Fattor mette nel mirino il vitalizio di Urzì: "630mila euro pagati dai cittadini". Il deputato ribatte: "Memoria selettiva dei dem: i suoi colleghi già ne beneficiano"
"In ogni caso non mi sono proprio mai preoccupato sinora del futuro e non so da dove vengano quelle cifre. Sono troppo impegnato sul presente, non penso alla pensione", ribadisce Urzì

BOLZANO. Tutti contro Alessandro Urzì.
Nulla di personale eh, ma il deputato di Fratelli D'Italia, storico volto della politica altoatesina e consigliere provinciale (e regionale) dal 1998 al 2002, finisce nel mirino a causa di un tema scottante: il vitalizio.
Secondo quanto riportato sul quotidiano “Domani”, infatti, Urzì, che da poco ha compiuto 60 anni, avrebbe incassato un’anticipazione del vitalizio, definita attualizzazione stimata in circa 600mila euro.
Dal punto di vista puramente tecnico, la legge regionale del Trentino Alto Adige prevede infatti la facoltà di richiedere la conversione del flusso dei futuri assegni mensili in un unico capitale corrisposto immediatamente.
Per sbloccare questa opzione, il regolamento impone il raggiungimento della soglia anagrafica dei 60 anni e un'anzianità di servizio minima pari a due legislature. Nel caso di Urzì, la liquidazione anticipata una tantum — stimata intorno ai 600mila euro — è legata a un percorso politico di ben cinque mandati.
Questo anticipo non esaurisce le coperture previdenziali: la struttura dell'istituto permette infatti di cumulare la liquidazione immediata con un successivo assegno mensile di reversibilità, quantificabile in circa 4.000 euro, che scatterà non appena si concluderà l'attuale esperienza in Parlamento.
Cifre in realtà troppo basse, quelle riportate sul quotidiano Domani, almeno secondo l'ex assessore comunale e ora consigliere comunale del Partito Democratico Stefano Fattor.
“L’onorevole Alessandro Urzì, eletto non a casa propria a Bolzano ma nel collegio “blindato” detto Veneto 2-P02 (area di Vicenza), da sempre a parole fustigatore dei privilegi della politica, ha maturato per la sua attività di consigliere provinciale una somma attualizzata di 630.000 euro e un assegno mensile di 4.700” dichiara Fattor correggendo al rialzo le cifre riportate dalla stampa.
“Ovviamente accade dopo essersi premurato di votare la norma per annullare la legge sui vitalizi ai consiglieri provinciali – prosegue Fattor - E ovviamente è un caso il fatto che per lui ormai si trattava di diritto acquisito. Ora dice: “non mi sono proprio mai preoccupato del futuro, troppo impegnato nel presente”. Ha ragione: al suo futuro ci penseranno i contribuenti finché campa”.
“Fattor ha una memoria selettiva – dichiara Alessandro Urzì raggiunto da “il Dolomiti" - da quando ha perso le elezioni ha perso anche la misura e in questo caso il bon ton di ricordare che del sistema (discutibile, ma che è legge) beneficiano già (al contrario mio) i suoi colleghi di partito”.
Parlando di se stesso, Urzì ribadisce il concetto: “Non mi sono proprio mai preoccupato sinora del futuro, sono troppo impegnato sul presente. Abbiamo appena portato a casa la riforma dello statuto di Autonomia, fare il pensionato non è nei miei programmi. Di conseguenza non mi interessa attualmente capire quale potrà essere una realistica proiezione al di là di ogni supposizione (ne ho sentite di ogni). Credo che solo alla maturazione del diritto sia possibile una determinazione del monte contributivo”.
“Vorrei aggiungere però che il sistema lo conosciamo con tutte le sue criticità e le numerose modifiche tese a ridurle. Se ne parla da 10 anni ormai. Sistema che, a suo tempo, era stato convertito in puramente contributivo quindi dovrei un giorno (credo lontano perché sono ancora in servizio) recuperare i contributi effettivamente versati. Ma nessuno mi ha mai comunicato cifre, importi. Nulla. E non so da dove vengano. Io in ogni caso lo ribadisco: non mi sono informato e non lo farò a breve. Continuo ad occuparmi di quello che sto facendo e che devo fare”.












