“Più acqua dai bacini trentini nel lago d'Idro a sostegno della Lombardia? La Provincia spieghi quali valutazioni hanno supportato l'accordo”
L'intervento della consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra Lucia Coppola: “Nel dibattito pubblico sono state espresse preoccupazioni sul fatto che il ricorso a prelievi straordinari possa accentuare la pressione sulle risorse idriche alpine, in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici, periodi di siccità sempre più frequenti e crescente vulnerabilità degli ecosistemi montani”

TRENTO. Più acqua dal Trentino verso la Lombardia attraverso il lago d'Idro: dopo la firma dell'accordo tra Provincia autonoma e Regione, da Alleanza Verdi e Sinistra arriva una richiesta di chiarimento a Piazza Dante. A firmarla è la consigliera provinciale Lucia Coppola, che ha presentato un'interrogazione sul tema dopo l'annuncio, da parte delle autorità lombarde, dell'intesa raggiunta per le stagioni irrigue 2026 e 2027 – e che prevede la possibilità di chiedere l'erogazione verso il lago di volumi aggiuntivi, fino a 10 milioni di metri cubi se disponibili negli invasi dell'Alto Chiese.
“Grazie a questa collaborazione tra enti e territori – aveva spiegato l'assessore lombardo Massimo Sertori – la società Hde, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del lago d'Idro, rende disponibili nel nostro lago 9 milioni di metri cubi d'acqua, consentendoci di avere un po' più di respiro anche sul bacino del Chiese”.
“Nel dibattito pubblico – interviene ora Coppola – sono state espresse preoccupazioni sul fatto che il ricorso a prelievi straordinari possa accentuare la pressione sulle risorse idriche alpine, in un contesto caratterizzato da cambiamenti climatici, periodi di siccità sempre più frequenti e crescente vulnerabilità degli ecosistemi montani. È stato inoltre osservato che il ripetersi di interventi emergenziali rischia di rinviare l'adozione di misure strutturali per migliorare l'efficienza dell'uso dell'acqua anche nei territori che ne fanno richiesta, favorendo il mantenimento di modelli irrigui ad elevato consumo idrico”.
Sulla base della situazione attuale, la consigliera chiede quindi alla provincia di Trento quali siano le valutazioni tecniche, ambientali e idrologiche che hanno supportato l'accordo con la Lombardia; quali effetti siano stati stimati sui bacini trentini, sugli ecosistemi e sulla disponibilità della risorsa idrica per il territorio provinciale e quali garanzie siano previste affinché eventuali rilasci straordinari non compromettano la gestione sostenibile delle risorse idriche del Trentino.
“Considerato che l'accordo comporta movimentazioni finanziarie tra i soggetti coinvolti per compensare i diversi interessi economici connessi ai rilasci idrici – continua Coppola – chiediamo anche se la Provincia ritenga opportuno introdurre un meccanismo che destini una quota di tali risorse a interventi di compensazione ecologica, affinché una parte dei benefici economici derivanti dall'accordo sia reinvestita nella tutela e nella riqualificazione degli ecosistemi acquatici e ripariali interessati”.
Da Avs si chiede inoltre se la Provincia non ritenga necessario promuovere, nei confronti dei territori beneficiari “interventi finalizzati alla riduzione dei consumi idrici, alla modernizzazione delle infrastrutture irrigue e all'adozione di sistemi di irrigazione più efficienti, così da limitare nel tempo il ricorso a richieste straordinarie di acqua proveniente dai bacini trentini” e se si intendano “rendere pubblici gli studi e la documentazione tecnica che hanno portato alla definizione dell'accordo”.












