicazione digitale al passo con i tempi e una gestione professionale delle aree protette”.

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