Contenuto sponsorizzato
Trento
15 gennaio | 06:00

Cento anni dopo Benito Mussolini è ancora cittadino onorario di Trento. Nella "piccola" lista anche gerarchi fascisti e generali

A scorrere l'elenco dei cittadini onorari del capoluogo non si può che strabuzzare gli occhi: tra le pochissime cittadinanze onorarie del comune di Trento c'è anche quella concessa, nel 1924 (atto ASCTn, ACT4.17-270.1924), dunque due anni dopo la "Marcia su Roma" e nell'anno della vittoria alle contestatissime elezioni, a Benito Mussolini. Con lui anche un gerarca fascista del calibro di Angelo Turati, mentre venne respinta la richiesta per il "picchiatore" Achille Starace, fucilato il 29 aprile 1945 ed esposto a piazzale Loreto a fianco del Duce

TRENTO. Il 16 aprile 1976 il Presidente della Repubblica Giovanni Leone conferì alla città di Trento la Medaglia d'oro al valor militare. "Anche nel corso della prima guerra mondiale aveva dimostrato l'elevatezza dei sentimenti patriottici, testimoniandoli  con l'olocausto dei suoi figli migliori" si legge nella motivazione.

 

E poi: "Nuovamente strappato alla Madre Patria dalla prepotenza nazifascista, il popolo trentino, traendo luce da quelle gloriose radiazioni, si pose ancora una volt al baluardo d'italianità. Nonostante la barbara repressione operata dalle locali forze d’occupazione e dall’aviazione nemica, la gente trentina diede spontaneo supporto alla Resistenza nella città, nei sobborghi, sulle montagne, nelle fabbriche e perfino nei campi di concentramento, dove si organizzava la fuga e l’assistenza dei prigionieri di guerra. A prezzo d’altri gravi sacrifici i Trentini portarono così a felice compimento l’impegno, sempre vivo, di costante affermazione della loro unità con tutto il popolo italiano nella fede e nella lotta per la libertà.".

 

Trento e i trentini sono stati una grandissima espressione della Resistenza. E, allora, a scorrere l'elenco dei cittadini onorari del capoluogo non si può che strabuzzare gli occhi: tra le pochissime cittadinanze onorarie del comune di Trento c'è anche quella concessa, nel 1924 (atto ASCTn, ACT4.17-270.1924), dunque due anni dopo la "Marcia su Roma" e nell'anno della vittoria alle contestatissime elezioni, a Benito Mussolini.

 

Sì, il Duce è - a tutt'oggi - cittadino onorario del capoluogo. Nessuno ha mai, evidentemente, spulciato tale elenco (estremamente "risicato"), anche se nel 2021 la città di Trento aggiornò l'elenco, concedendo la cittadinanza onoraria - su proposta dell'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) - ai "Militi Ignoti di tutte le nazionalità".

 

Nell'anno in cui tantissimi comuni italiani, primo tra tutti Salò (Qui articolo), hanno deciso di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini (è accaduto anche Feltre: Qui articolo, ad Adro: Qui articolo e a Castegnato: Qui articolo, tanto per citarne alcuni), Trento non si è ancora attivata.

 

Anzi, probabilmente, nessuno ne era a conoscenza e, allora, da oltre un secolo, la concessione resiste.

 

Tra l'altro Mussolini a Trento visse per un anno ininterrottamente e vi tornò anche successivamente: il 6 febbraio 1909 si trasferì in città, venendo eletto segretario della Camera del Lavoro e qui diresse anche il suo primo quotidiano, L'avvenire del lavoratore. Si rese anche protagonista di uno scontro giornalistico con il direttore del periodico cattolico "Il Trentino" Alcide De Gasperi (sì, proprio il futuro presidente del consiglio, nonché uno dei "padri" dell'Europa), collaborando anche con il quotidiano Il Popolo, diretto da Cesare Battisti.

 

Venne poi arrestato, incarcerato a Rovereto, espulso dall'impero asburgico e fece ritorno a Forlì.

 

Proprio nel 1909 a Trento Mussolini avrebbe avuto un figlio da una giovane socialista, Fernanda Facchinelli, ma il bimbo non sarebbe che vissuto pochi mesi e di lui si è perso anche il nome. Nel 1915, invece, quello che poi sarebbe diventato il Duce ebbe un figlio da Ida Dalser, sposata regolarmente in chiesa, a cui diede il proprio cognome, riconoscendolo e a cui venne dato il nome di Benito Albino.

 

Mussolini allontanò poi la donna e il bambino, facendo successivamente rinchiudere in manicomio Ida Dalser, che morì nel 1937 a Venezia. Stessa tragica sorte toccò al figlio che cercò di mettersi in contatto con il padre, ma venne rinchiuso nell'istituto psichiatrico di Mombello di Limbiate, dove morì - in circostanze mai chiarite - nel 1942, a 26 anni. La sua morte è stata definita un "delitto di regime" e ufficialmente attribuita alle continue iniezioni di insulina, nella terapia "shock" che veniva utilizzata all'epoca per curare i problemi psichiatrici.

 

Le altre cittadinanze onorarie di Trento:

 

Il primo a cui venne conferita fu, nel 1923, Carlo Delcroix, medaglia d'Argento al Valor Militare, convinto interventista durante la Prima Guerra mondiale, che perse entrambe le braccia sulla Marmolada. Presidente dell'Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra, fu eletto parlamentare nel listone fascista nel 1924 e riconfermato nel 1929 e nel 1934, mentre nel 1939 divenne consigliere della Camera dei Fascisti delle Corporazioni. Contrario all'alleanza con la Germania, venne arrestato e, nel 1944 e nel 1945, dovette nascondersi, in quanto considerato traditore dai nazifascisti.
 

Nel 1925 tale onorificenza venne concessa al generale Vittorio Cavallini Bono (di cui si ha traccia di analogo provvedimento a Pilcante), mentre nel 1928 fu "premiato" Augusto Turati, all'epoca dei fatti Segretario del Partito Fascista (carica che ha ricoperto dal 1926 al 1930), successivamente direttore de La Stampa e oggetto di campagna denigratoria: venne radiato dal partito nel 1933, confinato a Rodi e, dopo un breve soggiorno in Etiopia, rientro in Italia nel 1938. Contrario all'ingresso nella Seconda Guerra mondiale e alla Repubblica di Salò, nel dopoguerra venne processato e condannato, ma amnistiato nel 1946.

 

Nel medesimo anno vennero insigniti anche i generali Luigi Amantea e Guglielmo Pecori Giraldi, con quest'ultimo che, nel maggio 1916, comandò la Prima Armata che operava sul fronte trentino. Resistette all'offensiva austriaca sugli Altopiani (la "Strafe - Expedition") e, per questo, restò alla guida della sua armata, entrando a Trento il 3 novembre 1918, venendo nominato governatore della città, ma anche di tutto il Trentino, l'Ampezzano e l'Alto Adige. Restò in carica sino al 31 luglio 1919.

 

Nel 1933 la proposta di concessione di cittadinanza onoraria venne avanzata per Achille Starace, noto "picchiatore" fascista, segretario del Pnf dal 1931 al 1939, fondatore del Fascio di Trento, protagonista di numerose violenze in Alto Adige. Starace venne riconosciuto dai partigiani a Milano il 29 aprile 1945, processato sommariamente e fucilato. Morì facendo il saluto romano e il suo corpo venne esposto a piazzale Loreto tra quelli di Mussolini e di Claretta Petacci. Ebbene, da quanto risulta, la cittadinanza a Starace non venne concessa: la proposta arrivò dal podestà, ma sembra venne rifiutata dal prefetto. Non vi sono certezze a riguardo, stante la mancanza di documentazione.

 

Nel 1945 della cittadinanza onoraria venne insignito il generale e medico americano Edgar Erskine Hume, che durante la Prima Guerra mondiale operò sul fronte italiano, entrando a Trento nel novembre 1918. Rimase in Europa e nel Secondo conflitto mondiale affiancò il generale - poi presidente americano - Eisenhower nella campagna di Sicilia. Sette anni più tardi (1952) il riconoscimento venne attribuito a Romolo Zorio, maggiore del Battaglione Alpini "Trento", che combatté anche in Albania.

 

E', invece, datata 1959 la concessione della cittadinanza onoraria all'unica donna presente nell'elenco, Luisa Gianferrari, laureatasi in scienze naturali ad Innsbruck, docente universitaria prima a Roma e poi a Milano, che frequentò i più importanti istituti di ricerca europei. Per trent'anni si dedicò allo studio dell'ereditarietà nell'uomo, introducendo in Italia lo studio della genetica umana e della genetica medica. Si deve a lei, nel 1942, l'istituzione del primo consultorio eugenico prematrimoniale. Sul primo esempio sorsero gli altri consultori in Italia, precedendo di un trentennio la legge del 1975 istitutiva dei consultori familiari di cui il consultorio eugenico è parte fondamentale.

 

Nel 1963 la cittadinanza onoraria venne concessa allo storico tedesco Hubert Jedin (a cui è stata intitolata anche una via della città), grande esperto del Concilio di Trento, di cui ne scrisse la storia (in quattro monumentale volumi), mantenendo poi un profondo legame con il territorio visto che qui trascorse periodi di vacanza, collaborando attivamente alle celebrazioni legate al Concilio. Quando ricevette la notizia reagì con grande gioia, firmandosi come "fiero Cittadino di Trento", nonostante considerasse l'onore immeritato, visto che la sua opera non era ancora completa (venne terminata 12 anni più tardi, nel 1975).

 

Nel 1966, con il medesimo documento, venne proposto di assegnare la cittadinanza onoraria al colonnello Varo Varanini, autore di numerose pubblicazioni militari negli anni '30 e ad Annibale Bergonzoli, generale dell'esercito italiano, che nella Prima Guerra mondiale partecipò alle battaglie sul Piave e, in epoca fascista, venne inviato in Spagna per combattere a fianco di Franco e poi in Africa, dove venne fatto prigioniero, rifiutando (dopo l'armistizio del 1943) qualsiasi collaborazione con gli Alleati.

 

Le due cittadinanze onorarie probabilmente non vennero mai assegnate, visto sono state protocollate le relative domande, ma nell'archivio non esistono i fascicoli relativi alla concessione.

 

Stesso discorso vale per Arnaldo Collo (o Collì, non vi sono certezze sul cognome) e Guglielmo Pelosi, per i quali venne sì proposta la concessione della cittadinanza onoraria nel 1969, senza però che l'iter giungesse a compimento, visto che non esiste alcuna documentazione a riguardo negli archivi comunali.

Da ricordare che, durante il 2024, il comune di Mori revocò la cittadinanza a Mussolini, esattamente a 100 anni dalla concessione da parte dell'allora commissario prefettizio Giuseppe Cavatorta. Tutti e 16 i consiglieri votarono a favore della mozione.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Sport
| 03 maggio | 18:11
Dire che la finale del Masters 1.000 di Madrid è andata a finire come "da copione" non è del tutto vero. Certo, il fuoriclasse di Sesto era il [...]
Cronaca
| 03 maggio | 17:40
Il giovane era stato trasportato in condizioni disperate all'ospedale civile di Brescia, dove è purtroppo deceduto oggi, a 20 ore di distanza dal [...]
Cronaca
| 03 maggio | 17:18
L'iniziativa di Christian Plotegher e della sua associazione, "Le Forbici a Cuore", per un nuovo corso di formazione specifico dedicato agli [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato