Mussolini cittadino onorario di Trento, il Patt: "Sì alla revoca un atto inevitabile. Chiamati e esprimerci oggi e non ci si poteva autoassolvere dicendo che tanto è morto"
Nel Consiglio comunale di martedì scorso il Patt, pur all'opposizione a palazzo Geremia e alleato del centrodestra in Provincia, non ha avuto alcun dubbio di votare con il centrosinistra e Onda per la rimozione della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini: "Un voto che rispecchia le nostre idee e la nostra visione"

TRENTO. "Il fascismo ha compresso le libertà con un sistema violento, i danni in Trentino e in Alto Adige sono stati enormi con le limitazioni nella cultura e nelle lingue", dice Simone Marchiori, assessore provinciale e segretario politico del Patt. "Inoltre ha colpito anche il sistema di autogoverno. La nostra posizione non poteva che essere evidente in questo caso e la nostra linea è stata chiara".
Una questione, quella della cittadinanza onoraria ancora assegnata a Mussolini, portata alla luce dal nostro quotidiano dopo un accesso agli atti (QUI L'ARTICOLO). A emergere nella documentazione una lista che si è subito dimostrata ingombrante e che ha portato in un primo momento il Partito Democratico a elaborare una mozione che successivamente è stata trasformata in una delibera di Giunta per rimuovere il titolo.
Si è arrivati alla votazione e il nome del dittatore è rimasto al suo posto. "E' stata consegnata a Mussolini la cittadinanza onoraria, il Consiglio comunale ha fatto la storia e le scuse cavillose per giustificare il non voto e l'astensione sono pessime". In sintesi il commento a il Dolomiti dello storico Francesco Filippi (Qui articolo) mentre il risultato è balzato a livello nazionale e internazionale (Qui articolo).
Un esito duramente commentato anche dall'Svp. "E' inconcepibile quanto accaduto a Trento - dice Julia Unterberger - con il consiglio comunale che non è stato in grado di raggiungere la maggioranza qualificata per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini. Ridicolo è poi il modo con cui Fratelli d’Italia ha giustificato la sua contrarietà alla proposta: un partito che si occupa del futuro e non delle cose del passato. E questo nelle terra di Alcide De Gasperi, in una città insignita della medaglia d’oro per la Resistenza. Chi ancora oggi non vuole prendere le distanze dal fascismo, da ciò che ha significato per i nostri territori, non sarà mai in grado di costruire un futuro degno di questo nome".
Il Patt, pur all'opposizione in Comune e alleato con il centrodestra in Provincia, non ha avuto alcun timore di votare con il centrosinistra (e con Onda) per revocare la cittadinanza a Mussolini.
"C'è già la riflessione storica e storiografica degli storici in questo caso, la contestualizzazione del 1924 e del periodo per la classe dirigente di allora sono un aspetto che non era oggetto di discussione: siamo stati infatti chiamati a esprimerci oggi", spiega Marchiori. "I valori del partito non sono in discussione: non ci sarebbe stata occasione di autoassolversi e non si poteva bollare la vicenda come ormai è morto e così via: il voto è anche un atto simbolico e politico".
Una decisione condivisa anche con l'esponente delle Stelle Alpine, in rappresentanza anche de La Civica e Lista Fugatti, Andrea Demarchi. "C'è stato un confronto ma è stato ovvio l'esito davanti alla domanda se mantenere o meno la cittadinanza a Mussolini".
Revoca che non c'è stata per il mancato appoggio di Generazione Trento ma anche di Fratelli d'Italia e Lega, quest'ultimi alleati di governo in Provincia. "Vogliamo evitare questo scontro ideologico e politico - aggiunge il segretario politico del Patt - tanto con la destra quanto con la sinistra".
Nessun seguito e nessun collegamento al caso di Clara Marchetto. "Il fascismo ha fatto disastri in Italia e nella nostra terra. Il voto ha rispecchiato le nostre idee e la nostra visione", conclude Marchiori.












