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Bolzano
11 giugno | 10:20

Braies, Carezza e Funes sotto controllo: arrivano i Ranger per tenere d'occhio i turisti indisciplinati

Dal Lago di Braies all'Alpe di Siusi, una squadra speciale vestita in divisa cercherà di spiegare ai visitatori come ci si comporta in mezzo alla natura. Il progetto unisce comuni e associazioni turistiche per salvare i sentieri dall'assalto estivo

BOLZANO. L'assalto estivo ai luoghi più fotografati delle montagne altoatesine è ormai alle porte e, per evitare che la situazione scappi troppo di mano, la stagione 2026 si affida a una squadra di quindici specialisti del buon senso.

 

I "Südtirol Alto Adige Ranger" sono pronti a entrare in servizio nei punti caldi del turismo locale: tra le sponde del Lago di Braies e del Lago di Carezza, sui prati dell'Alpe di Siusi, tra le Dolomiti del Seceda, nella gola del Bletterbach e nei dintorni della chiesetta di Ranui a Funes. Il loro compito non sarà quello di fare multe, ma di spiegare a escursionisti e visitatori le buone maniere da tenere quando si cammina in mezzo alla natura.

 

L'idea non nasce dal nulla, ma si basa sui buoni risultati di alcuni test pilota già tentati in Val Gardena, Alta Badia, Funes e Braies. E soprattutto sull'indisciplinatezza di molti turisti che prendo d'assalto, soprattutto d'estate, certe località altoatesine senza troppa coscienza e rispetto tra selfie in zone pericolose, foto a mollo in laghi non balneabili, comportamenti che mettono a rischio loro e chi li circonda.

 

Adesso il progetto diventa ufficiale e strutturato, finanziato dalle organizzazioni turistiche del territorio insieme ai Comuni e al Geoparc Bletterbach, con la benedizione dell'assessore provinciale all'Ambiente Peter Brunner. Proprio Brunner ha ricordato come il boom di visitatori degli ultimi anni abbia reso urgente un presidio di questo tipo, che si concentrerà soprattutto al di fuori dei parchi naturali, dando una mano al Servizio forestale.

 

Per non farsi trovare impreparati, i quindici ranger hanno appena affrontato una tre giorni intensiva di formazione. Gli esperti del settore hanno spiegato loro un po' di tutto: dalle regole di comportamento ambientale ai segreti della meteorologia, passando per i problemi legati a bostrico e processionaria, fino alle tecniche di comunicazione utili a disinnescare i piccoli litigi che possono nascere sui sentieri affollati.

 

Dalla Provincia arriva comunque un chiarimento per evitare malintesi linguistici: questi operatori, riconoscibili da una divisa identica in tutto l'Alto Adige, non sono i "Ranger dei parchi naturali". Questi ultimi sono infatti dipendenti pubblici della Provincia che lavorano solo dentro i confini delle aree protette e si occupano di progetti educativi nelle scuole. La nuova squadra estiva, invece, starà fuori dai parchi, pronta a confrontarsi ogni giorno con le stazioni forestali e i centri visite per analizzare i casi concreti e proteggere il paesaggio cartolina dai troppi passi dei turisti.

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