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Trento
21 marzo | 20:40

"Cittadinanza onoraria a Mussolini, scelta ingiustificabile e irresponsabile. In Germania danno d'immagine pesantissimo, rischia di risentirne anche il turismo"

L'assessore comunale al turismo di Trento, Alberto Pedrotti, è preoccupato dopo la decisione di non revocare la cittadinanza a Mussolini: decisivi sono stati i voti - contrari e astenuti - del centro destra e di Generazione Trento. "Vedere alcuni tra i più prestigiosi giornali tedeschi che parlano di "grande amarezza e profonda delusione" è sconsolante. Quello della Germania è un mercato fondamentale per la città e, da martedì, siamo visti come una città simbolo della Resistenza a cui va bene che il Duce criminale sia ancora cittadino onorario"

TRENTO. L'onda lunga, lunghissima, di quanto accaduto a Palazzo Thun martedì 17 marzo, quando l'Aula ha detto "no" alla revoca della cittadinanza a Benito Mussolini (Qui articolo), è arrivata anche in Austria e Germania, dove alcuni quotidiani, tra cui il prestigioso Frankfurter Allegemeine Zeitung (Faz), uno dei più autorevoli giornali tedeschi, e der Standard hanno ripreso la notizia.

 

E non con un "trafiletto", un "pezzo di maniera" o un estratto d'agenzia, ma dando ampio risalto alla vicenda (Qui articolo), che ha provocato tante, tantissime reazioni indignate in città.

 

Il Faz, a corredo dell'articolo, ha pubblicato ha foto del Duce assieme ad Adolf Hitler durante una visita istituzionale, sottolineando "grande amarezza e profonda delusione: il consiglio comunale di Trento respinge la revoca dell'onorificenza conferita a Mussolini nel 1924".

 

"La premessa, che a questo punto mi sembra doverosa, visto quanto hanno espresso in Aula ben 12 consiglieri su 40 - esordisce Pedrotti - è che non esiste alcune motivazione valida, né tecnica né morale per non revocare la cittadinanza ad un dittatore criminale che, tra l'altro, aspetto questo meritevole di essere sottolineato, con Trento ha avuto legami particolari e, dunque, tale riconoscimento assume un significato ancora maggiore, visto che nella nostra città ha lavorato, dirigendo un giornale e poi tutti sappiamo della triste e orrenda vicenda che riguarda la povera Ida Dalser, la cui morte è stata definita "un delitto di regime". Detto questo è innegabile che quanto accaduto l'altra sera abbia provocato un enorme danno a livello d'immagine e onorabilità di Trento. Votare contro la revoca non è stato solamente scandaloso da un punto di vista morale, ma un atto di totale irresponsabilità".

 

Ecco: il mercato tedesco è estremamente importante ("no, non siamo riduttivi: è fondamentale, vitale per la nostra economia" precisa Pedrotti) per Trento e il Trentino e un "colpo" così duro potrebbe avere ripercussioni.

 

Sì, perché in Germania la sensibilità riguardo l'argomento è molto più marcata, tanto per utilizzare un eufemismo.

 

"A chi dice che si tratta di un semplice atto amministrativo e non ha alcun "peso" - prosegue l'assessore comunale al turismo - suggerisco di fare una breve ricerca in rete e vedere come i media hanno trattato i casi di città tedesche che non hanno revocato la cittadinanza onoraria ad Hitler. Sono state, passatemi l'espressione forte, semplicemente "massacrate", con enormi ripercussioni a livello d'immagine. E vedere alcuni tra i più prestigiosi giornali tedeschi che parlano di "grande amarezza e profonda delusione" riguardo al nostro caso è sconsolante e preoccupante. Ricordiamoci che quello della Germania è un mercato fondamentale per la città e la provincia e, da martedì, all'esterno dei confini comunali, al di là dei puerili tentativi di spiegazione da parte di chi si è opposto a quello che era un atto politico e una dimostrazione di valori, siamo visti come una città simbolo della Resistenza a cui va bene che il Duce criminale sia ancora cittadino onorario. Ecco perché parlo d'irresponsabilità: chi siede nell'Aula dovrebbe pensare anche alle conseguenze che un simile atto provoca per una città turistica".

Inutili allarmismi oppure quanto accaduto potrebbe avere serie ripercussioni?

 

"A chi dice che ci preoccupiamo inutilmente - conclude - voglio raccontare un episodio accaduto qualche mese fa. Durante una visita istituzionale da parte del vice sindaco di una città austriaca, quando gli abbiamo fatto visitare la sala del Consiglio, all'interno della quale è presente un'opera che raffigura - in modalità "vedo, non vedo", anche il viso di Mussolini. E' rimasto sbalordito, quasi sgomento. Gli abbiamo spiegato la genesi dell'opera, ma la prima reazione è stata d'inorridimento totale. Ecco, in Austria e Germania con questi argomenti non si "scherza". Anche in Italia e a Trento dovrebbe essere così: intanto abbiamo fatto una pessima figura. Non solamente i 12 che hanno votato contro, ma purtroppo tutta la città che oggi è indignata".

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