Assedio al Lago di Carezza: arrivano i ranger per tutelare l'hotspot dai turisti che fanno riprese con i droni (e che fanno il bagno anche se è vietato)
Da metà maggio sono stati recuperati o ripescati un centinaio di dispositivi. E poi c'è il limite di un piccolo veicolo sottomarino che stava per essere immerso nel lago

BOLZANO. A tutela del paesaggio e dei tesori delle Dolomiti, quest'anno sono arrivati i ranger. Non sono poliziotti né agenti, ma veri e propri "guardiani della natura", appositamente formati per monitorare i comportamenti di turisti, escursionisti e avventori.
Il loro compito? Invitarli, laddove necessario, a mantenere un atteggiamento rispettoso nei confronti dell'ecosistema estremamente sensibile delle montagne altoatesine. Attualmente i ranger in servizio sono quattro ed uno di loro è destinato esclusivamente alla zona del lago di Carezza: si tratta di Giorgio Poschiavin, nativo della Val di Fassa con una lunga esperienza alle spalle come accompagnatore di media montagna e maestro di sci.
Da metà maggio e fino a metà ottobre, sei giorni alla settimana e nelle fasce orarie di maggior afflusso, Poschiavin presidia l'area del bacino, informa i visitatori sulle peculiarità del sito e fornisce anche indicazioni a chi fa fatica a orientarsi lungo la complessa rete di sentieri.
Situato al limitare della foresta del Latemar, a oltre 1.500 metri di quota, il lago di Carezza è un autentico gioiello naturale. Le sue sfumature verde smeraldo e i riflessi delle cime del Catinaccio e del Latemar lo hanno trasformato negli anni in un vero e proprio "hotspot" turistico. "Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un incremento costante di visitatori, agenzie, influencer e case di produzione cinematografiche che si presentano al lago anche in primavera o di sera per fare riprese e pubblicare contenuti sui social media", spiega Andreas Agreiter, vicedirettore dell'Agenzia Demanio provinciale. Il pubblico, del resto, è sempre più internazionale, con arrivi da ogni angolo d'Europa, ma anche dalle Americhe e dall'Asia.
Con una simile mole di presenze, il lavoro sul campo del ranger diventa fondamentale. È lui a richiamare chi tenta di immergersi nell'acqua o chi fa alzare in volo i droni, due condotte rigorosamente vietate. All'occorrenza, Poschiavin accompagna piccoli gruppi e si occupa della sicurezza lungo le vie d'accesso al bacino quando il vento spezza i rami degli alberi.
"Il lago di Carezza è una meta amata da visitatori di tutto il mondo e, proprio perché il flusso è in costante aumento, dobbiamo adottare misure concrete - sottolinea l'assessore provinciale al Turismo e alle Foreste, Luis Walcher - Con il ranger abbiamo una figura di riferimento che informa, sensibilizza e fa in modo che questa speciale area naturale venga preservata anche per il futuro".
A preoccupare è soprattutto l'uso incosciente della tecnologia. Come riferisce Bernd Pardeller, della Stazione di vigilanza forestale Latemar, quello dei droni è diventato un problema spinoso: da metà maggio ne sono stati fermati già un centinaio. "Possono contaminare l'acqua con batterie e componenti, rivelandosi estremamente pericolosi per l'ecosistema", chiarisce il forestale.
Per Stephanie Völser, direttrice di Val d'Ega Turismo, la novità rappresenta un tassello cruciale: "Il ranger a Carezza è una pietra miliare per la gestione dei flussi e per la sensibilizzazione dei visitatori. È un divulgatore che illustra i tratti distintivi di questo monumento naturale protetto, spiegando anche gli effetti della tempesta Vaia, del bostrico e del peso della neve".
Un supporto fondamentale anche per la gestione pratica dell'area. "Gestiamo il parcheggio in accordo con l'Azienda Demanio", spiega il sindaco di Nova Levante, Thomas Pardeller. "Purtroppo riscontriamo sempre più spesso comportamenti scorretti: si va dal superamento delle staccionate ai picnic prolungati sulle sponde, fino al caso limite di un piccolo veicolo sottomarino che stava per essere immerso nel lago. Senza contare che i forestali devono periodicamente recuperare i droni incastrati tra i rami o ripescare dalle acque quelli affondati con l'aiuto dei sommozzatori. Da anni il Comune impiega un agente per la viabilità, ma avere una persona sul posto dedicata alla tutela diretta del bacino è un passo avanti fondamentale".


















