Non solo carne e tradizione, l’Alto Adige riconosce il cuoco specializzato in cucina vegetale: si punta su ricette innovative e valorizzazione dei prodotti locali
A deciderlo, su proposta dell’assessore Philipp Achammer, è stata la Giunta provinciale. Le competenze specifiche vengono acquisite nell’ambito di un corso offerto dal Centro di formazione professionale “Emma Hellenstainer” di Bressanone

BOLZANO. La cucina del futuro entra ufficialmente nella formazione professionale altoatesina. Le figure professionali di cuoco specializzato e cuoca specializzata in cucina vegetale sono state inserite nel “Repertorio provinciale dei titoli di formazione professionale e delle qualificazioni professionali”.
Si tratta di una nuova qualifica riconosciuta a livello europeo che punta all’innovazione gastronomica, alla valorizzazione dei prodotti locali e alla sostenibilità. A deciderlo, su proposta dell’assessore Philipp Achammer, è stata la Giunta provinciale nella seduta del 19 giugno.
Il lavoro propedeutico a questa decisione è stato curato dal Centro di coordinamento Formazione continua presso la Direzione provinciale Formazione professionale in lingua tedesca e dal Centro di formazione professionale “Emma Hellenstainer” di Bressanone, d’intesa con l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV) e l’Associazione Cuochi Alto Adige.
La neonata qualifica professionale prevede che il cuoco o la cuoca specializzati in cucina vegetale sviluppino anche ricette innovative nonché mirate alla valorizzazione dei prodotti locali.
Le competenze specifiche vengono acquisite nell’ambito di un corso offerto dal Centro di formazione professionale “Emma Hellenstainer” di Bressanone. Terminato il percorso formativo, i partecipanti devono dimostrare le competenze acquisite sostenendo un esame di certificazione di tipo pratico. Chi supera questo esame riceve un certificato riconosciuto sia in Italia che in Europa.












