Manifesti per il “Si” al referendum di Lega e Fratelli d'Italia strappati o girati a "testa in giù": "Abbiamo fatto un esposto e la denuncia viene portata avanti"
Dal Carso al centro di Trieste e fino alla cittadina rivierasca di Muggia, diversi i manifesti strappati, ma la rete di telecamere potrebbe scovare i responsabili

TRIESTE. “Questa è l'ennesima sciocchezza compiuta da quelli che si professano come i difensori della costituzione". E' l'amaro commento del sindaco di Muggia nonché segretario provinciale della Lega Paolo Polidori in merito al recente episodio che ha interessato diversi Comuni della provincia di Trieste che ha visto i manifesti del “Sì” al prossimo referendum di Lega e Fratelli d'Italia strappati o perfino provocatoriamente rovesciati a testa in giù.
"Vorrei far notare a questi paladini improvvisati che loro vivono in una grande contraddizione, cioè difendere una costituzione che all'articolo 21 contempla la libertà di parola e d'espressione, cosa che loro non fanno”.
Una vera e propria ondata di vandalismo che ha imperversato dal Carso, con i manifesti strappati nella zona di Sgonico, fino al centro di Trieste e a Muggia, ma per la quale l'esponente leghista annuncia importanti ripercussioni.
“Abbiamo fatto un esposto e la denuncia viene portata avanti – dichiara Polidori –. C'è una fitta rete di telecamere in molte delle zone colpite che saranno utili ad individuare i responsabili del gesto. Ma poi, mi chiedo, è mai possibile che azioni di questo genere derivino sempre dalla parte opposta? Ci bruciano i gazebo e addirittura organizzano le contro-manifestazioni, che è quanto di più antidemocratico possa esserci e proviene da questi 'custodi' della democrazia”.












