"Basta scuse sulla regolamentazione degli affitti turistici. La Provincia preferisce fare finta che il problema non esista"
La segreteria del Sunia, Manuela Faggioni: "Il Tar conferma le disposizioni restrittive introdotte a Firenze. In Trentino manca la volontà politica per arginare un fenomeno che mette in crisi le famiglie in cerca di una casa e danneggia il turismo"

TRENTO. "Ora basta scusa, si devono regolamentare gli affetti brevi". A intervenire Manuela Faggioni, segretaria del Sunia, dopo che il Tar della Toscana ha respinto oltre 20 ricorsi che si opponevano alla stretta varata dal Comune di Firenze. "E' un passo avanti importante e non si può restare immobili".
Una materia certamente complessa e anche il Trentino presenta un'elevata quota di appartamenti. Oltre mille a Pinzolo e oltre 2 mila nell'Alto Garda e Ledro, rispettivamente Comune e ambito che guidano la classifica degli affitti attivi. Numeri che hanno un peso sulla crescita del settore extralberghiero (Qui articolo).
"E’ passato oltre un anno e mezzo da quando l’assessore Failoni ha stoppato i disegni di legge in materia perché riteneva necessario prima avviare un monitoraggio del fenomeno sul nostro territorio", prosegue Faggioni. "Da allora non si è mosso più nulla, mentre molti Comuni hanno le mani legate anche sul ricorso alla leva fiscale per disincentivare una forma di speculazione che sta mettendo in ginocchio moltissime famiglie che non trovano una casa nei maggiori centri della nostra provincia, da Trento a Riva del Garda fino alle valli più turistiche. Un fenomeno che sta contribuendo anche a desertificare i nostri centri storici con danni al commercio di prossimità e al turismo stesso, con cui questa tipologia di alloggi ingaggia una vera e propria concorrenza sleale”.
Una diffusione di appartamenti e alloggi a uso turistico che è sotto la lente di ingrandimento perché rischia, in alcuni casi di snaturare i centri abitati, e di ripercuotersi sulla tenuta dei servizi, dai rifiuti all'acqua, che sono calcolati su valori e volumi diversi rispetto alla locazione residenziale. Un tema che è spinoso e sul quale si inserisce poi l'enorme carenza abitativa, che colpisce soprattutto giovani e famiglie, senza dimenticare lavoratori e lavoratrici in particolare quelli stagionali (Qui articolo).
"Non è un caso se, nella nostra offerta turistica, la percentuale di extralberghiero è in crescita come ha certificato l’Ispat. Non siamo contro nessuno. Siamo per avere delle regole che tutelino il diritto di tutti, sia quello alla casa sia il diritto a fare impresa. La Giunta preferisce, invece, fare finta che il problema non esista. Resto convinta che il turismo non vada demonizzato, contribuisce alla ricchezza del territorio, ma stante la situazione emergenziale è urgente intervenire, a tutela del diritto alla casa. Servono sicuramente interventi diversificati, ma non si può prescindere da quello sul piano fiscale”, conclude Faggioni.












