Grandi carnivori e centri commerciali sotto chiave: la ricetta di Kompatscher per la nuova Autonomia
Il presidente blinda la rete di distribuzione capillare e rivendica i poteri di decidere dove e quando aprire le attività

BOLZANO. La riforma dello Statuto di autonomia incassa il via libera a Palazzo Madama e per l'Alto Adige si apre la stagione dei grandi cantieri normativi.
Non si tratta semplicemente di aggiornare scartoffie e rimpallare burocrazia, ma di riprendere in mano leggi provinciali rimaste finora imbrigliate. A tracciare la rotta, con un misto di pragmatismo e soddisfazione, è il governatore Arno Kompatscher, che fa il punto sui nuovi margini di manovra restituiti al territorio dopo i continui stop imposti negli anni dalle sentenze della Corte costituzionale.
La cornice giuridica, d'altronde, ha senso solo se si trasforma in vita quotidiana. Come precisa il presidente della Provincia, lo statuto “è costituito da norme astratte che permettono di fare cose concrete, che però ora vanno fatte. Adesso possiamo rivedere tutta la normativa provinciale, cosa avremmo voluto fare diversamente se non ci fosse stato quel limite”. La macchina amministrativa è già avvisata, perché la mole di lavoro non sarà indifferente: “Questo compito sarà svolto da tutti i dipartimenti e richiederà tempo. Ci sono anche determinate procedure complesse che adesso possiamo snellire”.
Tra i dossier più caldi pronti a beneficiare del nuovo scudo autonomista spuntano la spinosa gestione dei grandi carnivori e l'accelerazione sulla transizione ecologica. La rinnovata competenza ambientale diventa infatti una leva strategica per tagliare i traguardi climatici del territorio. Su questo fronte, Kompatscher non nasconde le ambizioni della giunta: “Avendo la competenza sull'ambiente si può anche fare di più in tal senso, noi vogliamo essere tra i primi, siamo molto ambiziosi nel 2040, vogliamo raggiungere la neutralità dal punto di vista del CO2 e perciò forse e senza forse adesso potremmo fare meglio di più”.
Più potere decisionale in casa, insomma, ma guai a montarsi la testa o a pensare di potersi isolare dal resto del continente. Il governatore ricorda infatti la necessità di sapersi muovere in una rete istituzionale più ampia: “In Europa da tanti anni ormai viviamo un sistema multilivello, di più livelli di governo e il nostro livello adesso ha ampliato la propria sfera, questo è vero, però esistono sempre il livello europeo, quello nazionale e quello interregionale. Noi possiamo fare di più, ma questa non è solo un'opportunità, ma soprattutto la responsabilità, che vogliamo dimostrare di meritare”.
Una responsabilità che si rifletterà in modo diretto anche sulla tenuta economica della provincia, a partire dal delicato scacchiere degli orari del commercio e delle tanto discusse aperture domenicali. Su questo fronte, la vera trincea per difendere il tessuto locale si sposta sulle regole di pianificazione degli spazi. Per Kompatscher, infatti, “è importante rafforzare e consolidare la nostra competenza sull'urbanistica in materia di commercio, poter decidere dove vengono aperti negozi, centri commerciali perché questo ha permesso a noi fino ad oggi a preservare anche questo sistema capillare di distribuzione”.












