"La scena finale è una mia idea”. Consigliere comunale rivendica il video di Vannacci che condanna a morte Schlein e Conte: ''La vera violenza sono loro''
Il consigliere comunale ed esponente di Futuro Nazionale a Trieste Ugo Rossi a fronte delle critiche ha affermato che la vera violenza è quella che gli sarebbe stata riservata dalle forze dell'ordine ai tempi del movimento No Green Pass

TRIESTE. “Mi autodenuncio pubblicamente. La scena finale con Draghi, Speranza e Lorenzin è una mia idea. Vedo tanta indignazione per un video satirico in cui la stupidità della sinistra non ha colto i messaggi subliminali, e ha visto violenza in un video dove non c’è traccia di essa. Perché loro sono violenza!”. E' questo l'incipit di un lungo post affidato ai social, con il quale il consigliere comunale di Trieste di Futuro Nazionale Ugo Rossi attribuisce a sé stesso il “merito” di aver ideato il controverso video creato con l'Ia e diventato virale, che raffigura gli esponenti dell'opposizione, come ad esempio Prodi, Conte e Schlein, legati e condannati a morte dal gesto del “pollice in giù” eseguito da un Vannacci in versione generale romano, affiancato da Meloni imperatrice ed altri membri del governo.
Ugo Rossi dal canto suo ha spesso rivendicato posizioni controverse anche in passato, quando durante la pandemia da Covid-19 era stato tra i più ferventi leader del movimento No Green Pass triestino, questione che gli ha procurato non poche grane con la giustizia, prima della sua elezione a consigliere comunale con Insieme Liberi e la sua recente adesione a Futuro Nazionale. Il video invece è stato condiviso sui profili di Vannacci ed è stato oggetto di forti polemiche a causa di un messaggio che è stato considerato violento (l'esecuzione capitale dei membri dell'opposizione sarebbe stata eseguita con falce e martello) e in generale inappropriato, e che invece il generale ha difeso definendolo semplicemente come un contenuto di “satira”, stessa posizione sulla quale si è attestato anche Rossi, che rimanda al mittente le critiche specificando come, a suo avviso, la violenza sia altrove.
“Violenza che io ho subito sulla mia pelle durante la dittatura sanitaria dei Governi Conte e Draghi – prosegue Rossi sulla sua pagina social -, quando mi hanno fatto arrestare coattamente durante una commissione nel pieno delle mie funzioni politiche perché senza greenpass. In quel caso nessuno ha invocato di bruciare Trieste, anzi in tanti hanno continuato a lottare per la libertà in maniera pacifica e affrontato a testa alta gli ingiusti processi della loro caccia ai novax! Questi sono gli ipocriti che tacciono sulla vera violenza di sinistra vista ieri a Bologna e non solo negli anni. Gli scontri a Bologna hanno dimostrato, ancora una volta, dov’è la vera violenza”.
Che sia stata realmente di Rossi l'idea alla base del bizzarro contenuto o meno, le sue parole sono finite al centro della bufera in queste ore, così come i riferimenti ai drammatici fatti di Bologna e il paragone con la morte di Abderrahim Fakir. Il discusso video invece è stato oggetto di aspre critiche giunte anche da alcuni vertici dell'amministrazione regionale, come nel caso di Pierpaolo Roberti, assessore regionale alla sicurezza, che ha attaccato il video pubblicamente attraverso i suoi canali dichiarando: “Pubblicare un video realizzato con l’intelligenza artificiale in cui si giustiziano gli avversari politici e chiamare, da sindaco, una piazza a raccolta il giorno dopo una tragica morte e le tensioni che ovviamente crea sono per motivi diversi due scelte irresponsabili. Entrambe, sembrano figlie della smania di ricercare consenso a tutti i costi”.


















