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Trento
23 dicembre | 13:48

"Ci siamo mossi nel rispetto delle norme Ue e del parere di Ispra", Failoni risponde a Coppola sulla caccia in deroga ai fringuelli: "Non c'è danno erariale o infrazione"

Non c'è preoccupazione in piazza Dante rispetto a rischi di infrazione e danni erariali per gli amministratori, così come non si intende ritirare la delibera. L'assessore Roberto Failoni risponde a Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra): "Valutazioni sostenute da Ispra che nel proprio parere ha ritenuto che il contingente di fringuelli stabilito per l'Italia rispetti il principio delle 'piccole quantità', tali da non creare rischi significativi di impatto demografico a livello europeo"

TRENTO. "La Provincia si è mossa nel rispetto della normativa europea", questa la risposta dell'assessore Roberto Failoni a Lucia Coppola (Alleanza Verdi Sinistra) sul via libera della caccia in deroga al fringuello. "Valutazioni sostenute da Ispra che nel proprio parere ha ritenuto che il contingente di fringuelli stabilito per l'Italia rispetti il principio delle 'piccole quantità', cioè quelle tali da non creare rischi significativi di impatto demografico a livello europeo sulla base di considerazioni di carattere biologico e ecologico, nonché di contesto".

 

Si discute della decisione della Provincia di autorizzare l'abbattimento in deroga di uccelli selvatici. Una scelta che per le associazioni e per parte della politica rappresenta un gravissimo passo indietro nella tutela della biodiversità. Un via libera preso in sede di Conferenza Stato-Regioni, con delibera approvata a giugno, criticata duramente.

 

La decisione, per Coppola e Zanoni (quest'ultimo europarlamentare verde), è una "violazione palese" della Direttiva Uccelli. Per il 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato l’abbattimento in deroga di 581.302 fringuelli e 230.379 storni, suddivisi tra le Regioni italiane in base al numero di cacciatori.

 

Al Veneto, per esempio, sono stati assegnati 70.123 fringuelli e 29.842 storni, alla Lombardia 97.637 fringuelli e 41.552 storni, alla Toscana 119.847 fringuelli, al Lazio 83.792 fringuelli e 35.660 storni, all’Umbria 49.795 fringuelli e 21.192 storni, alle Marche 34.608 fringuelli e 14.728 storni, alla Liguria 25.984 fringuelli e 11.058 storni, all’Abruzzo 19.317 fringuelli e 8.221 storni, all’Emilia-Romagna 23.062 storni e infine alla Puglia 16.256 storni. Per quanto riguarda invece la Provincia di Trento si parla di 12.829 fringuelli.

 

La consigliera provinciale trentina negli scorsi mesi ha presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti. Si è partiti dalle motivazioni scientifiche che hanno portato la Giunta all'autorizzazione della caccia in deroga al fringuello, "nonostante - aggiunge Coppola - i vincoli della Direttiva Uccelli e le precedenti condanne dell'Italia da parte della Corte di Giustizia dell'Unione europea".

 

Le motivazioni scientifiche, giuridiche e ambientali per poter autorizzare la caccia in deroga del fringuello sono "individuate dalla stessa direttiva che ammette la possibilità di alcune deroghe a divieti". Tra queste quella prevista che "consente la cattura, la detenzione o gli altri impieghi misurati di determinati uccelli in piccole quantità. Sempre la direttiva individua le motivazioni e i criteri per l'applicazione della deroga. Le quantità assegnate sono state sottoposte alla valutazione di Ispra, che nel proprio parere le ha valutate contenute e sostenibili, tali da non creare rischi significativi di impatto demografico a livello europeo".

 

A quel punto l'Osservatorio faunistico provinciale, condividendo il parere di Ispra, ha espresso parere favorevole alla proposta di applicazione della deroga per la caccia al fringuello. "Inoltre è stato delineato un sistema di tracciamento e verifica dell'attività, fondamentale per garantire lo svolgimento della stessa in 'condizioni rigidamente controllate', come richiesto dall'Unione europea".

 

Non c'è preoccupazione in piazza Dante rispetto a rischi di infrazione e danni erariali per gli amministratori, così come non si intende ritirare la delibera. 

 

"La deliberazione della Giunta provinciale, così come i criteri per l'applicazione della deroga, sono rispettosi delle condizioni della direttiva". E i quantitativi complessivi sono stati stabiliti e suddivisi da Ispra. "Una volta ottenuto il proprio contingente, la Provincia ha declinato ogni aspetto della deroga all'interno dell'alveo normativo vigente", conclude Failoni. Le basi in sostanza sono le normative europee e il parere dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

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