Mese del Pride, bandiera arcobaleno nei palazzi provinciali e Galateo non ci sta: "Non entrerò fino a quando ci sarà quel vessillo". Kompatscher: ''Diciamo sì alla tolleranza''
A dieci giorni dall'inizio del Pride Month il governatore riporta la bandiera in Sala Stampa e annuncia l'inizio delle celebrazioni che vedranno l'Alto Adige riempirsi di manifesti, banner negli atri degli uffici pubblici e iniziative nei musei, lanciando un appello alla tolleranza. E mentre la giunta litiga sui drappi, Centaurus apre l'Help Point per i giovani cacciati di casa. L'allarme di Arcigay: "Casi di violenza psicologica in famiglia"

BOLZANO. Ci sono tradizioni storiche, ricorrenze attese, appuntamenti che tornano ogni anno e che tutti aspettano.
A Bolzano, una di queste tradizioni vede il vicepresidente della Provincia non entrare nella sala stampa per tutto il mese di giugno.
Una tradizione recente, in realtà, visto che Marco Galateo (FdI) è vicepresidente da circa due anni, ma di quelle che non cambiano e non cambieranno mai.
Perché non entra in sala stampa? E come potrebbe, visto che li, tra le bandiere italiana, europea e provinciale, svetta il vessillo arcobaleno della comunità LGBTQ+?
Insomma, giugno non è ancora iniziato, ma il Pride Month è già riuscito a surriscaldare l'atmosfera politica all'interno della giunta provinciale, rinfocolando un salido tormentone.
Il detonatore è, ancora una volta, la ricomparsa della bandiera rainbow nella sala stampa di Palazzo Widmann, esposta in occasione della presentazione del mese di sensibilizzazione per i diritti delle persone LGBTQ.
Un ritorno che ha provocato l'immediata levata di scudi del vicepresidente Marco Galateo (FdI).
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher, dal canto suo, tiene per sé la delega alle pari opportunità, e ha già aperto le celebrazioni che vedranno l'Alto Adige riempirsi di manifesti, banner negli atri degli uffici pubblici e iniziative nei musei, lanciando un appello alla tolleranza: "Siamo qui a dire sì a diversità, accettazione, uguaglianza, tolleranza e stop alla discriminazione sessuale per una società che sia veramente aperta, libera ed inclusiva" dichiara il governatore.
Kompatscher ha di fatto blindato l'iniziativa ricordando che il principio di non discriminazione rappresenta la colonna vertebrale dell'accordo di governo, tracciando un parallelismo storico molto netto: "Anche noi per l'Italia siamo una minoranza e quindi 'diversi', ed è proprio per questo che sosteniamo la diversità: non vogliamo imporre nulla a nessuno, ma ci aspettiamo una società aperta, giusta e tollerante nei confronti delle proprie cittadine e dei propri cittadini. Solidarietà anziché discriminazione, sia a livello linguistico sia per quanto riguarda l'orientamento sessuale e l'identità di genere. La bandiera arcobaleno non deve essere strumentalizzata a fini di parte, ma riguarda i valori per noi come società".
Parole che non hanno scalfito la linea dell'assessore alla Scuola italiana. Galateo, che già l'anno scorso aveva fatto rimuovere il vessillo iridato durante un suo intervento nella stessa stanza, ha annunciato il boicottaggio logistico dei locali: "Non userò quella sala finché ci sarà quella bandiera. Rispetto le idee di tutti e pretendo rispetto per le mie (che non sono solo mie). Mi riconosco nella bandiera europea, in quella italiana che ci rappresenta tutti ed è simbolo di libertà e in quella della Provincia e per me non ne servono altre. Su temi etici non posso cambiare idea".
L'esponente di Fratelli d'Italia ha criticato anche la spinta all'allargamento della rete RE.A.DY, la piattaforma nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni di cui Bolzano fa parte dal 2019, definendo "un errore chiedere ai Comuni di farne parte". Galateo ha poi ridotto l'esposizione del simbolo a una pura mossa di facciata: "Non ha alcun effetto concreto sulle persone. Nessuno deve essere discriminato, su questo siamo tutti convintamente d'accordo. Poi su come questo principio si concretizzi abbiamo visioni diverse".
A fare da contraltare ai distinguo della politica ci sono i dati e le storie portate dal mondo dell'associazionismo. Alla conferenza era presente anche il presidente di Centaurus Arcigay Alto Adige, Mattia Sagapò Di Pierro, che ha annunciato l'apertura del nuovo sportello "Help Point".
A scattare una fotografia della realtà locale ci ha pensato poi la coordinatrice dei servizi alla persona, Arianna Miriam Fiumefreddo, spiegando come le cronache quotidiane parlino di un territorio tutt'altro che immune da rigurgiti di intolleranza: "È aumentata la visibilità, è vero, ed i servizi specifici, si sta lavorando a una maggiore sensibilità delle istituzioni. Ma permane una cultura che legittima discriminazione e violenza. All'interno delle famiglie un figlio o una figlia LGBTQIA+ vengono vissute con difficoltà, a volte anche con ostilità".
Segno che, al di là delle polemiche sui drappi e sulle stanze da occupare, la strada per i diritti rimane ancora in salita.












