"Una vergogna non revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini", Ianeselli: "Il fascismo ha incarcerato De Gasperi, non si può stare con lo statista e insieme con il duce"
Non ci sono stati i voti sufficienti in Consiglio comunale per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Duro il sindaco di Trento, Franco Ianeselli: "Si tratta di uno sfregio alla nostra storia di città insignita della Medaglia d’oro per il contributo alla Resistenza. Potevamo chiudere la questione in pochi minuti e comunque le questioni ideali non sono mai una perdita di tempo, servono a chiarire quali sono i nostri valori di riferimento. C’è una parte della destra che non ha fatto i conti con il passato”

TRENTO. "Lo dico senza mezzi termini. E' una vergogna che Benito Mussolini rimanga cittadino onorario di Trento". A intervenire il sindaco Franco Ianeselli. "E' desolante che una parte del Consiglio comunale non abbia colto l’importanza simbolica della revoca della cittadinanza all’uomo che ha portato l’Italia sull’orlo dell’abisso”.
La città di Trento, infatti, non è riuscita a revocare la cittadinanza al dittatore. Non ci sono stati i numeri sufficienti. Il centrosinistra si è espresso in modo compatto, senza dubbi anche gli esponenti di Onda, di Prima Trento (Patt, La Civica e Prima Trento) e il Gruppo Misto. Tra i contrari e gli astenuti Fratelli d'Italia, Lega e Generazione Trento tra piroette e contorsionismo per "giustificare" la mancata presa di posizione (Qui articolo).
Il conto finale è di 28 voti favorevoli, 10 contrari e due astenuti. Non si è raggiunta la maggioranza dei quattro quinti richiesti dal regolamento per la revoca: la città di Trento si tiene Benito Mussolini cittadino onorario.
E' amaro il commento del primo cittadino. "Gli omicidi politici, da Matteotti ai fratelli Rosselli, il manganello, il confino e le purghe riservati agli oppositori, le leggi fascistissime che hanno soppresso ogni libertà, le leggi razziali, la sciagurata entrata in guerra accanto al Reich di Hitler, le atrocità e i massacri compiuti durante le guerre coloniali: pensavo che la lunga lista di nefandezze di cui si è macchiato Mussolini sarebbe bastata a liquidare la questione in pochi minuti. Non è stato così e questo è gravissimo perché si tratta di uno sfregio alla nostra storia. Ricordiamoci che il fascismo ha incarcerato Alcide De Gasperi, lo statista trentino che tutti a parole omaggiano in ogni occasione pubblica. Ma non si può stare con De Gasperi e insieme con Mussolini. Ricordiamoci che Trento è stata insignita della Medaglia d’oro per il suo contributo dato alla Resistenza, ricordiamoci il sacrificio di partigiani come Giannantonio Manci, Mario Pasi, Ancilla Marighetto e Clorinda Menguzzato”.
Una questione, quella della cittadinanza onoraria ancora assegnata a Mussolini, portata alla luce dal nostro quotidiano dopo un accesso agli atti (QUI L'ARTICOLO). A emergere nella documentazione una lista che si è subito dimostrata ingombrante e che ha portato in un primo momento il Partito Democratico a elaborare una mozione che successivamente è stata trasformata in una delibera di Giunta per rimuovere il titolo.
Sulle motivazioni espresse da chi ha votato contro o si è astenuto il sindaco è netto: “Ci è stato detto che votare per revocare la cittadinanza a Mussolini era una perdita di tempo. Obietto che, se c’era la volontà, la faccenda poteva essere risolta in pochi minuti. E ricordo che le questioni ideali non sono mai una perdita di tempo: servono anzi a chiarire quali sono i nostri valori di riferimento, aspetto tutt’altro che irrilevante nel contesto storico che stiamo vivendo. Anche evocare il pericolo di cadere nella cosiddetta cancel culture mi è sembrato pretestuoso: qui non si trattava infatti di abbattere una statua o di rimuovere un dipinto ma di revocare un’onorificenza a un uomo indegno, a un criminale, a un dittatore, a un mandante di molteplici omicidi. Ricordo tra l’altro che a sollevare la questione non è stata una parte politica, ma un organo di informazione (il Dolomiti) che, dopo una ricerca d’archivio, ha chiesto giustamente al Consiglio comunale di intervenire per rimediare a un errore del secolo scorso. Ma evidentemente c’è chi nel secolo scorso continua a vivere”.
Nel motivare le indicazioni di scelta Ilaria Goio per Fratelli d'Italia ha spiegato che la destra ha fatto i conti con il passato e si riconosce nella Costituzione per poi parlare di ideologia. Invece Devid Moranduzzo per la Lega si è professato antifascista e anticomunista, poi ha spostato l'attenzione su altri temi. A ogni modo resta il non voto per revocare la cittadinanza.
"Qualcuno in Aula ha dichiarato che la revoca della cittadinanza sarebbe stata ininfluente perché la destra italiana ha già fatto i conti con il passato", conclude Ianeselli. "Credo che questa affermazione non sia valida per tutta la destra. La verità è che ancora oggi c’è chi tiene i busti dell’aguzzino Mussolini in salotto. E non prova nessun fastidio pensando che il duce continuerà a essere un concittadino ad honorem dei trentini. E' un oltraggio alla nostra città”.














