Addio a Marco Pompermaier, maestro del formaggio del Lagorai: si spegne a 63 anni un custode della montagna
Negli scorsi giorni è mancato Marco Pompermaier, storico malgaro della Malga Cenon di Sopra (Val Campelle). Cresciuto in una famiglia che gli ha trasmesso questa passione, era conosciuto non solo per la qualità dei suoi formaggi, ma anche per la sua profonda conoscenza della montagna

TRENTO. Con la scomparsa di Marco Pompermaier, storico malgaro della Malga Cenon di Sopra, il Trentino perde uno dei più autentici custodi della cultura d’alpeggio e dell’arte casearia del Lagorai. Aveva 63 anni ed era conosciuto non solo per la qualità dei suoi formaggi, ma anche per la profonda conoscenza della montagna, dei pascoli e della biodiversità che ha saputo preservare per tutta la vita.
Originario di Ronchi Valsugana, Pompermaier era cresciuto in una famiglia di malghesi. Il padre Stefano e il nonno gli avevano trasmesso l’amore per la vita in malga, una passione che lui aveva trasformato in una vera e propria missione. Per decenni, fino alla sua scomparsa, ha infatti gestito la Malga Cenon di Sopra, nel territorio comunale di Scurelle, a 1.550 metri di quota.
Produttore del celebre Formaggio del Lagorai, Presidio Slow Food, Marco Pompermaier aveva sempre perseguito un obiettivo preciso: realizzare un formaggio capace di raccontare il territorio.
“Voglio fare un formaggio che sappia di burro e di erbe e che i suoi sapori camminino nel tempo” raccontava in un’intervista del 2016. Un ideale che ha accompagnato tutta la sua attività e che gli è valso il rispetto di colleghi, allevatori e appassionati.
La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella comunità locale e nel mondo di Slow Food. Durante la cerimonia di commiato, svoltasi martedì 14 luglio a Ronchi Valsugana, l’amico Luigi Montibeller ha ricordato il valore umano e professionale di Pompermaier: “Marco ha fatto parte di una comunità più ampia, quella dei Presìdi Slow Food, composta da agricoltori, allevatori, malghesi e artigiani che ogni giorno custodiscono biodiversità, tradizioni e pratiche rispettose dell’ambiente” ha affermato Montibeller.
Parole che sottolineano il significato del lavoro e dell’impegno del malghese: non soltanto produrre formaggio, ma difendere un patrimonio fatto di paesaggi, saperi e identità.
“Il Lagorai di malga e l'arte artigiana di Marco, ci ricordano che dentro un formaggio – ha ricordato l’amico -, si devono trovare un territorio, una stagione, una cultura e una comunità. Perdere chi custodisce questi saperi significa perdere qualcosa che riguarda tutti”.
Marco Pompermaier sarà ricordato come un uomo profondamente legato alla sua montagna e alla sua malga, capace di trasformare il lavoro quotidiano in un esempio di tutela del territorio. Il suo impegno nella valorizzazione del Formaggio del Lagorai e nella salvaguardia delle tradizioni alpine resterà un punto di riferimento per chi continuerà a vivere e lavorare in quota.
Si coglie l’occasione per esprimere vicinanza alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che hanno condiviso con Pompermaier una vita dedicata alla montagna.














