"Obiettivo tutelare le coltivazioni agricole", via libera al piano di controllo di cornacchie e ghiandaie: "Una risposta concreta a un problema"
La Provincia di Trento ha varato il nuovo Piano di controllo che prevede la possibilità di cacciare mille cornacchie e cinquecento ghiandaie in un anno. L'assessore Roberto Failoni: "Interventi mirati per contenere i danni alle colture"

TRENTO. I fringuelli sono troppi (Qui articolo), i cormorani mettono a rischio la trota marmorata (Qui articolo) e il Trentino vara il nuovo piano per contenere la presenza dei corvidi, un'azione a tutela delle coltivazioni agricole, con il parere positivo di Ispra.
"L’obiettivo è affiancare il mondo agricolo con strumenti concreti, mantenendo al tempo stesso grande attenzione alla corretta gestione della fauna", dice l'assessore Roberto Failoni. "Parliamo di specie cacciabili già oggetto di gestione e di un Piano costruito con criteri di equilibrio e selettività, per intervenire in modo mirato dove si manifestano i danni”.
Il nuovo Piano di controllo di cornacchia nera, cornacchia grigia e ghiandaia copre il periodo 2026/2030 e, spiega piazza Dante, si pone in continuità con l’attività già portata avanti negli anni scorsi.
Il provvedimento riguarda specie cacciabili e si inserisce nel quadro degli strumenti di gestione faunistica previsti dalla normativa provinciale, con l’obiettivo di proteggere le colture più esposte all’azione di questi esemplari.
"Il Piano nasce dall’esigenza di dare una risposta concreta a un problema che, pur manifestandosi in modo non uniforme sul territorio, può avere conseguenze significative soprattutto per le aziende agricole di dimensioni più contenute e per le produzioni specializzate", aggiunge la Provincia. "In Trentino i danni provocati dai corvidi interessano soprattutto mais, piccoli frutti, ciliegi, produzioni orticole, ma anche melo e vite, con perdite che in media possono oscillare tra il 15% e il 30%, fino a casi localizzati di danno quasi totale. La normativa provinciale, inoltre, non prevede il risarcimento dei danni causati dall’avifauna, rendendo ancora più importante l’azione preventiva e di contenimento".
Il nuovo Piano, valido fino al 31 dicembre 2030 e rinnovabile alla scadenza, definisce tempi, modalità e limiti degli interventi. Le attività di controllo potranno essere effettuate dal primo marzo al 30 settembre, cioè nel periodo in cui si concentrano le fasi colturali più vulnerabili.
Il contingente massimo annuale resta fissato in mille cornacchie e cinquecento ghiandaie, sulla base di criteri già ritenuti sostenibili anche dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che ha espresso parere favorevole. Favorevole anche il parere dell’Osservatorio faunistico provinciale.












