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Trento
28 marzo | 20:01

Dal pestaggio della poliziotta trans ai fatti di Salò, Maestri: "La Provincia quanti finanziamenti eroga al Trento calcio? Perché Giacca non prende le distanze dagli ultras?"

L'intervento di Lucia Maestri (Partito Democratico): "Ignavia, ipocrisia e, talora, anche connivenza caratterizzano l’atteggiamento di non poche società calcistiche che ben conoscono nomi e volti degli ultras e tollerano ogni comportamento, come testimonia anche il caso gialloblù quando il presidente delle società invita i capi delle tifoserie nella sua azienda per un colloquio amichevole e pacificatore, ottenendo come risultato i fatti di Salò"

TRENTO. La Provincia ha erogato finanziamenti pubblici al Trento calcio? Quante risorse sono state assegnate dal 2014 a oggi? Quali provvedimenti ha adottato o intende prendere per fronteggiare il clima violento che certa tifoseria impone allo sport locale? E se piazza Dante ritiene di dover invitare la società a intraprendere azioni di contrasto alla violenza più immediate e incisive? Queste alcune domande di Lucia Maestri, la consigliera provinciale del Partito Democratico porta tra i banchi dell'Aula gli ultimi episodi che hanno avuto come protagonisti gli ultras gialloblù.

 

Le curve sono ormai quasi tutte politicizzate e guardano a destra.

 

"Curve italiane ormai feudo dell'estrema destra. E le società sanno nomi e cognomi ma non fanno nulla". Così a il Dolomiti Paolo Berizzi, giornalista e inviato del quotidiano La Repubblica, è un profondo conoscitore del mondo dell'estrema destra, che ha "studiato", pubblicando inchieste e libri e trattando approfonditamente anche il tema della commistione tra le curve calcistiche e i movimenti neofascisti e neonazisti (Qui articolo).

 

Non fa accezione il settore dello stadio "Briamasco" intitolato a Gunther Mair. Non mancano i "rimandi" nostalgici di una parte degli ultras, la tifoseria del calcio Trento si è resa protagonista di una serie di episodi, alcuni particolarmente gravi (Qui il riassunto). E, allora, urge una riflessione anche a livello locale perché la situazione, anche a Trento, può essere definita preoccupante.

 

Noto giornalista che da anni indaga l'estrema destra italiana, Berizzi vive sotto scorta. In alcuni suoi lavori di ricerca, egli affronta il vasto mondo delle tifoserie sportive, e soprattutto calcistiche, portando in superficie situazioni inquietanti. 

Nell’ottobre 2013 allo stadio Dall’Ara di Bologna, i tifosi ultras della squadra di calcio dell’Hellas Verona intonano cori razzisti, durante il minuto di silenzio per le vittime del naufragio di Lampedusa. Quattro anni dopo, la stessa tifoseria organizza una giornata di autocelebrazioni, inneggiando a Hitler e cantano: "Siamo una squadra fantastica/fatta a forma di svastica...".

 

Nel marzo 2024, i tifosi della squadra Lazio, in trasferta a Monaco di Baviera, intonano canti fascisti e scandiscono il grido "duce, duce" nei locali della birreria del “Putsch” hitleriano del 1923. "Gli esempi - prosegue Maestri - potrebbero continuare purtroppo, a testimonianza di quanto certe tifoserie sono ormai territorio dell’odio e della violenza dell’estrema destra che fa riferimento a raggruppamenti come Forza Nuova, Casa Pound, Lealtà Azione, Do.Ra. e Veneto Fronte Skinheads".

In questo preoccupante scenario sembra "rientrare adesso anche una frangia della tifoseria del Calcio Trento, che si ispira all’ideologia nostalgica del fascismo e dello squadrismo e che si ritrova sotto il nome di Nuova Guardia, collegata al movimento estremista di Casa Pound", continua Maestri. "Questa realtà pare essersi resa protagonista di diversi atti di violenza a partire dai danni alla recinzione della tribuna degli ospiti allo stadio Briamasco nel novembre scorso che ha causato una multa di 1.000 euro ai danni della società, per poi proseguire a febbraio con lanci di fumogeni allo stadio e cori razzisti multati con 6 mila euro di ammenda a carico sempre della società".

 

Ma il culmine è stato raggiunto con il pestaggio di una poliziotta trans  n città e le violenze (lancio di petardi e sedie, danni e scompiglio) nel centro storico di Salò. La storia del Trento tra alti e bassi arriva al maggio del 2014, quando il Tribunale di Trento dichiara il fallimento della società. "Un mese dopo i cespiti vengono rilevati, per una somma di 50 mila euro dall’imprenditore trentino Mauro Giacca che dà vita quindi alla nuova 'Associazione Calcio Trento, società cooperativa sportiva dilettantistica'. E' noto anche per l’ipotesi di una sua candidatura alla guida della città in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale".

 

Davanti a questi episodi il Trento non sempre è intervenuto e, quando ha inviato una nota, è apparso sempre piuttosto timido. "L'imprenditore presiede un Consiglio d’amministrazione il quale, davanti a questa deriva violenta che sembra travolgere lo sport calcistico trentino, pare incapace di oltrepassare le soglie delle generiche frasi di ripudio della violenza", dice Maestri. "Una società responsabile invece avrebbe dovuto prendere, fin da subito, le distanze da certa tifoseria, condannando duramente ogni trasgressione. Così purtroppo non è stato e tutto pare essersi limitato a frasi di circostanza, così come a una continua minimizzazione dei gravi fatti e un atteggiamento debole e paternalistico che non stigmatizza le ideologie di intolleranza, xenofobia, violenza e visione maschiocentrica del mondo che paiono ispirare la tifoseria di Nuova Guardia". 

 

Nulla di nuovo per la consigliera provinciale del Partito Democratico. "Ignavia, ipocrisia e, talora, anche connivenza caratterizzano l’atteggiamento di non poche società calcistiche che ben conoscono nomi e volti degli ultras e tollerano ogni comportamento violento in nome degli interessi economici", evidenzia Maestri. "Così le tifoserie estremistiche delle curve fermentano e crescono a dismisura, ingigantendo i problemi e i rischi, senza trovare una seria opposizione da parte delle società, come testimonia anche il caso gialloblù quando il presidente delle società invita i capi delle tifoserie nella sua azienda per un colloquio amichevole e pacificatore, ottenendo come risultato i fatti di Salò".

 

Ma non basta. "Anche la politica pare adeguarsi, anche sostenendo finanziariamente le società, in nome del consenso che può derivare dal mondo delle tifoserie e questo è ancora più grave e pericoloso, perché legittima e copre, in una sorta di circuito chiuso e autoreferenziale", conclude Maestri. Da qui i quesiti della consigliera provinciale del Partito Democratico.

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