I droni e le termocamere dei cacciatori per salvare i piccoli di capriolo prima dello sfalcio: l'iniziativa
Dopo alcuni anni di sperimentazione, in particolare nelle Giudicarie, l'associazione cacciatori trentini avvia un percorso strutturato per il salvataggio dei piccoli di capriolo e di cervo prima dello sfalcio meccanico dei prati

TRENTO. Droni e termocamere utilizzate per salvare i piccoli di capriolo e di cervo prima dello sfalcio meccanico dei prati: in Trentino l'iniziativa promossa dall'associazione cacciatori – in collaborazione con la Coldiretti Trento e la federazione allevatori.
A dare notizia della cosa sono gli stessi cacciatori trentini, che sottolineano come dopo alcuni anni di sperimentazione, in particolare nelle Giudicarie, quest'anno abbia preso il via un percorso strutturato “con l'obiettivo di coniugare le esigenze del mondo agricolo con la tutela della fauna selvatica”.
“Abbiamo già provveduto – spiega Matteo Rensi, presidente dell'associazione cacciatori trentini – ad abilitare 20 guardiacaccia e ad acquistare 5 droni, per una cifra complessiva che si aggira intorno ai 40mila euro. Credo possa essere un primo passo importante per ampliare sempre di più l'impiego di questi apparecchi, possibilmente avviando ulteriori collaborazioni con l'amministrazione provinciale o con altri enti sensibili all'iniziativa”.
Il periodo delle nascite dei piccoli di capriolo e cervo, infatti, coincide proprio con l'inizio delle operazioni di taglio dell'erba nei campi: “I piccoli – continuano i cacciatori – nascono solitamente tra metà maggio e metà giugno e, nelle prime settimane di vita, rimangono nascosti nell'erba alta, immobili e perfettamente mimetizzati”.
“Il problema – dice Rensi – è che i caprioli, soprattutto nei primi giorni di vita, non hanno una spiccata tendenza alla fuga. La loro strategia di difesa si basa sul mimetismo e sull'immobilismo. Dopo la nascita, la femmina lascia spesso i piccoli soli e nascosti nell'erba alta, tornando regolarmente per allattarli. Questa straordinaria capacità di confondersi con l'ambiente, però,. Può trasformarsi in un grave rischio durante le operazioni di sfalcio”.
Grazie ai droni dotati di termocamera, spiegano ancora dall'associazione cacciatori, è possibile individuare dall'alto la presenza dei piccoli nascosti nei prati prima del passaggio dei mezzi agricoli. I controlli vengono effettuati preferibilmente nelle prime ore del mattino, quando il rilevamento termico risulta più efficace.
L'accorso tra cacciatori, Coldiretti e allevatori prevede in pratica che gli agricoltori segnalino per tempo le date previste per lo sfalcio, così da permettere l'organizzazione degli interventi di controllo con drone prima dell'inizio dei lavori nei campi. “Accogliamo e sosteniamo questa iniziativa con grandissima soddisfazione e profondo senso di responsabilità – dice Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige – la collaborazione tra il mondo agricolo e i cacciatori dimostra che è possibile unire l'efficienza del lavoro nei campi alla tutela della biodiversità. Questo progetto non solo protegge i piccoli degli animali, ma valorizza il ruolo degli agricoltori come custodi attenti del territorio e delle sue creature”.
“Partecipiamo a questo percorso con grande convinzione – sottolinea Giacomo Broch, presidente della federazione allevatori del Trentino – per chi vive di allevamento e cura i pascoli montani, il rispetto per la natura e per gli animali è un valore fondante. Questa sinergia tecnologica ci permette di operare in sicurezza, eliminando il rischio di incidenti dolorosi durante lo sfalcio e riaffermando il legame indissolubile tra l'attività dell'uomo e l'equilibrio della natura”.












