Caccia, 15 nuovi agenti venatori in Alto Adige: “Ricambio generazionale necessario per il pensionamento di molti professionisti”
Il punto della Provincia dopo la consegna dei diplomi ai nuovi agenti venatori al termine del corso della Scuola forestale Latemar

BOLZANO. In Provincia di Bolzano 15 nuovi agenti venatori hanno ricevuto il diploma dopo il corso tenutosi alla Scuola forestale Latemar. A riportarlo sono le autorità altoatesine, che confermano che con il completamento con successo dell'11esimo corso di formazione, in Alto Adige si possa ora contare su nuovi specialisti in materia venatoria, tutela della fauna selvatica e natura.
“I nuovi agenti venatori – continuano – provengono da tutte le aree della Provincia e hanno un'età compresa tra i 20 e i 55 anni. Pur provenendo dai più diversi percorsi professionali, condividono un obiettivo comune: assumersi la responsabilità nei confronti della fauna selvatica, della natura e della caccia. Come avviene in numerose altre categorie professionali, anche il settore della vigilanza venatoria è attualmente interessato da un ricambio generazionale. A causa del pensionamento di molti agenti venatori, il rafforzamento dell'organico è pertanto particolarmente necessario”.
“Con il Demanio provinciale e la Scuola forestale Latemar – precisa l'assessore provinciale alle Foreste Luis Walcher – disponiamo oggi di un importante luogo di formazione e trasmissione delle conoscenze sul bosco, la fauna selvatica e la natura. Questo corso dimostra il forte interesse per la caccia in Alto Adige. Le nostre circa 6200 cacciatrici e cacciatori si assumono una responsabilità nei confronti della natura, la osservano, ne comprendono le interconnessioni e la rispettano. Auguro ai nuovi agenti venatori ogni successo per il loro nuovo incarico e sono convinto che contribuiranno a mantenere anche in futuro la buona reputazione di cui la caccia gode in Alto Adige”.
Per Florian Reichegger, ecologo della fauna selvatica e coordinatore della Scuola forestale Latemar, che ha seguito il corso formativo: “L'obiettivo di questo corso era trasmettere ai partecipanti le competenze necessarie per affrontare i loro compiti futuri. Oltre alle conoscenze in materia venatoria e di biologia della fauna selvatica, i partecipanti hanno appreso anche metodi di gestione dei conflitti e di trasmissione delle conoscenze. Questi aspetti sono fondamentali per la collaborazione con i proprietari fondiari e gli stakeholder sul territorio, al fine di proteggere gli habitat naturali e promuovere una gestione sostenibile delle popolazioni di fauna selvatica”.
E per il futuro la richiesta di queste specifiche professionalità non sembra mancare visto che, come evidenzia il direttore dell'Ufficio provinciale Gestione fauna selvatica Dominik Trenkwalder: “Molte riserve di caccia attengono già con grande interesse l'assunzione dei nuovi agenti venatori”.














