Il Comune di Arco contro gli atleti israeliani ai mondiali giovanili, boicotterà le premiazioni: ''Lo sport deve essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani''
L'amministrazione pubblica si schiera con il movimento ''Climbers for Palestine'' che da sempre si batte per il popolo palestinese e contro la federazione israeliana che assimilando le falesie in Cisgiordania favorirebbe il processo di occupazione. Nel suo comunicato il Comune ricorda correttamente le decine di migliaia di morti civili palestinesi ma ''dimentica'' qualsiasi riferimento allo sterminio di civili israeliani del 7 ottobre 2023 data nefasta dalla quale poi si è generato tutto il male e il dolore di questi anni

ARCO. ''Proprio perché crediamo che lo sport debba essere portatore di pace, dialogo e rispetto dei diritti umani, desideriamo riaffermare la nostra solidarietà nei confronti del popolo palestinese e di tutte le vittime del conflitto, anche in considerazione della presenza della delegazione israeliana. Per questa ragione abbiamo deciso di non prendere parte alle cerimonie di premiazione. Lo facciamo nella consapevolezza che decine di migliaia di bambini e di giovani hanno perso la vita e che un'intera generazione sta pagando un prezzo umano inaccettabile”. Il Comune di Arco contro Israele in maniera netta e frontale.
Dal 18 al 25 luglio l’Arco Climbing Stadium ospiterà 759 giovani promesse provenienti da 68 nazioni per i mondiali di arrampicata giovanile. Otto giornate di gare tra lead, speed e boulder che si terranno proprio nella cittadina arcense. Un momento di ospitalità e fratellanza tra sportivi che però l'amministrazione comunale ha deciso di non condividere con i giovani atleti israeliani e le loro delegazioni. Una scelta che segue la campagna del movimento internazionale ''Climbers for Palestine'' che è nata per esprimere solidarietà agli sportivi e al popolo palestinese e che critica la Israel Climbers Association (Ilca) perché con il suo comportamento normalizzerebbe l'occupazione israeliana visto che molte falesie sono gestite, usate e valorizzate dalla stessa federazione israeliana si trovano in Cisgiordania.
Ma se ''Climbers for Palestine'' è un movimento evidentemente e legittimamente di parte da un'amministrazione pubblica qual è il Comune di Arco ci si sarebbe aspettati almeno un riferimento anche ai civili, ai bambini e ai giovani israeliani che in poche ore sono stati seviziati, massacrati e rapiti il 7 ottobre 2023 dalle truppe palestinesi di Hamas. Una data nefasta dalla quale poi si è generato tutto il male e il dolore che ben conosciamo. Ma tant'è. Il Comune di Arco ha scelto per tutta la sua comunità di lanciare questo messaggio ribandendo: ''Crediamo fermamente che lo sport debba essere uno spazio di pace, di dialogo e di rispetto reciproco. Proprio per questo non possiamo rimanere indifferenti davanti a quanto sta accadendo nei territori occupati della Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. La morte di oltre ventimila bambini e giovani ad opera dell'esercito israeliano non è accettabile. L'amministrazione ritiene che le gravi e sistematiche violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani documentate da organismi internazionali configurino un crimine contro l'umanità e sente il dovere morale e civile di affermarlo con chiarezza”.
Gli atleti israeliani, però, al momento ci saranno. La speranza è che possano partecipare senza subire intimidazioni e che, nonostante le prese di posizioni così nette anche di enti pubblici, tutto possa svolgersi in sicurezza in un clima di competizione sportiva quale dovrebbe essere quello dei prossimi giorni. Il Comune di Arco ha voluto chiarire che la loro presa di posizione non vuol colpire le atlete o gli atleti (anche se è evidente che colpisce proprio loro visto che in Israele del Comune di Arco difficilmente si sentirà parlare), né andare a sminuire il valore della manifestazione sportiva. ''Al contrario - chiudono - nasce dalla convinzione che lo sport possa e debba essere portatore di valori universali: dignità della persona, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e rifiuto di ogni forma di violenza''.


















