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Trento
03 luglio | 15:55

Guerra ai cinghiali, in Trentino si potrà usare anche l'arco: al via la sperimentazione a partire dal 2027

Tra le novità introdotte quest'oggi anche il "controllo mirato": si prevede la possibilità, da parte del Corpo Forestale del Trentino, di organizzare delle attività di controllo avvalendosi dei cacciatori in possesso dell’abilitazione al controllo del cinghiale

di Redazione

TRENTO. Per fermare l'invasione dei cinghiali, la Provincia rispolvera l'arco. L'obiettivo è quello di controllarne la diffusione di questi animali e anche di contenere i danni alle coltivazioni agricole
 

Il provvedimento è stato proposto dall’assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni e la la sperimentazione inizierà dal 2027. “Si tratta – evidenzia l’assessore Failoni – dell’introduzione di rilevanti modalità operative per le attività di contenimento della specie. In particolare è stata prevista la possibilità di utilizzare l’arco ed è stata introdotta la modalità del controllo mirato. La disciplina del controllo del cinghiale è stata aggiornata periodicamente negli anni per renderla sempre più efficace. Il provvedimento odierno va ancora in questa direzione, tenendo conto anche della preoccupazione per la peste suina africana che si sta diffondendo in Europa e per i suoi effetti di natura economica per il settore dell’allevamento dei suini”.

 

L’arco, viene spiegato dalla Pat, può rappresentare uno strumento alternativo laddove l’utilizzo di un’arma da fuoco può risultare inopportuno per via del disturbo che può arrecare ad altre specie anche in stagioni particolari come quella riproduttiva. L’acquisizione dell’abilitazione al controllo del cinghiale con l’arco è subordinata al preventivo possesso della qualifica di controllore del cinghiale.

 

E’ stata introdotta inoltre una nuova modalità chiamata “controllo mirato”. Si prevede la possibilità, da parte del Corpo Forestale del Trentino, di organizzare delle attività di controllo avvalendosi dei cacciatori in possesso dell’abilitazione al controllo del cinghiale. Il coordinamento in questo caso, è in capo direttamente al personale del Corpo Forestale del Trentino.

 

E’ una possibilità applicabile a tutto il territorio ma è volta principalmente ad ampliare la platea delle persone coinvolte nell'attività di controllo in aree “a densità zero”, in deroga agli orari e ai periodi di caccia. In questo modo si possono avere a disposizione maggiori risorse impegnate nel controllo del cinghiale finalizzato alla sua eradicazione ed al suo deciso contenimento, mantenendo valida la suddivisione tra area di contenimento, dove l'organizzazione delle attività di controllo è in capo all’Ente gestore, e area a densità zero dove l’organizzazione del controllo spetta esclusivamente al Corpo Forestale del Trentino.

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