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Trento
13 marzo | 21:04

Consegnati gli attestati ai nuovi cacciatori e agli esperti accompagnatori: "Vivete la montagna con consapevolezza e con l'orgoglio di rappresentare le tradizioni"

La consegna degli attestati è la conclusione del percorso formativo per 164 nuovi cacciatori e 51 esperti accompagnatori. L'assessore Roberto Failoni: "Significa anche contribuire alla tutela dell’ambiente e alla gestione della fauna". Il presidente Maurizio Fugatti: "Grazie ai giovani che mantengono i valori della caccia e del territorio di montagna e grazie alle strutture provinciali per la loro competenza e il lavoro di gestione di orso e lupo"

TRENTO. Cerimonia di consegna degli attestati di abilitazione all’esercizio venatorio e delle qualifiche di esperto accompagnatore. Un momento che ha segnato la conclusione di un percorso formativo per 164 nuovi cacciatori e 51 esperti accompagnatori, per complessivamente 301 iscritti agli esami. Anche in questa occasione si è registrata una presenza significativa di donne tra i nuovi abilitati (24 per la caccia e 4 per l'affiancamento sul territorio).

 

"Grazie per essere presenti così in tanti, mai avremmo pensato di raggiungere questi numeri: entrate a far parte di una comunità che vive la montagna con passione e responsabilità", le parole dell'assessore Roberto Failoni. "Essere cacciatori significa anche contribuire alla tutela dell’ambiente e alla gestione della fauna, pochi sanno che i cacciatori trentini danno più di ottomila ore all’anno di volontariato, c'è quindi anche un aspetto sociale di grande importanza. Vi auguro di svolgere questa attività con rispetto, consapevolezza e con l’orgoglio di rappresentare le tradizioni e i valori del nostro territorio".

Nel corso della cerimonia è stato inoltre sottolineato come la collaborazione tra istituzioni, mondo venatorio e strutture tecniche della Provincia rappresenti un elemento fondamentale per una gestione sostenibile della fauna e del territorio. 

"Faccio i migliori auguri a chi riceve questi attestati, grazie ai giovani che mantengono i valori della caccia e del territorio di montagna e grazie alle strutture provinciali per la loro competenza e il lavoro di gestione di orso e lupo: in questo ambito la legislazione è complessa e le decisioni richiedono fermezza", il commento del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. "Siamo in una fase difficile, dove anche le strutture dirigenziali sono sotto accusa, ma oggi è un momento di unità per voi come rappresentanti di categoria. I miei complimenti anche alle associazioni".

 

Il dirigente del Servizio faunistico ProvinciaAlessandro Brugnoli, in questa occasione rappresentava anche la commissione esaminatrice: "Mi congratulo con gli abilitati e ringrazio i colleghi della commissione per l'impegno che richiede il rilascio di entrambe le abilitazioni, tra l'altro abbiamo numeri importanti, perché il reclutamento dei nuovi cacciatori è in controtendenza rispetto al passato. Concludo con un richiamo all'attenzione estrema verso la sicurezza: è un tema mai abbastanza sottolineato e che non va mai sottovalutato nell'esercizio di quella che è una passione, ma anche una responsabilità".

 

Dopo i saluti istituzionali e prima delle foto di rito ha portato la sua testimonianza una giovane cacciatrice, Beatrice Zambanini, che ha raccontato come la caccia sia una passione di famiglia ed è proprio ascoltando le esperienze dei suoi familiari e l'amore per l'ambiente e il territorio che le è stato trasmesso, che l'hanno portata a formarsi per intraprendere lei stessa l'attività venatoria. 

 

"Entrare a far parte del mondo venatorio comporta delle responsabilità nella gestione del patrimonio pubblico, che vanno affrontate con serietà, soprattutto quelle legate al tema dell'ambiente e alla salvaguardia dell'habitat e di determinate specie. E' questo l'obiettivo che abbiamo come ente gestore della caccia: gestire il territorio nel suo insieme e la fauna ne fa parte. E anche il ruolo degli accompagnatori non si limita a indicare il capo corretto da prelevare, ma è trasmettere esperienza per salvaguardare il patrimonio anche per le generazioni future", conclude Matteo Rensi, presidente dell'Associazione cacciatori del Trentino.

 

 

Presenti alla cerimonia il direttore generale della Provincia Raffaele De Col, i vertici dei parchi naturali provinciali Paneveggio Pale S. Martino e Adamello Brenta, rappresentati dai rispettivi presidenti Valerio Zanotti e Walter Ferrazza. A consegnare i diplomi, anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini.

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