Per i "cacciatori di selfie" sull'Alpe di Siusi scatta il pass online obbligatorio: in Alto Adige si allarga la mappa delle restrizioni
Si pagherà fino a 30 euro al giorno per lasciare la macchina, mentre scatta il bando ai raduni sopra i 1.600 metri

BOLZANO. Trovare un punto di equilibrio tra l'accoglienza turistica e la tutela del territorio è diventata una delle sfide più complesse per l'Alto Adige, specialmente nei mesi più caldi dell'anno, quando la pressione sulle valli rischia di superare il livello di guardia. Per la stagione estiva 2026, la Provincia autonoma di Bolzano e Idm Alto Adige hanno deciso di mettere in campo un piano coordinato di gestione dei flussi per contrastare gli effetti dell'overtourism e alleggerire in modo sensibile la pressione del traffico motorizzato nei punti più sensibili e frequentati. L'obiettivo dichiarato dai vertici provinciali è chiaro e punta dritto alla tutela di chi la montagna la vive tutto l'anno: garantire una qualità della vita più alta alla popolazione locale, preservando l'ambiente dei luoghi attraverso regole rigide e un potenziamento speculare dei trasporti pubblici.
Un intervento che si inserisce in un quadro previsionale di grande affluenza, con stime stagionali che indicano come il Trentino-Alto Adige si appresti a essere la meta preferita per moltissimi visitatori stranieri e italiani. Come spiega l’assessore provinciale al Turismo Luis Walcher, gli interventi di regolamentazione rappresentano un contributo concreto per gestire la viabilità in modo mirato e proteggere i residenti dall'assedio dei mezzi privati, portando avanti le soluzioni che si sono dimostrate efficaci e integrandole laddove sussiste la necessità di un intervento supplementare. Sulla stessa linea si inserisce l’analisi dell’assessore alla Mobilità Daniel Alfreider, il quale rimarca come le Dolomiti debbano rimanere un luogo da vivere attraverso l'adozione di regole chiare, valide alternative al mezzo privato e una responsabilità condivisa, ricordando che ogni singolo autobus in servizio contribuisce a decongestionare le valli e a tutelare la natura circostante, anche grazie allo strumento del Guest Pass pensato per dimenticarsi dell'auto una volta arrivati in struttura.
Finora la mappa delle restrizioni toccava tre aree particolarmente sollecitate dai flussi dei villeggianti, ma adesso il raggio d'azione si allarga e tocca l'Alpe di Siusi. Diventata ancora più famosa da quando influencer italiani e stranieri hanno iniziato a postare sui canali social centinaia di selfie sullo sfondo del Sassolungo, l'area protetta vedrà scattare da lunedì 29 giugno un sistema nuovo, che ricalca quello già collaudato in Val Pusteria. Gli ospiti giornalieri dovranno infatti prenotare online l'accesso ai parcheggi Spitzbühl e Compatsch. L'attuale regolamentazione del traffico sull'Alpe rimane formalmente invariata, con il divieto di accesso ai veicoli privati tra le 9 e le 17, ma con una prenotazione web valida i parcheggi si potranno raggiungere entro le 9 del mattino e dopo le 17. Anche per l'accesso serale la prenotazione preventiva sarà obbligatoria: al parcheggio Spitzbühl la sosta sarà gratuita dopo le 17, pur richiedendo il pass digitale, mentre di notte resterà in vigore il divieto di sosta assoluto dalle 23 alle 5. I prezzi risentono inevitabilmente della logica di contingentamento, con lo Spitzbühl a 15 euro al giorno per le auto e 10 per le moto, mentre al Compatsch la tariffa sale a 30 euro giornalieri per le vetture, una cifra pari a una corsa di andata e ritorno a persona con la cabinovia che da Siusi sale all'Alpe, che resta la via consigliata insieme ai bus della linea 10. La prenotazione dei posti è possibile a partire da sei giorni prima rispetto alla data desiderata sul portale ufficiale dedicato.
Questo nuovo tassello si aggiunge a un mosaico protettivo che nella Valle di Braies e a Prato Piazza vedrà le limitazioni scattare ufficialmente dal primo luglio al 15 settembre 2026. In questa specifica finestra temporale, tra le ore 9 e le 16, la valle sarà raggiungibile esclusivamente mediante i mezzi pubblici, a piedi, in bicicletta o dietro presentazione di una prenotazione online o di un permesso di transito valido. Per i turisti intenzionati a muoversi in auto, l'Associazione Turistica di Braies ha attivato un portale dove completare la procedura inserendo la targa del veicolo e scegliendo l'area di sosta, con il consiglio degli operatori locali di muoversi con largo anticipo per evitare l'errore frequente di ridursi all'ultimo momento, dato che i fine settimana estivi si esauriscono spesso con settimane di anticipo. L'ordinanza prevede comunque esenzioni totali per i residenti, i fornitori e gli ospiti delle strutture ricettive che pernottano direttamente nella Val di Braies. Sul fronte dei trasporti collettivi, oltre alle linee da Dobbiaco, Villabassa e Monguelfo, vige l'obbligo di prenotazione del posto a bordo per chi non possiede l’Altoadigemobilità Pass.
Spostandosi nei dintorni delle Tre Cime, invece, dal 31 maggio all’11 ottobre 2026 l'unica vera alternativa alla strada panoramica a pedaggio sarà rappresentata dalla navetta in partenza da Dobbiaco e diretta al rifugio Auronzo, un servizio rigorosamente vincolato a una prenotazione obbligatoria via web. Discorso parzialmente diverso per la Val Fiscalina, dove dal 14 giugno all’11 ottobre la Provincia ha scelto di non inserire passaggi telematici obbligatori, preferendo puntare sul potenziamento delle frequenze dei bus per mantenere la viabilità entro livelli accettabili. Rimane tutelato il capitolo dei residenti: gli utenti in possesso dell’Altoadigemobilità Pass potranno infatti continuare a raggiungere la Valle di Braies e la Val Fiscalina senza l'obbligo di alcuna prenotazione, mentre per i viaggi sulla navetta diretti verso le Tre Cime di Lavaredo la riserva del posto tramite piattaforma rimarrà obbligatoria anche per i locali, ma con l'applicazione della normale tariffa di linea provinciale anziché di quella maggiorata per i turisti. Per chi invece vuole farsi un selfie al cospetto del Seceda, bisognerà pagare un ticket di 5 euro ai proprietari dei prati che, esasperati, già un anno fa hanno messo un tornello all'imbocco del sentiero.
A surriscaldare il clima estivo, tuttavia, non sono solo i passaggi digitali ma anche l'ultima delibera approvata dalla giunta provinciale, che vieta raduni e manifestazioni, competitive e non, di moto e auto nelle aree sensibili della provincia sopra i 1.600 metri di quota. Un provvedimento che fa discutere e che ha visto il voto contrario dell'assessore provinciale Christian Bianchi. Pur ammettendo che sulle strade di montagna ci sono comportamenti inaccettabili di auto sportive che sfrecciano ad alta velocità creando pericolo, rumore e rabbia tra i residenti, Bianchi sottolinea come la delibera rischi di colpire in maniera indiscriminata anche le auto storiche. Secondo l'assessore, le manifestazioni organizzate, autorizzate e controllate come la Mille Miglia o la Leggenda di Bassano portano sul territorio veri e propri musei viaggianti che valorizzano il territorio e creano ricadute positive, distinguendosi nettamente da chi usa i passi dolomitici come piste private della domenica.












