A Pergine Mussolini non è più cittadino onorario, il centrodestra fa meglio del centrosinistra a Trento. Il sindaco: "Nessun trionfalismo, domani è un altro giorno"
Il Comune di Pergine Valsugana, guidato dal centrodestra, revoca la cittadinanza onoraria a Mussolini. Il sindaco Marco Morelli: "Sono profondamente e convintamente anti-fascista". Più avanti si discuterà della mozione per assegnare l'onorificenza a Dalser. L'ex sindaco (per tre mandati) Roberto Oss Emer pronto a formalizzare le dimissioni dal Consiglio comunale

PERGINE VALSUGANA. Il duce non è più cittadino onorario di Pergine Valsugana. Se il centrosinistra a Trento è naufragato e ha umiliato la città (Qui articolo), un governo di centrodestra revoca ufficialmente la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Non c'è l'unanimità come a Riva del Garda (Qui articolo) ma il Consiglio comunale di perginese ha votato con larghissima maggioranza per il "Sì" a togliere l'onorificenza.
"Sono contento dell'esito del voto", le parole a il Dolomiti di Marco Morelli, sindaco di Pergine Valsugana. "Sono profondamente e convintamente anti-fascista, come ho più volte dichiarato non avrei avuto problemi a votare per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini e così ho fatto. Si sarebbe potuto fare prima, senza aspettare tutti questi anni ma va bene così".
La votazione (segreta) è chiara: 17 "Sì" e 4 "No" per il documento firmato da Giuseppe Facchini (Alleanza Verdi Sinistra), Alberto Frisanco (Campobase) e Mirko Casagrande Zampedri (Partito Democratico). Qualcuno si è discostato ma la coalizione guidata da Morelli e composta da Fratelli d'Italia, Lega, Patt, Linea civica, Fare comunità lista indipendente, Prospettiva Futura e Patto per Pergine non scivola e approva la delibera.
Una seduta consiliare che arriva dopo la direzione tracciata in Regione (Qui articolo) ma resta comunque significativo che il centrodestra sia espresso per la revoca. "Un risultato importante", aggiunge Morelli. "Ma nessun trionfalismo perché domani è un altro giorno e continua l'attività dell'amministrazione comunale".
Un'onorificenza che si è inserita, per certi versi, nella propaganda e nelle azioni di legittimazione del fascismo e di Mussolini, capo del governo da circa 2 anni. Con decreto reale del 21 ottobre 1923 il Consiglio comunale di Pergine venne sciolto e venne destituito il sindaco Eduino Maoro per nominare Leopoldo Lioy a commissario straordinario per l’amministrazione provvisoria del Comune, in attesa delle nuove elezioni del 20 marzo 1924 che videro eletto sindaco Luciano Chimelli.
Si arriva così all'assegnazione della cittadinanza onoraria il 24 maggio 1924 e il provvedimento è riportato nel “Registro Deliberazioni del Consiglio Comunale dal 19 luglio 1923 al 10 maggio 1926". Approvazione a voto unanime. Il sindaco Chimelli restò in carica fino al 1936 per poi passare la mano al podestà Guido Tomasini fino al 1943, mentre a guidare il Comune fino alla fine della guerra fu Giulio Rizzi. Un capitolo che si chiude quindi nel 2026 con la revoca del riconoscimento.
La vita privata del duce si è intrecciata con Pergine. Nel 1926 venne internata nell'ospedale psichiatrico Ida Dalser, la quale si dichiarava la prima moglie del duce e madre di Benito Albino, figlio riconosciuto da Mussolini. Un "soggiorno" durato fino al 1935: dopo una fuga è stata portata a Venezia e lì è deceduta nel 1937.
La mozione presentata da parte delle minoranze - Civica Oss Emer e la Civica per Pergine - per conferire la cittadinanza onoraria a Dalser verrà trattata un'altra volta (Qui articolo). "E' una mozione e c'è più burocrazia, bisogna aspettare i tempi tecnici", conclude Morelli.
Intanto l'ex sindaco per tre mandati e attuale consigliere di minoranza, Roberto Oss Emer, è pronto a formalizzare le dimissioni dal Consiglio comunale.
Al suo posto entrerà in Aula Franco Demozzi, primo dei non eletti del suo gruppo e già assessore delle precedenti Giunte di Oss Emer.
Una scelta, quella di Oss Emer, dettata da ragioni di etica professionale e nuovi impegni istituzionali. La sua azienda si è aggiudicata un appalto comunale e l'ex primo cittadino intende correre per la presidenza di Ance Trento, l'associazione trentina dell'edilizia.












