Vince il No al referendum, Galateo (Fdi) pubblica la carta igienica ''Gioia'' per Schlein e Conte ed è polemica: ''Era solo una battuta, non ho offeso nessuno''
Durissimi i dem: "Ennesima pagliacciata. Che Kompatscher faccia qualcosa". ''Bersani chiede le dimissioni di Meloni, Bettio chiede le dimissioni mie – replica Galateo - strano concetto della democrazia''

BOLZANO. "Era una battuta, non ho insultato nessuno”.
Marco Galateo, vicepresidente della provincia autonoma di Bolzano e coordinatore provinciale di Fratelli D'Italia, finito nel mirino più o meno di tutti per una storia condivisa su Instagram, cerca di smorzare i toni.
Cioè, cerca di smorzare i toni visto che il precedente tentativo di smorzare i toni ha fatto arrabbiare metà della politica altoatesina.
Ma cos'è accaduto esattamente?
Dopo la vittoria del “No” al referendum sulla giustizia, Marco Galateo ha postato una fotografia nelle storia Instagram che lo ritrae in piedi con in mano un grande pacco di carta igienica marca “Gioia” accompagnata dalla scritta “Beh dai dopo tanti “mai una gioia” per la sinistra, abbiamo regalato una gioia a Schlein e Conte”.

“Lo sa che ha fatto arrabbiare tutti?”, chiede "il Dolomiti" al vicepresidente. “Ma io volevo solo fare una battuta e smorzare i toni. E comunque non ho offeso nessuno”, risponde il vicepresidente. Ironia dunque, secondo Galateo.
“Questo signore dovrebbe rappresentare le istituzioni – tuona invece Carlo Bettio, Segretario Provinciale Partito Democratico, che evidentemente l'ironia non l'ha vista - Eccolo invece esibirsi nell'ennesima pagliacciata con un post che non ha bisogno di commenti. Il Partito Democratico Alto Adige-Südtirol chiede le immediate dimissioni dell'Assessore Galateo e un intervento definitivo da parte del Presidente Arno Kompatscher. Non è più tollerabile un tale oltraggio alle istituzioni democratiche”.
“Bersani chiede le dimissioni di Meloni, Bettio chiede le dimissioni mie – replica Galateo - strano concetto della democrazia. Quando vengono insultate e minacciate di morte le figure istituzionali fanno finta di niente e ora chiedono dimissioni di continuo (per me sono state già chieste 8 volte). Nel frattempo abbiamo risolto la annosa questione Twenty/Aspiag/Tosolini che fu creata dal PD e che stava per costare ai contribuenti altoatesini mezzi miliardi di euro. Il PD è l’ultimo a poter dare lezioni di stile, ma in ogni caso io non ho offeso nessuno”, conclude poi il vicepresidente.












