''Le uniche bombe che ci piacciono sono queste'', Marco Rizzo e il suo video trash. Carli: ''Qui non si parla di pace è un atto di volgarità, di dominanza sulla donna''
Il video del coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare ha fatto discutere e lui si è difeso oggi: ''Il mio video, in cui ironicamente mostro le tette di una signora, paragonandole a dei preferibili ordigni, è stato redarguito dal mainstream da pensiero unico di una sinistra ipocrita (...). Meglio essere volgari per propagandare la pace che signorili nel parteggiare per i conflitti''. La presa di posizione del consigliere comunale di Trento di Campobase: ''Atteggiamento vergognoso che non ha posto in una società che si dice civile''

TRENTO. ''Le uniche bombe che ci piacciono sono queste''. Ha fatto indignare e non poco il video di Marco Rizzo coordinatore di Democrazia Sovrana e Popolare candidato alle ultime elezioni provinciali in Trentino dove non è andato troppo bene. Lui che indica i seni di una ragazza che ribatte orgogliosa: ''Le mie però sono vere''.
Sul video si è scatenata una vera bagarre politica ed è intervenuto anche il consigliere comunale di Trento Marcello Carli candidato alle prossime elezioni in quota Campobase (Democrazia Sovrana e Popolare è a sua volta in pista con la candidata sindaca Simonetta Gabrielli) che ha tuonato: ''Questa affermazione non è solo un atto di volgarità, ma un chiaro esempio di dominanza e possesso sulla donna. Non si tratta di un “modo di dire” o di una battuta fuori luogo, ma di una riflessione profonda su un comportamento che alimenta la cultura della violenza e del femminicidio. L’oggetto delle sue parole non è la pace, ma una misoginia pericolosa che va condannata fermamente. Mi auguro che in tanti si schierino contro questa mentalità e facciano sentire la propria voce. Questo atteggiamento è vergognoso e non ha posto in una società che si dice civile''.
Rizzo, dal canto suo ha replicato sui suoi social spiegando che in qualche modo l'avrebbe fatto apposta per far 'abboccare' i 'perbenisti'. ''Il mio video, in cui ironicamente mostro le tette di una signora, paragonandole a dei preferibili ordigni, è stato redarguito dal mainstream da pensiero unico di una sinistra ipocrita che unisce il proprio perbenismo alla totale indifferenza alle morti, schierandosi dalla parte dell’orrore della guerra. Questi soggetti - scrive Rizzo -che hanno frequentato la piazza per il riarmo dell’Europa e applaudono Benigni, sono gli stessi che accusavano Trump di aver trattato male il povero Zelensky, “assolto” dall’aver mandato al massacro il proprio popolo, ma innalzato a paladino di un bon-ton costruito ad arte dai malvagi ideatori della “guerra per la democrazia”, che milioni di vittime ha fatto nel mondo, dall’Ucraina alla Palestina, dall’Iraq alla Jugoslavia, dalla Libia all’Afghanistan, solo per parlare delle guerre più recenti''.
''Rispetto a tutto ciò - conclude - vi confesso che nutro una sottile vena di soddisfazione nell’aver fatto -fintamente- indignare, tanta gente che non merita il rispetto dei morti in guerra. Meglio essere volgari per propagandare la pace, squarciando il muro del mainstream, che signorili nel parteggiare per i conflitti''.
Rizzo, tra l'altro, negli ultimi tempi di uscite simili ne sta facendo parecchie. Poco tempo fa alla Zanzara è intervenuto così: "Avete visto con chi ha parlato Eva Henger? Con la Salis che non sa nemmeno leggere. Il livello è basso ma almeno una è bona e io ho guardato sempre prima le bone". Poi, ha raccontato che nel Pci, la questione era di grande importanza: "Tutta la gente del partito pensava alla gnocca, il mio comandante partigiano, Gianni Dolino - vicesindaco di Torino e tre volte brigata Garibaldi - sai cosa mi diceva? "Mi raccomando Marco, col partito e con l’altro partito", l’altro era la gnocca. Questo era un partigiano vero mica uno finto tipo quelli dell’Anpi".
E ancora: "Se arrivavo in ritardo mi diceva: "Ti ho aspettato per 5 minuti e non nei neanche una bella fi***". Oppure quando gli dissi di prendere un gelato e ordinai due coni, mi rispose: "Fermo! Due uomini che camminano e leccano il gelato? Signora, ci dia due coppette". Questi erano i partigiani veri - ha chiarito Rizzo - i maschi italiani. I ragazzi oggi li avete presente? Si stanno rovinando".












