Dall’ideazione alla realizzazione di un prodotto, un gruppo di studenti con disabilità protagonisti di "Progettare futuro" tra inclusione e inserimento lavorativo
L'iniziativa, finanziata dalla Fondazione Helpida, ha coinvolto tre istituti scolastici di Rovereto (Don Milani, il Liceo Filzi e Liceo delle Arti Depero) in collaborazione con la cooperativa sociale Impronte, ha impegnato un gruppo di studenti in un percorso orientato allo sviluppo di abilità, autonomie e competenze utili alla costruzione del proprio progetto di vita e all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo

ROVERETO. Incontro conclusivo del primo anno dell'iniziativa “Progettare il futuro”, cha visto la partecipazione di un gruppo di studenti e studentesse con disabilità provenienti dalle diverse scuole della rete con il coinvolgimento delle classi di appartenenza, impegnati in un percorso orientato allo sviluppo di abilità, autonomie e competenze utili alla costruzione del proprio progetto di vita e all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo.
L'ultimo atto di questa fase del progetto triennale si è svolto venerdì 8 maggio all’Aula Magna dell’Istituto Don Milani di Rovereto.
L'iniziativa, finanziata dalla Fondazione Helpida, ha coinvolto tre istituti scolastici di Rovereto – l’Istituto Don Milani, il Liceo Filzi e il Liceo delle Arti Depero – in collaborazione con la cooperativa sociale Impronte. Il progetto è stato coordinato dai referenti inclusione dei rispettivi istituti Silvia Di Stasio, Andrea Rossini, Marco Forte e dal direttore di Impronte Filippo Simeoni con la collaborazione di Valentina Gobbi.

Attraverso un’esperienza strutturata secondo il modello della “simulimpresa”, i ragazzi hanno lavorato insieme spostandosi nei diversi istituti coinvolti, sperimentando tutte le fasi di un vero processo produttivo: dall’ideazione alla progettazione, fino alla realizzazione concreta di un prodotto scelto e creato da loro stessi. Il lavoro si è concretizzato nella produzione di borse personalizzate con grafiche originali ideate dagli studenti e realizzate attraverso la tecnica della serigrafia.
All’evento conclusivo hanno partecipato gli studenti coinvolti insieme alle loro classi, le dirigenti scolastiche degli istituti aderenti alla rete Maria Teresa Dosso, Norma Borgogno e Daniela Simoncelli, i docenti, i referenti di progetto e il personale educativo che ha seguito il percorso. Presenti anche le rappresentanti del Comune di Rovereto Silvia Valduga e Arianna Miorandi, il presidente della Comunità della Vallagarina Alberto Scerbo e Alessia Di Florio in rappresentanza del Dipartimento provinciale istruzione.
Dopo i saluti istituzionali, Filippo Simeoni, direttore della cooperativa sociale Impronte, ha illustrato il significato educativo e sociale del progetto. È quindi intervenuto in collegamento da remoto Alessandro Raitsch, psicologo e psicoterapeuta dell’Università “La Sapienza” di Roma, che ha proposto una riflessione sui temi della disabilità e sui pregiudizi culturali ancora spesso associati a questo concetto.
Nel suo intervento ha sottolineato come le possibilità di partecipazione e di realizzazione personale dipendano in larga misura dalla relazione tra la persona e il contesto in cui vive. Sono infatti i fattori ambientali, culturali e sociali a trasformare un deficit in una condizione di disabilità, influenzando concretamente le opportunità di inclusione, partecipazione e lavoro.
Successivamente, i ragazzi e le ragazze protagonisti del progetto hanno presentato il percorso svolto, raccontando le diverse fasi di lavoro e i risultati raggiunti nel corso dell’esperienza.
A concludere l’incontro è stato Alberto Lenzi, segretario generale della Fondazione Helpida, che ha spiegato le motivazioni alla base del sostegno della Fondazione a un’iniziativa capace di promuovere inclusione, autonomia e valorizzazione delle potenzialità dei giovani coinvolti. L'evento è terminato con la consegna ai presenti delle borse realizzate dagli studenti, simbolo concreto del percorso condiviso e delle competenze maturate durante il progetto.












