"Un esempio di rispetto, equilibrio e gestione della fauna", cacciatori trentini in assemblea. E Failoni apre a incentivi per "premiare le molte ore di volontariato sul territorio"
Cacciatori trentini in assemblea, il presidente Matteo Rensi: "Difendere la caccia significa dimostrare ogni giorno che sappiamo essere custodi seri e responsabili del territorio, non solo utilizzatori". L'assessore provinciale Roberto Failoni: "Necessario continuare a lavorare per valorizzare il contributo concreto dei cacciatori nella tutela dell’ambiente e nella gestione della fauna"

TRENTO. Numeri, bilanci e prospettive: tanta "carne al fuoco" nell'assemblea dei cacciatori trentini.
A partire dall'incontro tra i rettori delle 209 riserve del Trentino che si sono riuniti al Centro Congressi dell'Interporto di Trento alla presenza, tra gli altri, dell'assessore provinciale Roberto Failoni che nel suo intervento ha messo al centro il ruolo dei cacciatori nella tutela del territorio, nella gestione della fauna e nella salvaguardia di una tradizione radicata nelle comunità trentine.
“Oggi voglio portare un messaggio positivo e un ringraziamento a tutti i rettori delle riserve trentine - ha affermato Failoni, estendendo ai presenti il saluto dell’intera Giunta provinciale -. La Provincia c’è ed è al vostro fianco, perché oltre al ruolo di osservazione e tutela del territorio, il mondo della caccia rappresenta anche un presidio sociale e una componente importante della nostra tradizione”.
Failoni ha quindi evidenziato i segnali di rinnovamento del comparto: “Lo scorso marzo sono stati abilitati 164 nuovi cacciatori, di cui 24 donne, un dato importante per garantire continuità e futuro a questo sistema”.
L’assessore ha inoltre richiamato l’esigenza di rafforzare la conoscenza e la consapevolezza del mondo venatorio anche all’esterno, dove la caccia è talvolta ancora percepita in modo distorto: “Un aspetto sul quale è necessario continuare a lavorare per valorizzare il contributo concreto dei cacciatori nella tutela dell’ambiente e nella gestione della fauna, anche attraverso strumenti come la nuova sede, che potrà rappresentare un luogo di racconto e apertura verso la comunità”.
Nel ricordare l’importante apporto della categoria nella gestione del cormorano, Failoni ha quindi aperto alla possibilità di individuare forme incentivanti per premiare le molte ore di volontariato svolte sul territorio, "un lavoro - è stato sottolineato - di cui beneficia l’intera comunità".
Il presidente dell’Associazione dei Cacciatori Trentini, Matteo Rensi, non ha dubbi: “Parlare di caccia oggi non significa soltanto parlare di fauna e ambiente ma anche di responsabilità. Responsabilità verso il territorio che viviamo, verso gli animali che conosciamo meglio di chiunque altro e verso le generazioni che verranno dopo di noi. Noi cacciatori siamo spesso i primi a percepire i cambiamenti dell'ambiente, i primi ad accorgerci quando qualcosa non va, ma anche i primi che possono dare l'esempio quando si tratta di rispetto, equilibrio e gestione corretta della fauna. Difendere la caccia oggi significa dimostrare ogni giorno che sappiamo essere custodi seri e responsabili del territorio, non solo utilizzatori. Significa collaborare con le istituzioni, col mondo scientifico, con i cittadini per garantire che la fauna e l'ambiente restino una risorsa per tutti. Se sapremo unire passione, conoscenza e senso di responsabilità allora la caccia avrà ancora un futuro e sarà un futuro dignitoso sostenibile e rispettato”.
L’assemblea si è aperta con un momento di saluto e raccoglimento in memoria dei cacciatori scomparsi nel corso del 2025.
I NUMERI DELL'ASSOCIAZIONE CACCIATORI TRENTINA.
"Al 31 dicembre 2025 la compagine sociale dell’Associazione contava 5778 soci, che corrispondono a 5987 cacciatori attivi. I nuovi ingressi sono 161, neoabilitati nel corso dell'anno.
"Rispetto al 2024 si è registrata una sostanziale tenuta e stabilità dei praticanti il che colloca ancora l’Associazione tra gli Enti del Terzo Settore più rappresentativi e profondamente radicati nel tessuto sociale del Trentino, sia per la sua capillare presenza e diffusione sul territorio provinciale, sia per la sua storica tradizione e la stretta comunanza di intenti con gli usi e i costumi delle genti di montagna. I 161 nuovi ingressi del 2025 hanno segnato un'inversione di tendenza rispetto all'andamento degli ultimi anni. Questo segnale certamente positivo è ulteriormente rafforzato dal numero di iscritti all'esame di abilitazione venatoria che per quest'anno ammontano a 246".
"Per quanto riguarda lo status e la gestione degli ungulati nella scorsa stagione venatoria sono stati prelevati 10.062 capi, a fronte di una stima complessiva di circa 75.520 capi censiti nel 2025. A differenza dello scorso anno, il numero di caprioli abbattuti ha superato quello dei cervi, con 3.598 caprioli prelevati rispetto ai 3.440 cervi. Per quanto concerne il camoscio, nel 2025 sono stati prelevati 2.930 capi. A tal riguardo, è doveroso ricordare con orgoglio che poco meno del 50% dei prelievi di camoscio realizzati annualmente sull'intero arco alpino italiano si concentra nella nostra provincia e in quella di Bolzano, a testimonianza dell'efficacia della nostra gestione".
"Imponente al riguardo l’impegno volontaristico profuso dai cacciatori nelle annuali campagne di censimento, che ammonta a ben 6.853 giornate/uomo/volontari (a cui si aggiungono 321 giornate effettuate dal personale di vigilanza dipendente), pari a circa 35.000 ore di lavoro. Anche l’attività di ricerca e recupero dei selvatici feriti ad opera dei conduttori abilitati con cani da traccia non è mai venuta meno. Nel corso del 2025 i 158 conduttori che hanno effettivamente operato sul campo hanno effettuato 1088 uscite che hanno permesso l’effettivo recupero di 443 capi".












