"Chi paga gli eventi in Trentino di Ranucci? Usati soldi pubblici?". Ambrosi: "E basta piagnistei: sempre lo stesso copione come se non fosse accaduto nulla"
Il giornalista e conduttore di Report è in Trentino per presentare il suo libro, le prime uscite pubbliche di Sigfrido Ranucci dopo gli sviluppi dell'inchiesta sull'attentato. La deputata di Fratelli d'Italia, Alessia Ambrosi: "Chi paga questi eventi? Quanti soldi pubblici, direttamente o indirettamente, sono finiti in queste iniziative?

TRENTO. "Basta piagnisteo. Francamente non guasterebbe un po’ di pudore". Così Alessia Ambrosi, deputata di Fratelli d'Italia sulla presenza di Sigfrido Ranucci in Trentino. Il giornalista e conduttore di Report è salito sul palco a Lavarone ma è anche atteso ospite nel Primiero. "Chi paga in Trentino il tour del martire amico di Maria Rosaria Boccia?".
Numeroso il pubblico al centro congressi di Lavarone per la presentazione del suo libro "Il ritorno della casta". Il conduttore di Report non ha nascosto l'amarezza per gli attacchi di questi mesi ma non ha voluto commentare gli sviluppi dell'inchiesta sull'attentato subito a ottobre e i rapporti di amicizia con Valter Lavitola.
Quella in Trentino è stata la prima uscita pubblica. "Proprio nei giorni in cui emergono fatti clamorosi sull’attentato che ha subito, cosa fa? Torna sul palco a raccontarsi come il giornalista perseguitato, vittima di un ‘attacco vergognoso alla libertà di stampa’. Ancora e come se nulla fosse accaduto. Come se non fosse vergognoso essersi anche solo indirettamente paragonato a Falcone e Borsellino o almeno inquietante essere un carissimo amico di Maria Rosaria Boccia".
Un doppio appuntamento sul territorio che porta inevitabilmente a reazioni, anche politiche. "Palchi, applausi, bagni di folla, prime pagine. E ancora il medesimo copione: Ranucci sotto assedio, Ranucci attaccato, Ranucci vittima. Basta piagnisteo. Lo dico con tutta la nettezza possibile perché per mesi chiunque abbia osato porre una domanda su Ranucci o su Report è stato troppo facilmente infilato nel grande racconto dell’attacco alla libertà di stampa".
La deputata ricorda che Fratelli d’Italia aveva chiesto alla magistratura di "fare chiarezza sui rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola. Ranucci liquidò quelle domande sostenendo che il nostro esposto fosse fondato su ‘presupposti del tutto errati’. Poi è arrivata la realtà: Lavitola è stato arrestato e ha ammesso di essere il mandante dell’attentato. E nell’ordinanza del gip viene delineata l’ipotesi che quell’attentato fosse stato commissionato per accrescere la popolarità di Ranucci e accelerare progetti politici immaginati dallo stesso Lavitola".
Indagini che sono ancora in corso. "Lo dico altrettanto chiaramente: Ranucci è considerato dagli inquirenti estraneo e inconsapevole rispetto a quel progetto e nessuno gli attribuisce responsabilità nell’organizzazione dell’attentato. Ma proprio perché questa è la verità giudiziaria di oggi, ce n’è anche un’altra, politica, che non può essere cancellata: lo scenario è stato sconvolto e le domande poste da Fratelli d’Italia non possono più essere liquidate come un’aggressione al giornalismo d’inchiesta. E allora trovo francamente incredibile che, invece di mostrare almeno un po’ di cautela davanti a quanto emerge, venga in Trentino e ricominci esattamente da dove aveva lasciato: lui vittima e gli altri persecutori. Chi ha costruito una carriera facendo le pulci agli altri dovrebbe avere l’umiltà di accettare che, quando emergono fatti enormi che lo riguardano, qualcuno faccia domande anche a lui. Si chiama contraddittorio. Quello che Report pretende dagli altri e che dovrebbe valere anche per Report".
Ma c'è un altro aspetto che l'esponente del partito di Giorgia Meloni vuole mettere sul tavolo. "Questi appuntamenti trentini chi li paga? L’incontro di Lavarone è inserito in una rassegna organizzata dal Comune e dalla Biblioteca comunale e sostenuta anche attraverso un contributo della Regione Trentino Alto Adige. A Primiero Ranucci è ospite di DolomitIncontri, organizzato dall’Azienda per il turismo e inserito in una manifestazione che coinvolge istituzioni del territorio".
E Ambrosi chiede se a Ranucci sia stato corrisposto un cachet.
"A quanto ammonta? Chi ha pagato? Quali spese di viaggio, soggiorno, organizzazione e promozione sono state sostenute? Soprattutto quanti soldi pubblici, direttamente o indirettamente, sono finiti in queste iniziative? Perché se anche un solo euro pubblico è stato utilizzato, i cittadini hanno diritto di saperlo. E sarebbe davvero paradossale se denaro pubblico fosse stato impiegato per offrire un palcoscenico dal quale Ranucci può tornare a raccontare il proprio assedio e l’attacco che subirebbe, senza che qualcuno gli rivolga anche le domande che impongono gli ultimi sviluppi giudiziari. Venga in Trentino quanto vuole Ranucci. Ma il Trentino non può diventare il teatro del suo vittimismo permanente", aggiunge Ambrosi. "E soprattutto non con i soldi dei trentini, se risulterà che sono stati utilizzati per ospitare i suoi appuntamenti". Per questo la deputata di Fratelli d'Italia intende presentare un’interrogazione per conoscere finanziamenti, contributi, compensi e costi sostenuti per queste iniziative.
"Dopo anni passati a chiedere trasparenza agli altri, immagino che Ranucci non avrà nulla da obiettare. Basta con il martirologio. Adesso servono domande, risposte e trasparenza. Anche per lui", conclude Ambrosi.


















