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Trento
05 settembre | 23:22

"Un periodo da vivere con passione e senso di responsabilità". Inizia la stagione venatoria: "Un calendario studiato per conciliare tradizione e tutela della specie"

Inizia la stagione venatoria 2026/27. L'assessore Roberto Failoni: "A tutte le cacciatrici e a tutti i cacciatori auguro una buona stagione da vivere con passione, prudenza e senso di responsabilità". La presidente dell'Enpa di Rovereto, Ivana Sandri: "Un periodo che inizia con un capovolgimento di paradigma, far passare i cacciatori per figure di gestione e di protezione. Un attacco frontale al sistema di tutela della fauna selvatica"

"Un periodo da vivere con passione e senso di responsabilità"

TRENTO. "Una stagione da vivere con passione e senso di responsabilità". Così l'assessore Roberto Failoni. Sveglie puntate presto per le doppiette trentine. La caccia apre ufficialmente con domenica 6 settembre, un'ora prima dell'alba.

 

"La riapertura della stagione venatoria è un momento significativo per il Trentino, che conferma il nostro approccio basato su dati, programmazione e responsabilità", ancora Failoni. "La gestione della fauna non è solo una questione di prelievo, ma un esercizio di equilibrio tra tutela dell'ambiente, salvaguardia delle attività umane e rispetto per la tradizione".

 

Oltre a capriolo maschio (chiusura anticipata al 19 ottobre) e al cervo, al camoscio e al muflone (in questi casi l'attività è stata avviata dal 17 agosto e il termine è il 14 ottobre), si possono cacciare colombaccecornacchia grigia e nera, ghiandaia e merlo. Il prelievo della beccaccia è invece consentito dal 1 ottobre al 10 gennaio, subordinato all'applicazione del "protocollo gelo".

 

In Trentino sono stati censiti circa 73 mila ungulati e i piani di prelievo autorizzati prevedono poco più di 13 mila capi", aggiunge Failoni. "Numeri che confermano quanto sia essenziale una gestione della fauna seria, basata su censimenti, monitoraggio e programmazione: un lavoro che significa equilibrio tra animali, ambiente e attività umane, ma anche cura degli habitat e salvaguardia del territorio".

 

Per le altre specie di uccelli e per la lepre si parte il 20 settembre, mentre la caccia alla lepre bianca, alla beccaccia, all’allodola, alla coturnice e al gallo forcello apre dal 1 ottobre.

 

Dal 16 dicembre, esclusivamente da appostamento fisso, luce verde per cesena (fino al 31 gennaio) e tordo sassello (fino al 20 gennaio).

 

"Un calendario - aggiunge Failoni - studiato per conciliare tradizione venatoria e tutela delle specie".

 

Negli scorsi mesi sono state varate delle nuove direttive, un provvedimento che definisce il quadro delle limitazioni temporali e le prescrizioni tecniche per l'esercizio della caccia in Trentino.

 

Le nuove disposizioni, "pur mantenendo un approccio prudenziale e rigoroso, mirano a potenziare l’efficacia degli interventi, specialmente nella prevenzione dei danni all'agricoltura attraverso il contenimento di specie in forte espansione come il cervo. L'obiettivo resta quello di coniugare una lunga tradizione trentina con una moderna strategia di conservazione, basata sui dati tecnici e sul costante dialogo con l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e gli enti gestori del territorio."

 

Naturalmente si deve denunciare l'uscita: resta obbligatoria per la caccia agli ungulati che richiedono un esperto accompagnatore (camoscio, capriolo e cervo in determinati periodi), oltre che per fagiano di monte, coturnice e volpe (da appostamento fisso invernale).

 

Fronte armi e munizioni. Per gli ungulati è prescritto l'uso esclusivo di fucili a canna rigata con calibri specifici; viene fortemente raccomandato l'uso di munizioni atossiche in sostituzione di quelle in piombo per la caccia agli ungulati; viene espressamente richiamato il divieto dell'Unione europea di utilizzare munizioni contenenti piombo all'interno o in prossimità di zone umide. Recupero fauna: obbligo di verifica dell'esito del tiro e ricerca dei capi feriti avvalendosi esclusivamente di cani da traccia riconosciuti idonei.

 

"A tutte le cacciatrici e a tutti i cacciatori auguro una buona stagione - prosegue Failoni - da vivere con passione, prudenza e senso di responsabilità".

 

 A intervenire intanto è l'Enpa di Rovereto. "Mentre la maggioranza stringe i tempi per portare a compimento lo stravolgimento della legge in materia di 'Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio', alterandola profondamente nei suoi principi fondanti e allargandone i limiti fino a rendere il testo che ne deriverebbe un mero esercizio retorico - commenta la presidente Ivana Sandri - si apre ufficialmente la stagione venatoria. E si parte da un capovolgimento di paradigma, che vedrebbe nei cacciatori, proprio quelle figure che della caccia alla fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato, si avvantaggiano sotto vari aspetti, i caposaldi della 'gestione', che si affiancherebbe al principio della 'protezione', vera base portante della legge 157/92: un attacco frontale al sistema di tutela della fauna selvatica per avere più caccia e meno tutele per gli animali".

 

L'associazione riferisce di uno scempio dei principi della protezione della fauna e dell’ambiente, "che ha già suscitato la preoccupazione della Commissione europea, e ha portato la commissaria europea all’ambiente Jessika Roswall a manifestare direttamente la propria preoccupazione rispetto alla compatibilità di punti chiave della proposta italiana con le direttive europee sulla tutela della natura. Continuiamo nella nostra battaglia per la tutela degli animali e per la sicurezza delle persone".

 

E l'Enpa ricorda alcune regole: distanze dalle case (la caccia è vietata a una distanza inferiore ai 100 metri da abitazioni, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E' inoltre vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore ai 150 metri), distanze da strade e ferrovie (la caccia è vietata per una distanza di 50 metri dalle strade, comprese quelle comunali non asfaltate, e dalle ferrovie. E' vietato sparare in direzione di queste infrastrutture da una distanza inferiore a 150 metri); distanze da animali domestici (la caccia nei fondi con presenza di bestiame è consentita solo a una distanza superiore a metri 100 dalla mandria, dal gregge o dal branco); violazione di domicilio (L'articolo 614 del codice penale "Violazione di domicilio" punisce chi si introduce nei giardini e nelle pertinenze delle abitazioni civili).

 

E' vietato utilizzare reti, trappole, tagliole, vischio, esche e bocconi avvelenati, lacci, archetti, gabbie trappola. I giorni vietati, di assoluto "silenzio venatorio" sono martedì e venerdì, anche se festivi.

 

"Gli abitanti o turisti potrebbero trovarsi nella zona di azione di persone armate: in particolare proprio durante il fine settimana, momento in cui le famiglie, spesso accompagnate da bambini e animali da compagnia, vorrebbero godere dell’ambiente naturale in tranquillità e in sicurezza. Ricordiamo che tutti gli illeciti amministrativi e penali possono essere immediatamente segnalati alle forze dell’ordine, che devono intervenire per far cessare gli atti illeciti e per denunciare gli autori alla Magistratura. I cacciatori sono autorizzati a cacciare, però mantenendosi nella cornice della 157/92, mentre i cittadini sono titolari del diritto a veder rispettate le leggi e veder tutelati i propri diritti e la propria sicurezza", conclude Sandri.

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