"Nuova funivia e pista da sci, il comitato ambientale ha respinto il progetto ma la giunta provinciale se ne infischia: decisioni imposte a spese della comunità"
L'accusa dei Verdi di Bolzano: "Se i pareri del comitato ambientale vengono aggirati in modo così assurdo, ci si chiede perché la giunta provinciale non lo abolisca direttamente. Sarebbe almeno onesto"

BOLZANO. "Se i pareri del comitato ambientale vengono aggirati in modo così assurdo, ci si chiede perché la giunta provinciale non lo abolisca direttamente. Sarebbe almeno onesto".
Arriva sul tema della politica ambientale l'ultimo duro attacco dei Verdi di Bolzano alla giunta provinciale: l'esempio più recente della cattiva gestione dell'amministrazione, secondo i consiglieri provinciali Verdi Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler, è rappresentato dalla nuova funivia e pista da sci de Brunico a Plan de Corones.
"Il Comitato ambientale - spiegano - ha respinto il primo progetto, ma la giunta provinciale lo ha comunque parzialmente approvato. Ora i gestori hanno presentato una variante con un ulteriore collegamento sciistico: il parere del comitato è stato negativo, ma la giunta provinciale lo ha nuovamente ignorato, approvando la variante. L’assessore Peter Brunner ha dichiarato che il direttore di ripartizione competente, un funzionario a lui direttamente subordinato, ha riesaminato il progetto".
Plan de Corones peraltro non è un caso isolato. "Le decisioni della giunta provinciale seguono uno schema che sta portando l’Alto Adige fuori da un equilibrio sostenibile", afferma Rohrer. "Non si tratta di salvare ogni singolo albero, ma ormai sembra non esserci più alcun limite. Le critiche oggettive vengono ignorate e le decisioni vengono imposte, a spese dell’ambiente e della popolazione", dichiarano i tre consiglieri dei Verdi.
Questo schema si manifesta anche nella legislazione. L’anno scorso la giunta provinciale ha abbreviato i termini per le autorizzazioni paesaggistiche a tal punto che ora gli uffici provinciali secondo i Verdi non avrebbero più tempo sufficiente per esaminare approfonditamente i progetti complessi. "Scaduto il termine - scrivono -, decide il Comune e la giunta provinciale può lavarsi le mani di fronte a grandi progetti discutibili. Allo stesso tempo, viene fatto un sopralluogo solo per una minima parte dei progetti con maggiore impatto ambientale.
"La giunta provinciale ha ormai perso ogni equilibrio. Agisce come se la natura e il paesaggio del nostro territorio fossero infinitamente sfruttabili", afferma Rohrer. "Eppure basta uno sguardo dalla finestra: l’Alto Adige deve ritrovare il proprio equilibrio, prima che sia troppo tardi".












